Charlie Hunnam, da Queer as Folk a Ed Gein in Monster 3, ricorda quando suo padre gli chiese se fosse gay

Appena 18enne Charlie Hunnam interpreterò un adolescente gay nell'iconica serie inglese, andando incontro all'omofobia. Seppur eterosessuale nella vita reale.

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Se la 3a stagione di Monster è inaspettatamente andata incontro a sonore stroncature da parte della critica USA, sull’eccezionale bravura di Charlie Hunnam nel riportare in vita Ed Gein sono stati più o meno tutti concordi. Il ruolo di una vita per il 45enne attore britannico, che ha perso 15 kg per girare la chiacchierata serie Netflix, in passato capace di lanciare tutti i suoi protagonisti. Da Evan Peters negli abiti di Jeffrey Dahmer, con trionfo ai Golden Globe e agli Emmy, a Nicholas Chavez e a Cooper Koch nei panni dei fratelli Lyle ed Erik Menéndez.

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Charlie Hunnam è Ed Gein in Monster 3

Hunnam, da 20 anni al fianco di Morgana McNelis dopo le naufragate nozze con Katharine Towne, è esploso giovanissimo interpretando Nathan Maloney nella serie televisiva britannica Queer as Folk. Era il 1999 e Charlie, biondo efebico dal volto angelico, interpretava un 15enne inesperto al mondo gay presto andato incontro alla propria liberazione sessuale nella Manchester queer dell’epoca. 10 episodi appena per lasciare il segno, con Hunnam che non ha mai dimenticato quel lontano ruolo, preso di petto da 18enne eterosessuale.

Charlie Hunnam e l’omofobia vissuta per Queer as Folk

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Perché come rivelato a Variety l’attore dovette affrontare una certa omofobia, fino a litigare pesantemente con uno sconosciuto in una stazione ferroviaria nella città di Preston, nel nord dell’Inghilterra, e a dover affrontare suo padre. Convinto che fosse omosessuale.

Non capiva bene“, ha ricordato Hunnam in riferimento a suo papà. “Mi chiese se fossi gay e se questo fosse rappresentativo della vita che stavo vivendo”.

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L’attore, nato e cresciuto a Newcastle, ha descritto suo padre come “un commerciante di rottami metallici incredibilmente duro in un settore brutale. Era una specie di re nella nostra città. Voleva che prendessi in mano la sua attività, ma io sapevo che non sarei riuscito a sopravvivere in quel mondo“.

La sua totale mancanza di interesse nel gestire l’attività di famiglia fu fonte di delusione per suo padre. Ma alla fine i due si sono riavvicinati grazie ai successi collezionati da Hunnam nel successivo decennio.

Il boom con Sons of Anarchy e l’exploit al Cinema

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A una settimana dal debutto di “Queer as Folk“, Hunnam era a Los Angeles per un provino. Aveva un budget limitato e andava ai casting in BMX; dopo la scadenza del suo visto di 90 giorni tornò nel Regno Unito, iniziò a lavorare in un ristorante italiano e risparmiò per attraversare di nuovo l’Atlantico. Alla fine ottenne un ruolo nello spin-off di “Dawson’s Creek”, “Young Americans“, guadagnando per un singolo episodio più di quanto avesse guadagnato per l’intera serie “Queer as Folk”, per poi girare 12 puntate di “Undeclared”, serie comedy firmata Judd Apatow. Nel frattempo si fa largo anche al Cinema e gira “Ritorno a Cold Mountain” di Anthony Minghella, il cult “Hooligans” di Lexi Alexander e “I figli degli uomini” di Alfonso Cuarón, fino al ruolo che gli cambia la vita. Quello del motociclista Jackson “Jax” Teller nella serie “Sons of Anarchy”.

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Sons of Anarchy

7 stagioni e 92 episodi per Charlie, che a quel punto incrocia Guillermo Del Toro con “Pacific Rim” e “Crimson Peak“, per poi girare “Civiltà perduta” di James Gray, “King Arthur – Il potere della spada” di Guy Ritchie e il remake di “Papillon” firmato Michael Noer. Rifiutato il ruolo di protagonista in Cinquanta Sfumature di Grigio dopo un iniziale via libera, Charlie prende parte a “A Million Little Pieces” di Sam Taylor-Johnson, “Triple Frontier” di J. C. Chandor, “The Kelly Gang” di Justin Kurzel, ritrova Richie in “The Gentlemen” e incrocia Zack Snyder in “Rebel Moon – Parte 1: Figlia del fuoco“.

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Pacific Rim

Diviso tra registi dalla spiccata autorialità e film muscolari, grazie anche alla sua fisicità imponente (185cm di altezza, atletico, capelli lisci, lunghi e biondi, occhi azzurri), Charlie Hunnam non ha mai rinnegato l’iconico ruolo di Nathan Maloney nell’originale Queer as Folk, poi andata incontro ad un remake americano e ad un reboot subito cancellato.

Queer as Folk è stata l’inizio della mia carriera, quindi ne ho dei ricordi molto vividi“, ha precisato in passato.Sono molto orgoglioso di aver preso parte a quello show. Quando torno in Inghilterra, la gente mi riconosce ancora come Nathan“.

Serie rivoluzionaria perché la comunità gay non era mai stata così raccontata in televisione, con protagonisti dichiaratamente omosessuali che parlavano di sesso e lo facevano, dando spazio ad un personaggio minorenne, abbracciato da Hunnam con sfrontatezza e orgoglio, tanto da pagarne lo scotto in prima persona con insulti e violenze verbali, seppur eterosessuale.

Passati 25 anni dalla decima e ultima puntata di quella meravigliosa creatura firmata Russell T. Davies, Charlie punta ora all’incasso grazie ad Ed Gein. Mostro da premi nel 2026?

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