“Ho un fidanzato, sorry“, confessava il mese scorso il lanciatissimo Cooper Koch, senza però svelare il nome del fortunato. Che ora possiamo svelare.
La star di Monsters: The Lyle and Erik Menendez Story, che ha anche un gemello gay, è felicemente fidanzato con Stuart McClave, che rumor alla mano potrebbe aver anche sposato. Poche settimane fa i due hanno esordito fianco a fianco sul tappeto rosso del LACMA Art+Film Gala al Los Angeles County Museum of Art, venendo paparazzati insieme a Kim Kardashian.
Chi è Stuart McClave?

37 anni, McClave ha prodotto, scritto e diretto On The Line: The Richard Williams Story, un documentario incentrato sul padre di Serena e Venus Williams. Lo scorso anno Stuart svelò di essere cresciuto in una famiglia di tennisti in cui tutti erano grandi fan delle sorelle Williams. “Il tennis è stato il mio primo amore e la mia famiglia era ossessionata dalla famiglia Williams”. “E sai, noi siamo della California meridionale, come loro, quindi facevamo sempre il tifo per loro, andavamo ai tornei, guidavamo per 300 miglia per andare ai tornei”.
Sebbene si sappia pochissimo sulla relazione tra McClave e Koch, quest’ultimo è stato visto con un anello sulla mano sinistra, facendo ipotizzare un matrimonio. Rumor mai confermati nè direttamente smentiti dalla coppia, molto legata alla propria privacy.
Cooper Koch with his boyfriend Stuart McClave and Kim Kardashian at the 2024 LACMA Art+Film Gala. pic.twitter.com/XytWXMPhDm
— best of cooper koch (@bestofkoch) November 4, 2024
Cooper Koch e i fratelli Menendez

Nei mesi scorsi Koch ha risposto personalmente alle critiche ricevute in relazione ad una presunta “sessualizzazione” della serie Monsters, dopo aver incontrato anche il vero Erik Menendez in carcere: “Credo che la serie faccia un ottimo lavoro nel rappresentare Erik”. “Abbiamo avuto una conversazione davvero piacevole. Abbiamo parlato di altre cose, come il fatto che sono andato alla Calabasas High School, ovvero dove è andato anche lui quando si è trasferito per la prima volta in California. Mio padre si è diplomato alla Beverly Hills High School l’anno prima che Erik arrivasse lì. Abbiamo tutti questi strani parallelismi”.
I fratelli Menendez stanno scontando l’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata per l’omicidio di primo grado dei loro genitori, nel 1989. Secondo Koch sia Erik che Lyle meriterebbero un nuovo processo.
“Hanno commesso quel crimine quando avevano 18 e 21 anni e all’epoca era davvero difficile per le persone credere che potessero verificarsi abusi sessuali tra uomini, soprattutto tra padre e figlio”. “Era davvero difficile per le persone capire che la storia che stavano raccontando fosse vera, e che questa teoria secondo cui avevano ucciso i genitori per soldi è semplicemente folle. Ma all’epoca era più facile per le persone mandare giù quella storia. Ma ora, dopo 35 anni, abbiamo così tante più prove di abusi sessuali su minori e abusi sessuali tra uomini che penso meritino di essere nuovamente processati. E anche per tutto ciò che è successo in quel secondo processo, non è stato loro permesso di usare le loro accuse di abusi sessuali”. “Spero davvero che riescano a ottenere la libertà vigilata e ad avere un resto di vita fantastico”.
Cooper Koch e l’omofobia

Cooper Koch ha parlato anche dell’omofobia hollywoodiana, ancora oggi pressante e presente.
“Mi presento per molti ruoli e non pongo limiti, non cerco esclusivamente ruoli gay e non mi limito a interpretare personaggi queer. Sono aperto a qualsiasi progetto che trovo stimolante e non baso le mie scelte sull’orientamento dei personaggi“, ha dichiarato. Ha poi aggiunto: “Con Hollywood che afferma di promuovere la diversità, gli attori gay non dovrebbero avere problemi a ottenere ruoli che non siano legati alla loro sessualità“. “Non ho paura di essere inserito nella lista nera, ma ci sono state discriminazioni…“.
Come ad esempio quanto avvenuto con un’insegnante di recitazione, che lo accusò di avere la voce “da gay”. Ferma e decisa la sua risposta: “Ho la pelle dura a questo punto della mia vita. Sapete, sono stato vittima di bullismo quando ero bambino, sono stato sbattuto fuori da una puntata pilota per questo. Ora non lo tollero più. Mi giro dall’altra parte e me ne vado. Se hai questo tipo di opinione, se non vuoi lavorare con me perché la mia voce suona in un certo modo, o perché cammino o parlo o muovo le mani in un certo modo, allora non voglio lavorare nemmeno con te, tesoro”.
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