Maschi in tutù? La Chiesa anglicana dice sì

L’ennesima posizione in controtendenza rispetto alla Chiesa tradizionale.

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Maschi in tutù? Perché no: a dirlo, udite udite, la Chiesa anglicana.

Nelle nuove linee guida per gli insegnanti, distribuite all’interno delle sue scuole private, la Chiesa anglicana condanna le discriminazioni di genere: “I bambini dovrebbero essere liberi di esplorare le possibilità di chi potrebbero essere, senza giudizio o derisione” si legge nel documento Valuing All God’s Children, distribuito per la prima volta nel 2014 e ora aggiornato. “Occorre evitare di definire irregolare, anormale o problematico il comportamento dei bambini solo perché non si conforma agli stereotipi di genere”.

Ciascun bambino può scegliere di vestire un tutù, una tiara, i tacchi e/o un elmetto da pompiere, una cintura porta-attrezzi e un mantello da supereroe senza che su di lui ricadano aspettative o commenti. L’infanzia è un luogo sacro per la creativa immaginazione di sé”.

Non è la prima volta che la Chiesa anglicana prende – in maggioranza – una posizione in controtendenza rispetto alla Chiesa tradizionale: era già capitato per le donne vescovo, per i sacerdoti omosessuali e per la benedizione data ai matrimoni gay.

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Persino il consiglio dell’ordine degli avvocati di Mantova aveva preso le distanze dalla donna, che aveva scritto sui social "l’omosessualità è un disturbo psichiatrico e che chi ne è affetto non può lavorare a contatto con i minori, altrimenti questi disturbati trasmetteranno il disturbo nelle scuole".

di Federico Boni