Il CIO ad un passo dall’annunciare il divieto totale per le atlete trans alle Olimpiadi

Per la gioia di Donald Trump, il divieto potrebbe diventare ufficiale entro le Olimpiadi di Los Angeles 2028.

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La notizia era nell’aria da mesi, ovvero da quando Kirsty Coventry è diventata la prima storica donna presidente e da quando il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti, sotto la costante pressione di Donald Trump, aveva già fatto cadere la propria mannaia.

Gli organizzatori dei Giochi Olimpici stannorebbe lavorando a un divieto totale per le donne transgender negli sport femminili. Secondo Sky News, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) sarebbe pronto a seguire l’esempio del Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti.

Le atlete trans hanno vantaggi fisici?

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Valentina Petrillo, atleta paralimpica italiana

I vertici olimpici starebbero valutando la possibilità di vietare agli atleti con differenze di sviluppo sessuale di partecipare ai Giochi. Le modifiche sono state prese in considerazione in seguito a una presentazione ai membri del CIO da parte della direttrice del dipartimento di salute, medicina e scienza, la Dott.ssa Jane Thornton.

Thornton avrebbe evidenziato i potenziali nonché presunti vantaggi fisici delle donne transgender negli sport femminili, nonostante non pochi altri studi dimostrino che non esista tale vantaggio a livello d’élite. Lo stesso CIO aveva confermato che non era possibile sostenere la tesi di un ‘vantaggio fisico’ da parte delle donne trans, solo pochi anni or sono. Tutto tace su un eventuale divieto anche per gli uomini trans.

Il CIO segue Donald Trump

Il CIO ad un passo dall'annunciare il divieto totale per le atlete trans alle Olimpiadi - Trump festeggia il suo divieto alle atlete trans alle Olimpiadi - Gay.it

Nel mese di settembre 2025 il CIO ha convocato esperti di vario tipo per un gruppo di lavoro con il compito di rivalutare le regole sull’idoneità di genere alle Olimpiadi, dopo aver dato massima autonomia ad ogni sport.

Il CIO ha confermato a Sky News: “La scorsa settimana, durante le riunioni della commissione, il direttore medico e scientifico del CIO ha fornito un aggiornamento ai membri del CIO. Il gruppo di lavoro sta proseguendo le discussioni su questo argomento e non è stata ancora presa alcuna decisione. Ulteriori informazioni saranno fornite a tempo debito“.

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Il CIO aveva introdotto i “certificati di femminilità” ai Giochi del Messico del 1968. I membri del CIO sono stati inoltre aggiornati su come funzionerebbe il test del sesso, dopo che World Athletics ha introdotto la verifica del sesso biologico per competere nelle gare femminili.

Il divieto assoluto per le atlete transgender potrebbe essere introdotto per i Giochi di Los Angeles del 2028, sebbene l’argomento debba ancora essere presentato a una sessione plenaria del CIO. Ma è facile immaginare che il pressing di Trump proseguirà a lungo.

Lo scorso luglio, come replica all’ordine esecutivo anti-trans firmato dal presidente USA, il comitato olimpico statunitense ha “silenziosamente modificato le sue regole di ammissibilità” con un “paragrafo breve e vago” che delineava la nuova politica, in cui il Comitato si impegna a “proteggere le opportunità per gli atleti che praticano sport“, annunciando di voler collaborare con il Comitato Olimpico Internazionale, il Comitato Paralimpico Internazionale e gli organi di governo nazionali di ogni sport olimpico, “per garantire che le donne abbiano un ambiente competitivo equo e sicuro, in linea con l’Ordine Esecutivo 14201 e il Ted Stevens Olympic and Amateur Sports Act“.

Precedentemente, la neo presidente del CIO Kirsty Coventry si era detta pronta a proteggere “la categoria femminile e le atlete“. Nella storia delle Olimpiadi c’è stata una sola atleta trans in gara, ovvero la neozelandese Laurel Hubbard nel sollevamento pesi, eliminata al primo turno dopo mesi di insulti transfobici.

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