Un plico anonimo abbandonato sui banchi del Copasir, nel cuore di Palazzo San Macuto. Dentro, calunnie e allusioni agli orientamenti sessuali di alti funzionari della Camera, brandite come fossero accuse, per ferire, screditare, azzoppare carriere e nomine. Il Foglio racconta che il destinatario ufficiale era Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia e membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
Il Copasir è infatti il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, organo bicamerale che controlla l’operato dei servizi segreti italiani. Vigila su attività e spese di intelligence, accede a documenti riservati e riferisce a Camera e Senato, garantendo che l’intelligence agisca nel rispetto della legge. In questi tempi di caos geopolitico e con i servizi segreti israeliani pronti a tutto, non è chiaro perché la notizia di questo pasticcio a sfondo omofobico sfiori il Copasir: la solita torbida storia di colpi bassi all’italiana tra esponenti dei servizi segreti? Non ce ne occupiamo certo su Gay.it, ma denunciamo come ancora una volta l’omosessualità sia utilizzata come una caratteristica screditante e tutto questo nella melma nascosta dei dossier segreti e delle scartoffie che il potere utilizza per vergare le proprie manipolazioni, in un paese la cui Carta recita la sovranità del popolo!

Tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto un dirigente apicale della Camera avrebbe deposto quella busta con un falso mittente, “Segreteria del Copasir”. Ma l’auletta è sorvegliata da telecamere: il corvo così si tradisce da solo. Ma chi ci crede che non sapesse delle telecamere? Ma che pasticcio!
Le immagini rivelano, spiega Il Foglio, il volto di Roberto Cerreto, consigliere caposervizio con delega alle commissioni bicamerali, già uomo di governo con Letta e Boschi, insignito nel 2021 dell’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica. Insomma un uomo di Stato teoricamente affidabile, come precisa anche Dagospia.
Fatto sta che Cerreto viene sospeso, e ora attende l’esito di un procedimento disciplinare. Ha scelto il silenzio con i cronisti, Il Foglio riferisce che il sospettato non risponde ai giornalisti, e ripete – solo agli amici – di essere estraneo alla vicenda. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana precisa che l’inchiesta è esclusivamente amministrativa (e te pareva), ma la macchina parlamentare trema: il Copasir custodisce atti segreti, e in quella lettera si parlava anche di documenti scomparsi. Insomma, secchiate di fango pronte a schizzare ovunque.
Le ricostruzioni, riferisce Il Foglio, evocano un tentativo di bruciare i candidati alla vicesegreteria generale della Camera, un ruolo assegnato proprio in agosto. Le allusioni alla vita privata e all’orientamento sessuale dei dirigenti avrebbero dovuto minarne la reputazione, insinuando sospetti sulla loro idoneità a incarichi di vertice. Una strategia da vecchia inquisizione, un veleno che corrode più di qualsiasi atto politico e infine la solita, orrenda modalità provincialotta italiana di utilizzare l’omosessualità come una debolezza che azzoppa la carriera del maschio dio-patria-famiglia.
Il procedimento verso Cerreto, presunto responsabile, è tutto interno all’amministrazione della Camera e ha natura “esclusivamente amministrativo-disciplinare”. In pratica l’inchiesta è condotta dagli uffici competenti di Montecitorio, sotto la vigilanza del presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha la responsabilità di sovrintendere al percorso e di adottare le eventuali sanzioni. Non risulta coinvolta la magistratura ordinaria. Dunque non vi aspettate che ne sapremo qualcosa. Resta tuttavia la domanda: ma i documenti spariti cos’erano? E perché sono spariti?
