Lorenzo Fontana eletto Presidente della Camera. Disse “le famiglie arcobaleno non esistono”

“La famiglia naturale è sotto attacco. Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo”, disse nel 2016. "Per la Lega la famiglia è una sola: uomo donna e figli".

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Lorenzo Fontana eletto Presidente della Camera
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Archiviata l’elezione alla presidenza del Senato di Ignazio La Russa, la maggioranza di centrodestra ha eletto anche il Presidente della Camera, ovvero il leghista Lorenzo Fontana, ex ministro per la famiglia e le disabilità e a seguire ex ministro per gli affari europei nel governo Conte I.

Proprio da ministro per la famiglia e le disabilità, con deleghe alle Politiche per la famiglia, alla disabilità, a infanzia e adolescenza, alle politiche antidroga e alle adozioni, il putiniano Fontana diede il meglio di sè sul fronte omotransfobico. Le famiglie gay? Non esistono. Ora più bambini e meno aborti, disse appena eletto ministro nel 2018. Nei confronti delle unioni tra persone dello stesso sesso tuonò: “La famiglia naturale è sotto attacco. Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo. Per la Lega Nord la famiglia è una sola: uomo donna e figli”. Accolto da Monica Cirinnà in Senato con una maglia delle famiglie arcobaleno, Fontana sparò a zero contro il matrimonio egualitario (“Il matrimonio è tra mamma e papà, le altre schifezze non le vogliamo sentire”), per poi prendersela con dei disegni arcobaleno in una scuola (“È educazione o ideologia?“) e chiedere l’abrogazione della legge che sanziona l’incitazione alla violenza e alla discriminazione.

Elargito dal suo ministero il patrocinio al il Convegno mondiale della Famiglia, “un evento – spiega una nota Arcigay – che mise il nostro Paese sotto la luce negativa dei riflettori internazionali ospitando e dando la parola a decine di esponenti dei movimenti ultraconservatori, omofobi, misogini”

Fontana in passato ha anche fatto gli auguri via social ai neonazisti greci di Alba Dorata, e prese parte nel 2016 ad un convegno firmato Pro-Vita, sottolineando come ci fosse “una deriva nichilista e relativista della società occidentale, ma la Russia è l’esempio che l’indirizzo ideologico e culturale in una società si può cambiare. Infatti se trent’anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa“. La Russia omotransfobica come modello, tanto da chiedere in europarlamento la fine delle sanzioni nei confronti di Putin e rilanciare così, nel 2018: “Da parte mia sono stato favorevolmente impressionato da tante dichiarazioni di Putin e dal grande risveglio religioso cristiano registrato nel Paese, frutto indubbiamente di una reazione ai settant’anni di regime sovietico. Ho visto in questo una luce anche per noi occidentali, che viviamo la grande crisi dei valori, immersi come siamo in una società dominata culturalmente dal relativismo etico, che può essere spietato come mostra la cronaca di questi giorni“.

Pezzi di Stato continuano nel tentativo di minare la famiglia tradizionale rendendo il peggior servizio alle nostre comunità, nate e cresciute proprio grazie a un modello di famiglia basato su madri e padri (senza i quali, è opportuno ricordarlo, in natura non è possibile generare una nuova vita)”, commentò nel 2017 Fontana dopo la sentenza della Corte d’Appello di Trento che riconobbe due padri. “Il tentativo, tutto ideologico, di mercificare la vita umana non è certo una conquista di civiltà, al contrario rappresenta un pericoloso precedente, che apre a scenari inquietanti”.

Quando ad intervenire fu anche il tribunale di Firenze, che riconobbe l’adozione per due coppie di padri omosessuali, il neo ministro leghista ribadì con asprezza il proprio pensiero: “Un provvedimento creativo: non si capisce come mai in Italia certi tribunali si sostituiscano alle leggi”. “Con il decreto di riconoscimento dell’adozione gay da parte del tribunale di Firenze si apre un precedente pericoloso che mina un diritto fondamentale dei bambini, ossia quello di avere un padre e una madre. Sono tantissime le coppie eterosessuali che in Italia aspettano di poter adottare bambini ma sono ostacolate da burocrazia e lungaggini. Il diritto di un bambino è quello di avere un padre e una madre, con il provvedimento del Tribunale di Firenze si privilegia invece l’egoismo da parte degli adulti”.

Nel febbraio del 2017, non contento, la sfuriata social contro l’UNAR, accusato di ‘promuovere la teoria del gender nelle scuole‘, per poi passare all’elogio nei confronti ‘bus della libertà’ che girò in lungo in largo l’Italia diffondendo omofobia: “Dispiace che l’ideologica gender entri prepotentemente nelle pratiche comunali. Come vicesindaco di Verona, diversamente dagli amministratori di Torino, Domenica mattina sono stato in piazza Bra ad accogliere il pullman degli amici di CitizenGo. Coerentemente col nostro programma elettorale, e con quanto ho illustrato nel mio libro: “La Culla vuota della civiltà. All’origine della crisi”, siamo in prima linea per sostenere ogni iniziativa volta a difendere e a promuovere i valori della famiglia, la natalità e la salvaguardia dei nostri figli“.

Dinanzi alla sua posizione sulle famiglie arcobaleno Fontana venne criticato persino dal presidente della Regione Lombardia, da Roberto Maroni, da Michela Vittoria Brambilla, da vip sconvolti dalle sue parole e da Nichi Vendola. Già vice-presidente della Camera, nel 2019 approvò la “processione di riparazione al Modena Pride”, per poi cavarsela con la solita replica alle infinite polemiche: “Ho tanti amici gay, ma quale omofobo“. Nel suo La Culla vuota della civiltà. All’origine della crisi, scritto a quattro mani  con l’ex presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, e prefazione di Salvini, Fontana ha espressamente preso posizione contro le unioni tra persone dello stesso sesso, la legge 194, la globalizzazione, i flussi migratori e le posizioni atlantiste

Eletto capo del dipartimento “Famiglia e valori identitari” della Lega, sarà ora presidente della Camera, terza più alta carica dello Stato.

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