Certamente la giustizia farà il suo corso. Ma non esiste mai una vera giustizia che possa ripagare la vittima di una discriminazione. Chi restituirà a Mario e Fabio il tempo sottratto alla costruzione della propria vita di coppia? Chi ripagherà la tossicità velenosa dell’odio omofobico subito?
Mario è psicologicamente provato. “Con il mio psichiatra siamo d’accordo di mantenere le dosi di anti-depressivo finché saremo in questa casa” ci spiega al telefono, voce rotta, decine di episodi aberranti tornano alla memoria durante le nostre chiacchiere. Tra qualche giorno, Mario sarà nella casa nuova, in un’altra città, in un’altra provincia, insieme al suo compagno di sempre “Avevamo comprato questa casa con tanti sacrifici, ci dispiace lasciarla, ma è per la mia, per la nostra serenità“.
Questa vicenda ha devastato la sua vita. Oggi prova a ricostruire la propria solidità emotiva, combattendo la depressione causata da anni di vessazioni omofobiche che hanno sbriciolato la sua autostima. Per molti giorni ci siamo sentiti via messaggi e al telefono, per capire se ci fosse spazio per una sua testimonianza diretta. Ma le questioni legali impongono prudenza. Abbiamo così concordato una lettera, che pubblichiamo oggi.
Ma cosa è successo a Mario e al suo compagno?
Di seguito i fatti di cronaca. Non è possibile fornire maggiori dettagli. Mario e il suo compagno si riservano infatti di procedere con nuove azioni legali.
Mario e Fabio (nomi di fantasia), coppia gay fino a poco tempo fa residente a Marcon, in provincia di Venezia, hanno subito per anni vessazioni omofobe da parte di un vicino di casa, fino a vedersi costretti a vendere la propria abitazione e trasferirsi in un altro comune per sottrarsi alla persecuzione. Residenti da 14 anni nella propria casa, Mario e Fabio si sono ritrovati emotivamente travolti da insulti e minacce rivolti alla propria condizione di persone LGBTI+: l’uomo simulava di investirli con l’auto, invitava i propri figli ad allontanarsi dai due omosessuali, lanciava epiteti quali “Fr*ci di m*rd*” e ancora “Non mi darò pace finché non ve ne andrete“, e ancora “Vergognatevi” come aveva spiegato l’avvocata Veronica Campaner a Gay.it.
Le molestie a sfondo omofobico si tramutavano spesso in atti subdoli e velati, senza testimoni. Tra le tante forme di persecuzioni, il vicino aveva anche presentato una denuncia contro la coppia, un’accusa ritenuta infondata poi dagli organi inquirenti e subito archiviata. “Abbiamo perso la serenità a causa del comportamento del nostro vicino di casa. Ora vogliamo soltanto cercare di recuperarla“ avevano raccontato Mario e Fabio al Gazzettino di Venezia.
La coppia ha più volte denunciato la situazione alle autorità e sta ora valutando nuove accuse, insieme all’avvocata Campaner.
Insulti verbali e una pervicace ostilità protratta nel tempo, moglie e figli coinvolti nel clima persecutorio, il manifesto intento di isolare e allontanare la coppia gay dal quartiere. Un inferno che nel tempo ha portato Mario al tracollo psichico: Mario ha dovuto rivolgersi a psicologi e cure psichiatriche.
Ed è proprio Mario oggi a inviare questa lettera a Gay.it.

La lettera di Mario a Gay.it
Cara Gay.it,
Ti premetto che la questione è delicata, e vogliamo mantenere la più assoluta riservatezza.
Abbiamo la necessità di recuperare e rimarginare le ferite che ci portiamo dentro dopo questa brutta vicenda. Sono stati per noi anni difficili, che ci hanno costretto a modificare le nostre condizioni e abitudini di vita, per evitare di cadere nuovamente vittime di situazioni spiacevoli.Il clima era ostile e troppo nocivo.
Abbiamo rinunciato a vivere nella nostra casa di proprietà, perché tutta questa assurda situazione non trovava fine. La vicenda che ci ha colpito è stata causata da una serie di eventi traumatici, che ci ha messo di fronte ad una realtà che non avremmo mai immaginato.
Nella mia vita non ho mai pensato di ritrovarmi coinvolto in una situazione così assurda, a tratti inverosimile, causata da un uomo che, con pretesti subdoli e menzogne, è arrivato a ferire delle persone solo perché conducono e vivono con naturalezza la propria vita.
Questa storia è fatta di persone vere, oneste e clementi, questo siamo noi. Noi che abbiamo incontrato nel nostro cammino chi intenzionalmente ha voluto ferire per il semplice gusto di rendere difficoltosa la vita, giungendo a calunnie, insulti diffamatori, atteggiamenti incivili e vessatori, costringendoci infine a cambiare casa, per cercare di recuperare la serenità perduta.
Siamo arrivati a compiere tutta una serie di modifiche di vita per proteggerci da tutto ciò.
Le conseguenze che io personalmente ho riportato in prima persona sono pesanti, e sono state causate dalla violenza fisica e verbale che ci è stata rivolta. E dalle ferite profonde inflitte alla nostra sensibilità con parole denigratorie che ci hanno sostanzialmente privati di diritti.
Ognuno dovrebbe avere diritto ad essere felice per quel che è: qualcuno invece ha voluto privarci di questo nostro diritto.
Di tutti gli accadimenti, ogni volta informavamo la nostra avvocata. Fino a formalizzare una diffida contro il nostro persecutore. Diffida che ingenuamente credevamo fosse sufficiente a far cessare definitivamente l’avversione nei nostri confronti. E invece ci siamo ritrovati accusati ingiustamente di un reato inventato, che subito è stato archiviato dal giudice.
Ricordo ancora con gioia, ma anche con profonda amarezza, quella giornata in Camera di Consiglio, nella quale, nonostante la piena archiviazione da parte del GIP, che ritenne condivisibili le argomentazioni esposte nell’atto di opposizione dalla nostra avvocata, ricevemmo offese da parte del vicino di casa.
Davanti alle autorità quell’uomo ci ha definiti soggetti pericolosi per i minori.
Parole nuovamente lesive della nostra dignità, proferite al solo scopo di alimentare il sospetto verso di noi, per il solo fatto di essere persone omosessuali.
Tutta questa storia ha un prezzo alto da pagare. Questa storia ha sabotato la mia mente, il mio spirito, ha reso la mia vita difficile da sopportare, e mi ha causato la malattia che tuttora sto curando.
Le vicissitudini quotidiane, per quanto piccole possano sembrare, per me sono diventate scalate invalicabili da affrontare ogni giorno. E ad aggravare questa fatica, dovevo continuare a subire atteggiamenti incivili da parte del nostro vessatore, che utilizzava qualsiasi pretesto per tormentarmi, e per alimentare un clima ostile e fomentare il sospetto nei nostri confronti.
Concludo spiegando che la decisione di affidarci alla stampa per raccontare la nostra vicenda è stata fatta per sensibilizzare ed aiutare le persone come noi a trovare il coraggio di denunciare da subito. Per aiutare culturalmente questo paese al rispetto della diversità, qualsiasi essa sia.
Un caro saluto, Mario
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Esprimo totale solidarietà e vicinanza a Mario e al suo compagno. Vi capisco perfettamente ragazzi! Non mollate e fate in modo, tramite il vostro avvocato, che il vostro ex vicino di casa la paghi cara e vi risarcisca.da Da giovane adulto gay quale io sono vi capisco perfettamente. Vi auguro di ritrovare la serenità che giustamente meritate di vivere perché siete due persone perbene e dignitosissime e meritate amore, fratellanza e tantissimo rispetto. Noi omosessuali non valiamo meno degli altri,anzi se andiamo a ben vedere abbiamo dimostrato sempre di avere molti più attributi e dignità di quei omofobi vigliacchi, schifosi e maledetti, che vivono per rovinare la vita alle persone perbene come noi. Resto profondamente dell' idea che gli omofobi siano uomini ( ovviamente sottosviluppati mentalmente e soprattutto di merda) irrisolti sessualmente e psicologicamente , frustratissimi e molti repressi, che vivono malissimo la loro vera identità sessuale, di conseguenza vomitano irrazionale odio e rancore verso noi omosessuali che a contrario degli omofobi, non fingiamo mai di essere ciò che orgogliosamente siamo. Gli omofobi fanno schifo tanto quanto i pedofili, li metto moralmente e civilmente sullo stesso piano criminale e identitario,perché entrambi vanno ad infangare le vite di chi odiano molestando e violentando psicologicamente e sessualmente le loro prede, innocenti vittime della follia di questi criminali. Mario se stai leggendo questa lettera, sappi (anche se non ti conosco) che per una questione di buonsenso e fratellanza ti sono umanamente vicino augurandoti a te e al tuo compagno una vita piena di soddisfazioni e serenità che tanto meritate ragazzi! Ti capisco benissimo e so cosa significa vivere in un contesto ostile. Non è facile per noi gay la vita in questa disgraziata Italia, lo so. Non mollate ragazzi, le persone perbene stanno tutte dalla vostra parte! Gli omofobi non devono passarla liscia e devono pagarla cara per ciò che fanno a noi persone lgbttqi!!!!! Un abbraccio affettuoso e sincero a Mario e al suo compagno! ️❤️❤️