Dall’attacco a Meloni al “no etichette LGBTI”: Boy George al Capodanno di Roma al Circo Massimo

"Sono un po’ a disagio con tutta questa storia di essere messo in un gruppo"

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Boy George Circo Massimo
Boy George sarà al Capodanno di Roma al Circo Massimo
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Dopo le polemiche legate alla presunta censura del trapper Tony Effe, con coda di Mahmood eccetera che si sono dileguati, il concertone romano del Capodanno al Circo Massimo sfodera una regina indiscussa, un pioniere inattaccabile del superamento degli steccati di genere, un’icona totale della queer culture: Boy George.

Quando nel settembre del 22 l’estrema destra di Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, insieme a Lega e Forza Italia, vinsero le elezioni italiane, Boy George fu una delle prime voci queer internazionali a far sentire la sua voce. Il suo post su X fu eloquente:

“Ehi Giorgia Meloni, mio padre etero era violento ma tu lo sosterresti e magari picchiava i figli in nome del nucleo familiare tradizionale ma due uomini o donne gay che crescono un bambino con amore incrollabile è sbagliato?”.

Boy George
Boy George – Il suo post su X l’indomani della vittoria dell’estrema destra alle elezioni italiane del settembre ’22

Alla vigilia del concerto di Capodanno al Circo Massimo, Boy George si è raccontato in un’intervista a Hollywood Reporter, svelando la sua emozione per il ritorno in Italia dopo oltre un decennio. Innamorato del fascino eterno della Caput Mundi, il leader dei Culture Club ha parlato del proprio percorso artistico e del rifiuto delle etichette, compresa quella LGBTQIA+:

“Sono un po’ a disagio con tutta questa storia di essere messo in un gruppo. Capisco che è il modo in cui le persone parlano oggi. Ok. Ma non mi sento veramente… LGBTQI+ Plus tu, Plus io, Plus loro.”

Parentesi: è certamente interessante, a questo punto, ricordare quanto bistrattato fu proprio Mahmood nel 2019 quando fece un discorso analogo sul “Basta etichette.

L’icona queer che della pop culture globale ha poi ricordato le sue iniziali performance negli anni ’80:

“era piuttosto strano vedere il pubblico che avevamo, sai, perché prima che diventassimo famosi, il nostro pubblico era composto da ragazzi dei club, ragazzi che indossavano Vivienne Westwood, ragazzi truccati. E poi, quasi da un giorno all’altro, è diventato un pubblico molto misto di ragazze, madri e tutti, sai? E penso di non essere pretenzioso, e non lo sono mai stato, e vestirmi per me era una cosa molto personale”

A cuore aperto, l’artista ha parlato con affetto del suo rapporto con il pubblico italiano, rievocando un’esibizione al Gay Village di Roma in cui i fan lo sorpresero cantando nella versione italiana (che è “Io che non vivo senza te“) il brano del suo repertorio “You Don’t Have to Say You Love Me”. L’artista ha confermato che eseguirà il brano questa notte al Circo Massimo e al magazine di cinema romano ha parlato anche dei suoi prossimi progetti cinematografici: un documentario sui Culture Club e un film autobiografico, ancora in fase di sviluppo (ne avevamo parlato già nel 2019!), che esplorerà i momenti più significativi della sua vita con un tocco teatrale.

A proposito della sua prorompente forza di provocazione e della sua capacità di abbattere gli steccati tra i generi già negli anni ’80, George regala oggi perle di saggezza, da saggia zia che tante cose queer ha visto, detto e fatto:

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“Ma non ho mai voluto essere un antagonista di qualcuno o qualcosa. L’ho fatto solo perché mi piacciono i cappelli e mi piacciono i bei vestiti e mi piacciono i colori e mi piacciono i gioielli e mi piace la musica e, sai, l’architettura e la scultura e le pentole e le padelle e tutta quella roba lì. Poi penso che la personalità di un bambino sia scolpita nella pietra già a volte quando nasce. E io sarei sempre stato me stesso. Non ci sarebbe mai stata un’altra versione di me”

Per Boy George è giunta l’ora di superare recinti e definizioni. L’artista ha sfiorato il tema della categorizzazione, che rischia di appiattire l’individualità e fornire agli altri uno strumento per relegare le persone in un comparto di cui si crede di sapere tutto:

“Penso che il problema, quando metti le cose in una scatola e dici che sei questo o quello o sei italiano o sei gay o sei nero o sei bianco, è che può ridurre chi sei al punto che le persone pensano di sapere tutto ciò che devono sapere su di te, e smetti di essere un essere umano.”

Leggi il primo articolo dedicato a Boy George da Gay.it nel 2002! >>>

Dall’archivio: tutto Boy George su Gay.it >

Roma Capodanno 2025 Circo Massimo: gli artisti

Ecco chi salirà sul palco:

Boy George e i Culture Club: l’iconica band inglese degli anni ’80, famosa per hit come Karma Chameleon, con la sua energia queer senza tempo.
Gabry Ponte: il DJ italiano più famoso al mondo.
PFM (Premiata Forneria Marconi): la band italiana che ha fatto la storia, performance molto attesa dai musicofili meno giovani.
Orchestraccia e Orchestra Popolare La Notte della Taranta: musica tradizionale e arrangiamenti moderni, faranno ballare il pubblico con sonorità vitali e dinamiche.
Andrea Rivera: attore e cantante, sarà ospite speciale della serata.

Ad animare ulteriormente la notte che saluta l’anno vecchio e annuncia l’anno nuovo ci saranno anche:

Le voci di Mariachiara Belardo (Dimensione Suono Soft) e Don Cash (Dimensione Suono Roma).
Il DJ Mauro “Zavadava” Mandolesi, con una selezione musicale pensata per far ballare il pubblico del Circo Massimo.

Attenzione, le persone con disabilità avranno naturalmente un trattamento dedicato, si consiglia di prenotare qui.

Il Circo Massimo è nel cuore di Roma, è facilmente accessibile grazie alla sua posizione centrale e alla vicinanza con i principali mezzi pubblici. Il concerto di Capodanno 2025 è un evento gratuito, aperto a tutti, con l’area del Circo Massimo raggiungibile attraverso cinque ingressi pedonali situati in punti strategici: viale Aventino all’angolo con via dei Cerchi, viale Aventino all’angolo con via del Circo Massimo, via delle Terme Deciane, via della Greca e via dei Cerchi all’angolo con via San Teodoro.

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