DDL Zan, Arcigay festeggia l’approvazione: “Una prima vittoria, ora si proceda rapidamente al Senato”

Le parole di Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

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Pioggia di dichiarazioni in relazione alla legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, approvata poche ore fa alla Camera dei Deputati. Dopo aver letto le prime parole di Alessandro Zan, Nicola Zingaretti, Monica Cirinnà, Laura Boldrini e del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, sono infatti arrivate anche quelle di Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

L’approvazione alla Camera dei Deputati della legge contro l’omotransfobia e la misoginia è una prima vittoria che ci fa ben sperare sull’approvazione definitiva del provvedimento. Per questo primo risultato vogliamo ringraziare i deputati e le deputate che hanno combattuto questa battaglia in prima linea, a partire dall’onorevole Alessandro Zan, relatore della legge, e dagli onorevoli Laura Boldrini, Mario Perantoni e Ivan Scalfarotto che avevano depositato proposte di legge sul tema, poi confluite nel testo finale. Inoltre, ai ringraziamenti ascoltati in aula, vorremmo aggiungere quelli alle tante persone, lgbti ma non solo, che hanno riempito le piazze appena due settimane fa per sostenere questa legge, a chi ha firmato i nostri appelli, a chi da tanti anni scende in piazza con noi, nei Pride e nelle tante altre manifestazioni, per chiedere uguaglianza e diritti. Ora la palla passa al Senato e sappiamo che non sarà un passaggio senza difficoltà: tuttavia siamo fiduciosi, perché nella Camera alta sappiamo esserci eletti ed elette in grado di portare avanti con vigore e determinazione questa battaglia, fino all’approvazione finale. Il testo approvato alla Camera interviene sulla tematica discriminatoria aggiungendo agli articoli 604 bis e ter del Codice penale che trattano le aggravanti di reato e la condotta istigatoria verso discriminazioni e violenze, quelle legate al sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità, estendendo le tutele in sede processuale a tutte le vittime di questi reati. Contiene poi politiche di prevenzione, con il mandato ad UNAR di costruire piani strategici di contrasto alla discriminazione verso le persone LGBTI; si dà inoltre mandato all’Istat di indagare con cadenza triennale la situazione delle discriminazioni per colmare il grave fenomeno dell’under reporting che caratterizza questo ambito; la legge istituzionalizza anche in italia la giornata del 17 maggio contro omofobia, transfobia, bifobia e lesbofobia, già riconosciuta a livello europeo. Infine, la legge fa proprie le politiche di sostegno alle vittime tramite l’istituzione dei centri di accoglienza finanziati con 4 milioni di euro annui, già previsti con la conversione in legge del decreto agosto. I toni della discussione avvenuta in Commissione ed in aula alla Camera, così come la difficoltà dell’iter e alcune soluzioni trovate nel testo della legge, come la necessità ridondante di ribadire i principi di libertà di opinione già previste dalla Costituzioni e dalla giurisprudenza è un indicatore chiaro delle difficoltà che ancora oggi la politica ha nell’affrontare le leggi che riguardano le persone LGBTI. Una cosa che abbiamo già vissuto nel 2016 durante la discussione della legge sulle unioni civili. Un indicatore chiaro della tanta strada che ancora resta alle persone LGBTI per arrivare a quella piena uguaglianza che è e resta il traguardo finale delle nostre battaglie per la costruzione di un Paese migliore per tutte e tutti. Ci concediamo una giornata di festeggiamenti, ma già da domani sarà necessario volgere lo sguardo in avanti e riprendere la battaglia in Senato, per giungere alla definitiva conversione in legge del testo.

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