DDL Zan, Italia Viva copia-e-incolla contro il Pd sulla pelle della comunità LGBT

Un DDL Zan dimezzato non lo vuole nessuno, se non Lega e Forza Italia che da sempre puntano ad affossarlo. Ma Italia Viva finge di non capire.

DDL Zan, Italia Viva copia-e-incolla contro il Pd sulla pelle della comunità LGBT - Zan vs Renzi - Gay.it
3 min. di lettura

Nella giornata di ieri i massimi esponenti parlamentari di Italia Viva hanno attaccato il Pd a testa bassa, utilizzando esattamente le stesse parole, scaricando su Enrico Letta la ‘colpa’ del rinvio a settembre in Senato per il DDL Zan. Un vero e proprio copia-e-incolla, nei contenuti e nei termini utilizzati.

Anche oggi il Ddl Zan è scomparso dai radar. Niente appelli, niente dirette Facebook, niente di niente. Sono allibito dal comportamento di certi partiti e del “sistema” di informazione“, ha cinguettato Davide Faraone, capogruppo IV al Senato che da mesi chiede modifiche a quel DDL che il suo partito ha in parte scritto e già votato alla Camera. Poche ore dopo, via IlFoglio, Ivan Scalfarotto ha rilanciato: “Il Pd si è dimenticato del DDL Zan. Fino a solo un paio di settimane fa ci facevano paginate di giornali, aperture di tg. Adesso è completamente scomparso dai radar, sembra di vivere in un piano parallelo della realtà“. Nel mezzo, è arrivato l’attacco di Teresa Bellanova: “Da qualche giorno il Ddl Zan è sparito dai radar, non se ne parla più. Quasi che per nessuno tra quelli che “o questo testo o barricate”, la legge contro l’omotransfobia sia più una priorità“.

Chiaro ed evidente l’obiettivo dei renziani, rimasti con il cerino in mano dopo aver presentato 4 emendamenti al DDL Zan e teso mani, gambe, piedi e braccia alla Lega, appoggiando modifiche al ribasso ed escludenti, con l’identità di genere stracciata dal DDL. Italia Viva vuole scaricare le proprie colpe sul Pd, che non cede alla richiesta di modifiche dei due Matteo, fingendo di non capire che la stessa comunità LGBT non vuole un DDL Zan dimezzato. Non sono tanto Zan, Cirinnà, Letta, Mirabelli e la 5 Stelle Maiorino a non volere modifiche. È il movimento, la stessa comunità (qui il nostro sondaggio), ad aver più volte detto e ribadito il suo rifiuto a qualsivoglia compromesso al ribasso con chi da due anni cerca di affossare il DDL. Meglio nessuna legge che una inaccettabile legge. È così difficile da capire?

Faraone, ormai accecato dall’autolesionismo social, ha trovato addirittura tempo e modo di attaccare Alessandro Zan a causa del suo libro in uscita, annunciato ieri, “senza che il ddl contro le discriminazioni sia stato approvato. Ricordo che una legge è legge se pubblicata in gazzetta non se l’hashtag è di tendenza“. Tutto questo detto da un esponente di Italia Viva, partito il cui leader da settimane fa campagna elettorale sul DDL Zan abbinandoci un hashtag ad hoc contenente il titolo del suo ultimo libro.

Durissima, e immancanbile, la replica di Monica Cirinnà. “Il collega Faraone dovrebbe conoscere, anzitutto, il grado di congestionamento del calendario del Senato in queste settimane, con numerosi decreti legge in conversione. Una situazione che era a noi nota da tempo: ecco perché sarebbe stato necessario arrivare all’approvazione del ddl Zan, definitiva e senza modifiche, prima dell’arrivo dei decreti“. Ed è qui che la senatrice Pd ha ricordato all’ex collega di partito quanto accaduto in senato, proprio a causa loro.

Questo non è stato possibile, per una ragione molto semplice: Italia Viva, all’ultimo miglio, ha fatto mancare il proprio appoggio, ricercando una surreale mediazione con la Lega e rompendo il fronte delle forze che, fin dal passaggio alla Camera, avevano sostenuto il ddl. Questo ha dato campo libero alla Lega – sì, quella Lega di cui la Ministra Bonetti dice di fidarsi – che ha presentato ben 700 emendamenti, uno peggio dell’altro e con il chiaro intento di affossare la legge. Questa è la successione dei fatti, e c’è ben poco da dire al riguardo: ormai gli emendamenti sono pubblici, non ci si può più nascondere né fuggire dalle proprie responsabilità.

Il tutto è stato aggravato dalla presentazione, da parte di Italia Viva, di emendamenti che stravolgono l’impianto della legge, modificandone praticamente tutti gli articoli“, ha concluso Cirinnà. “Una proposta che presenta, peraltro, fortissime criticità, perché usa termini ignoti al diritto mettendo a rischio la determinatezza della norma penale ed esclude intere categorie di persone dalla protezione offerta dalla legge Mancino. L’unico e vero obiettivo è quello di eliminare il riferimento all’identità di genere, per accontentare la Lega: è inaccettabile, quel concetto serve a dare massima protezione alle persone trans e sulla pelle delle persone, molto semplicemente, non si media. Se tutto questo non fosse accaduto, il ddl Zan sarebbe stato già approvato dall’Aula. I voti procedurali – a cui IV ha partecipato – hanno dimostrato che i numeri, se si vuole e si ha coraggio, ci sono“.

Parole chiare, ineccepibili, che puntano ad un nervo scoperto. Perché Italia Viva e Matteo Renzi sono consapevoli di essere rimasti con il cerino in mano. Un DDL Zan dimezzato non lo vuole nessuno, se non Lega e Forza Italia che da sempre puntano ad affossarlo. Non lo vogliono Pd, 5 Stelle, LeU ma soprattutto non lo vogliamo noi, intesi come Comunità LGBT, che mai e poi mai potremmo accettare il sacrificio delle persone transgender sull’altare della Lega. O tutti o nessuno.

Italia Viva si è già bruciata. Si assuma le sue responsabilità, alla luce del sole, oppure ritiri i suoi emendamenti, dica basta a qualsiasi ipotesi di accordo con Ostellari e Pillon, voti compattamente questo DDL insieme agli ‘alleati’ con cui votò lo scorso novembre alla Camera, e la faccia finita con questo insostenibile e irresponsabile teatrino politico sulla pelle di un’intera comunità.

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Franzc Dereck 31.7.21 - 18:06

Leggevo che a Davide Faraone hanno promesso buona carriera e poltrona alla ARS ( assemblea regionale siciliana) di Palermo . Ai miei corregionali GLBTQ voglio " raccomandare" questo nominativo!!!!!!

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