DDL Zan, Saviano sbugiarda i contrari: “Chi lo critica ha altri obiettivi, ma non cercateli sulla pelle altrui”

Ineccepibile editoriale di Roberto Saviano a sostegno del DDL Zan. "Le critiche hanno motivazioni che con la legge non c’entrano".

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Un lungo editoriale sul Corriere della Sera, firmato Roberto Saviano. Anche sulla stampa nazionale si fa sempre più acceso il dibattito sul DDL Zan, tra favorevoli e contrari, tra chi attacca alimentando fake news prive di reale fondamento (come capitato questa mattina su Il Tempo) e chi si ritrova costretto a replicare a stretto giro, per amore della verità e della buona informazione.

Saviano, in tal senso, ha smontato le critiche fantasiose al DDL Zan nelle ultime settimane lentamente emerse, a partire da quella galassia femminista che ha paventato l’ipotesi futura di “uomini transgender” che pretenderanno di “accedere a politiche di pari opportunità o sentirsi discriminati nel non essere considerati pienamente donne”.

Giusto parlarne, ma la legge Zan mi pare abbia una prospettiva diversa: fungere da deterrente per atteggiamenti e comportamenti discriminatori di quanti credono di poterla fare franca se insultano o malmenano due persone dello stesso sesso che si tengono per mano o si baciano“, ha giustamente precisato Saviano, poi intervenuto a gamba tesa nei confronti di chi continua ad urlare che “gli atti di violenza sono già sanzionati: che senso ha una legge tanto specifica?“. Facile a dirsi, se solo si volesse ascoltare.

Il senso sta nelle aggravanti che già esistono per altre forme di violenza e discriminazione, come per i motivi religiosi o etnici. Posso dire che mi sento a disagio davanti a persone con un orientamento sessuale diverso dal mio (chi si sogna di censurare un sentimento?), ma non posso dir loro che mi fanno schifo o prenderle a calci. Ecco, con una legge che ritiene questi comportamenti un’aggravante, è probabile che, prima di insultare o usare violenza, si avrà il buon senso di pensarci. Per il fatto – fondamentale – che il Parlamento ha detto che non è bravata ma crimine.

Saviano ha accompagnato il suo editoriale con uno scatto che mostra due ragazze sorridenti, con i volti pittati di arcobaleno, ad un passo dallo scambiarsi un potenziale bacio. Due ragazze che sono ad un Pride, che si sentono al sicuro. “Fa male pensare che altrove si sentirebbero in imbarazzo a mostrare quella felicità: per paura di essere insultate, discriminate“, scrive l’autore di Gomorra. “A questo servono la politica e leggi come quella di Alessandro Zan: a sentirsi parte di una comunità che non minaccia ma protegge. Lega, FI e FdI paventano pericoli in modo strumentale, non tanto per bloccare la legge ma per occupare spazio sui media. C’è chi vuole farsi largo nel partito o in coalizione. Bisognerebbe imparare a non farlo sulla pelle degli altri. Le critiche hanno motivazioni che con la legge non c’entrano. Cosa c’è di sbagliato nell’inserire nel codice penale «misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità»? Cosa nel voler progettare, a scuola, percorsi di consapevolezza? O nel dedicare una giornata al tema? Nulla. Siamo ottimisti! Ci sono buone possibilità che la legge passi anche al Senato. Allora, forza: un diritto non è mai per pochi: quando è riconosciuto, poi è di tutti!“.

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Franzc Dereck 7.5.21 - 16:58

Mi chiedo perché a Montecitorio LO STESSO TESTO del dl Zan sia passato senza che alzassero le barricate che stanno facendo in Senato. O erano distratti il 4 Nov. dell'anno scorso , o cercano un poco di visibilità . Misteri della politica!

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