DDL Zan, Stefano Ceccanti (PD): “da riscrivere meglio, stabilire quando le opinioni legittimano la violenza”

Il cattodem Stefano Ceccanti è tornato ad esprimere perplessità sulla legge contro l'omotransfobia e la misoginia.

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2 min. di lettura

Stefano Ceccanti, 59enne costituzionalista cattolico ed ex presidente della Federazione universitaria cattolica italiana, nonché deputato del Partito Democratico, è tornato a criticare la legge contro l’omotransfobia e la misoginia dalle pagine di 7, il settimanale del Corriere della Sera.

La nostra Costituzione difende il diritto di esprimere opinioni sgradevoli. Anche deliranti. Quelle gradevoli non hanno bisogno di essere tutelate e non ci pensa nessuno. Ma c’è un punto: stabilire quando le opinioni legittimano la violenza. Occorre definire quando determinano la violenza. Se ne è molto discusso da noi e negli USA per i reati cosiddetti di ‘hate speech’. E il limite si è stabilito nel momento in cui esiste un pericolo chiaro e presente di condurre alla violenza. I modi di scrivere una norma rimanendo entro questi binari sono tanti. Ci sono molti dubi su una formulazione tautologica. Direi partiamo da lì e facciamo uno sforzo a scriverla meglio.

Per Ceccanti bisognerebbe quindi tornare ad una riscrittura del testo. Neanche l’emendamento presentato dall’ex forzista e votato in commissione, il tanto criticato ‘salva-idee’, basterebbe.

Nasceva dal tentativo di far convergere Forza Italia a favore della norma. Chiariamo un punto già con la formulazione Costa, secondo me anche con quella precedente, non c’è nessun giudice che condannerebbe qualcuno sulla base di un’opinione, in assenza del pericolo chiaro e presente quella porti alla violenza. C’è molta giurisprudenza relativa a questo dopo la legge Scelba (contro la ricostruzione del partito fascista, ndr). I dubbi su come interpretarla sono stati risolti così: non basta un qualsiasi sfigato che si dichiari fascista, per far scattare la condanna. Serve la legittimazione della violenza per prefigurare appunto la ricostruzione del partito fascista. Un giudice che si trovi a giudicare una materia analoga, come questa, archivierebbe. Il problema è un altro. I pm. Se qualcuno fa un esposto, visto che noi abbiamo l’obbligatorietà dell’azione penale, ci può essere un pubblico ministero che il processo lo fa davvero.

Ceccanti sottolinea come si debba “far capire bene” che, “in linea di massima, l’opinione non è punibile. Eccezion fatta per quando crea un pericolo di atti di violenza“. Peccato che simili perplessità, in 27 anni di quella Legge Mancino che il DDL Zan andrebbe semplicemente ad ampiare, e che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali, non siano mai emerse.

Dalle stesse pagine di 7, Stefania Prestigiacomo, deputata di Forza Italia, ha detto sì al DDL Zan, prendendo così le distanze dal suo presidente Silvio Berlusconi. Legge contro l’omotransfobia e la misoginia che tornerà in aula alla Camera i primi di ottobre.

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maschioroma 4.9.20 - 22:09

Io credo dietro queste perplessità e richieste di riscritture ci sia unicamente l'intenzione di tutelare la Chiesa Cattolica. I testi ufficiali di condanna dell'omosessualità sono suscettibili di varie interpretazioni per questo si incontrano preti e vescovi molto accoglienti e comprensivi ed altri invece molto ostili con comportamenti omofobi al limite dell'istigazione alla violenza. Ecco questi politici di area cattolica vogliono difendere la libertà di espressione della chiesa cattolica anche in quei casi in cui è indifendibile.

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Franzc Dereck 4.9.20 - 19:26

Se io dico "negro " ad un uomo di colore , non esprimo un'opinione : offendo e di certo non metto in pericolo la sua vita! E cosi' " zingaro" ed "ebreo". Ma se io dico "finocchio" e non metto in pericolo la vita di chi vado ingiuriando, va tutto bene? Quando si capirà questa semplice regola di vita ?

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bacibaci 4.9.20 - 18:24

1) che i problemi della legge Mancino non sia stati posti in passato non è vero, certo si tratta di discussioni accademiche, non certo discussioni da tv e giornali 2) che i problemi siano stati in sostanza risolti, secondo molti, come dice Ceccanti, grazie all'interpretazione dei giudici, molto attenti a non confondere idee con pericoli concreti di azioni violente, è vero 3) Ceccanti dice che il problema sono i pm? allora si inserisca nella legge Mancino la tutela delle violenze per orietamento sessuale e si faccia un ddl ad hoc per i pm. Vero è che l'azione è obbligatoria, ma prima di esercitare l'azione penale ci sono le indagini e le indagini possono finire con una archiviazione, quindi più che un rischio di processi obbligati per via dell'azione penale obbligatoria io prospetto una marea di denunce pretestuose che i pm lasceranno morire, giustamente visto che saranno pretestuose, cioè basate su dichiarazioni offensive, che in quanto tali non ricadono nella legge Mancino, casomai nella diffamazione o nell'ingiuria, cmq depenalizzata. In pratica avremo una legge che potrebbere essere sfruttata da gay ed antigay , dai primi per ingolfare le procure e magari gridare alle procure omofobiche che archiviano, dai secondi per fare le vittime della asserita lobby gay che li denuncia e magari della procura gay-friendly che li manda a processo, ma questi sono problemi che hanno a che fare con l'idiozia italiana, non possiamo certo far pagare ai gay l'idiozia degli italiani, gay e non gay, che giocano a fare le vittime anche quando non lo sono o che cmq vivono sempre di retorica emotivistica, con media al seguito.

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