Ora è certo che la discussione sulla legge contro l’omotransfobia riprenderà a ottobre, alla Camera dei Deputati. E nell’attesa, singoli parlamentari danno la loro opinione sul testo. Una di questi è Stefania Prestigiacomo, la quale ha dato la sua benedizione (a metà) al ddl Zan, annunciando il suo voto favorevole.

Un annuncio inaspettato, dato che Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, settimane fa aveva affossato la legge, togliendo l’appoggio al testo ma dando comunque libertà di coscienza.

La benedizione a metà di Stefania Prestigiacomo al ddl Zan

L’appoggio dato alla legge dall’ex ministra per le Pari Opportunità (2001-2006) e per l’Ambiente (2008-2011) è un appoggio a metà.

In un’intervista a 7, il settimanale del Corriere della Sera, Stefania Prestigiacomo spiega che la legge contro l’omotransfobia e la misogonia afferma un “principio importante”, poiché occorre “una cultura del rispetto, particolarmente su questi temi“.

L’intervista alla deputata FI

Il punto fondamentale, che preoccupa molti, è la libertà di pensiero. Ma è veramente in pericolo? Naturalmente no, come ha confermato più volte il relatore, Alessandro Zan. E lo conferma anche la deputata di Forza Italia:

Secondo me proprio no. Ciascuno resta libero di pensarla come vuole. 

E prosegue, spiegando che ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, purché:

Non metta in pratica un’azione concreta discriminatoria. Tu sei libero di pensare che una persona omosessuale non sia di tuo gradimento. E magari di non volere per tua figlia una tata lesbica. Ma non puoi aggredire qualcuno dicendogli “gay di m…”. Perché si entra in una sfera intima e personale nella quale nessuno è autorizzato a entrare. Serve una legge per vietarlo. 

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Il senso della legge è uno: tutelare le persone LGBT dalle discriminazioni, ma non si preclude la possibilità di affermare che la famiglia è formata da un uomo e una donna. Su questo, il relatore è stato da sempre molto chiaro. Ma non basta alle opposizioni, che sfruttano la disinformazione per creare fake news.

Lo scoglio dell’identità di genere

E riguardo la critica all’identità di genere, la deputata 53enne si dimostra molto aperta:

Sappiamo che ci sono persone che decidono di cambiare sesso, Da quanto tempo esiste Casablanca? Sono situazioni che ci son sempre state e non possono creare un dibattito a 360°. Perché la diversità rimanere sempre limitata a una percentuale. 

In contrasto invece l’istituzione della giornata contro l’omofobia, il 17 maggio. Non pare necessaria, a Stefania Prestigiacomo, poiché le cose sono cambiate. Il suo timore è che si passi da punire le discriminazioni a “voler promuovere a tutti i costi una cultura della diversità“. E incalzata dal giornalista, si spiega meglio:

Nessun genitore protesta se ai bambini  viene insegnata la cultura gender intesa come rispetto tra generi. Se invece diventa promozione della cultura omosessuale sì. 

Da Stefania Prestigiacomo, dunque, arriva l’appoggio certo al testo, anche se ha qualche riserva che però non le impedirà di votare sì.

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