In difesa di Demi Minor, la donna trans che ha messo incinta due detenute: ecco la sua storia

Una storia dietro cui la destra reazionaria USA, ma anche italiana, riesce facilmente a veicolare messaggi transfobici.

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demi minor transgender carcere
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Demi Minor ha 27 anni, è una donna trans e fino a qualche giorno fa stava scontando una condanna di 30 anni per omicidio colposo nel carcere femminile Edna Mahan Correctional Facility for Women, a Clinton, nello stato del New Jersey.

Dal Giugno 2021 infatti è in vigore nello stato nordamericano una politica specifica per le persone transgender per le quali è possibile scontare la pena nelle carceri corrispondenti alla propria identità di genere. E Demi Minor è una donna transgender, poiché è ormai chiaro – ma ancora lontano dall’essere garantito – che il principio da salvaguardare nelle democrazie occidentali è quello dell’affermazione di genere. Dunque una donna transgender è una donna e non c’è bisogno di indagare sull’anatomia del suo corpo. È la persona che afferma il proprio genere, sia esso binario o non binario.

Ma torniamo alla storia di Demi.

A 8 anni Demi viene separata dalla sua famiglia che non accetta il fatto che Demi rifiuti di essere un ragazzo. Quel ragazzo è in verità Demi, ma questo è inaccettabile per suo padre, che picchia brutalmente la bambina. Affidata dai servizi sociali a una famiglia, Demi commette il crimine che taglierà per sempre in due la sua vita. Uccide il padre adottivo al quale aveva erroneamente imputato i precedenti abusi – si scoprirà anche sessuali – che aveva subito dal padre biologico. A 16 anni Demi viene condannata a una pena di 30 anni di carcere. La condanna parla di omicidio colposo, e il fatto che l’omicidio sia giudicato colposo dice già molto di come sia ingarbugliata la storia dal punto di vista giuridico.

Dallo scorso gennaio 2022, nel carcere femminile di Edna Mahan, Demi ha iniziato due relazioni sessuali con due donne, entrambe sfociate in gravidanze, rese pubbliche dai media americani lo scorso aprile. Successivamente tutte e tre le donne sono state detenute in isolamento, in violazione dell’Isolated Confinement Restriction Act che proibisce l’uso dell’isolamento su popolazioni vulnerabili. Per la legge carceraria federale americana infatti sia le detenute in gravidanza, sia le detenute transgender sono da considerarsi popolazioni carcerarie vulnerabili.

In seguito tutte e tre le donne sono state accusate di aver commesso atti sessuali e di condotta disordinata. Ma qualche giorno fa soltanto Demi, in quanto donna transgender, è stata trasferita in un’altra casa di detenzione, con il pretesto di essere una minaccia alla sicurezza. Dan Sperrazza, portavoce del Department of Corrections (organo federale che regolamenta i principi rieducativi e i diritti dei carcerati nelle carceri americane che sono invece quasi sempre gestite dai singoli stati ndr), ha annunciato che Demi è stata trasferita al Garden State Youth Correctional Facility, prigione per giovani adulti nella contea di Burlington, sempre in New Jersey. Il trasferimento mette in pericolo l’accesso agli ormoni, agli articoli, agli strumenti e agli accessori che affermano il genere. In definitiva Demi starebbe perdendo il diritto al proprio genere.

Negli ultimi dieci anni gli agenti penitenziari del carcere Edna Mahan hanno più volte ricevuto accuse di aver abusato sessualmente e sfruttato le donne detenute. Inoltre sul sito che segue la vicenda di Demi Minor si spiega che lo stesso carcere aveva già ospitato in passato detenute incinte, e che all’Edna Mahan si sono già verificati episodi di detenute coinvolte in relazioni sentimentali. Ma a quanto pare questa volta la presenza di una donna trans ha causato l’inasprirsi della reazione da parte non solo del carcere, ma anche del Department of Corrections (organo federale). Gli stessi fatti sono riportati anche dal quotidiano Truth Jersey. Lo stesso quotidiano conferma anche un altro particolare riportato dal sito di Demi e cioè che la donna sarebbe stata picchiata dagli agenti durante il trasferimento alla struttura di correzione giovanile di Garden State. Su questo punto Dan Sperrazza ha detto che sarà aperta un’indagine disciplinare.

Certo qualcosa non ha funzionato dal punto di vista della gestione carceraria. E c’è il forte sospetto che tutto sia stato sottilmente manipolato e fomentato al fine di mettere in discussione il principio che vorrebbe che una donna trans vada in un carcere femminile.

demi minor carcere transfobia
La pagina in difesa di Demi >

Aldilà della triste vicenda giudiziaria di Demi Minor, la sua storia – e in particolare il fatto che abbia fatto sesso con due donne risultate incinte, fatto che fa infiammare gli animi delle peggiori destre di entrambe le sponde dell’Oceano – accende i riflettori sulla temporanea politica dellə prigionierə transgender del New Jersey. Politica che fu stabilita nel Giugno 2021 e che avrebbe dovuto avere valore per un solo anno, in attesa di una successiva e più calibrata regolamentazione. Che però non è ancora arrivata.

Sempre Sperrazza, capo del Department of Corrections, ha spiegato che il dipartimento sta rivedendo la politica per l’alloggio delle persone incarcerate transgender con l’intenzione di apportare piccole modifiche. Per fare in modo che il principio venga salvaguardato e definitivamente approvato.

Come già Massachusetts e California, che per le persone transgender hanno implementato politiche di alloggio rispettose della propria identità di genere, anche il New Jersey sta dunque lavorando per spostare più in alto l’asticella dei diritti per le persone trans*.

Negli Stati Uniti la maggior parte delle persone detenute trans* è rinchiusa in carceri in base al sesso assegnato alla nascita e per questo motivo viene sottoposta a violenze e molestie. A tal proposito si legga l’interessante approfondimento di NBC News.

La vicenda di Demi Minor, con la sua infanzia traumatica e la sua vicenda giudiziaria ingarbugliata, sembra la storia perfetta – e facilmente manipolabile – per dar fiato alle destre reazionarie. Che possono facilmente sbraitare contro inesistenti teorie gender. E invocare repressioni per quelle affermazioni di genere libere e autodeterminate che le democrazie liberali si apprestano a difendere come diritto umano imprescindibile. Così, la storia morbosa di Demi diventa la velina dietro cui continuare a reprimere, vessare, torturare milioni di persone transgender. Negli USA, come ovunque.

I giornali della destra italiana hanno diffuso notizie circa la donna trans che ha messo incinta altre due donne in un carcere americano. Lo hanno fatto con disarmante superficialità. Al mero fine di diffondere transfobia. Senza minimamente occuparsi di raccontare la vicenda nella sua sfaccettata complessità. Omettiamo di citare i giornali.  Anche alcuni politici lo hanno fatto. Omettiamo anche i loro nomi.

Il sito dedicato alla vicenda di Demi Minor 

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