Diritti agli animali selvatici, storica decisione in Ecuador

Una sentenza fondamentale sia per la fauna selvatica che per l'ambiente.

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Diritti agli animali selvatici, storica decisione in Ecuador
(Foto da Kodami)
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Da Febbraio, l’Ecuador è il primo stato al mondo a riconoscere diritti legali per gli animali selvatici. Una sentenza storica che vuole dare agli animali la piena libertà di esistere, esprimersi, e vivere svincolati dalla mano e il controllo degli esseri umani. L’ultimo caso, quello di Estrelita, cucciolo di scimmia rapita e fatta vivere come animale domestico per oltre diciotto anni, dalla bibliotecaria Ana Beatriz Burbano Proaño. Restituita alle autorità nel 2019, Estrelita muore nel giro di un mese. In seguito ad una petizione di Burbano per verificare la validità della detenzione dell’animale – il caso di Estrelita arriva fino alla Corte Costituzionale che, in una sentenza di oltre 57 pagine, lo scorso Gennaio ha stabilito che sia il governo che Burbano hanno violato i diritti dell’animale, sottolineando l’urgenza di una legge costituzionale a difesa degli animali selvatici.

Diritti agli animali selvatici, storica decisione in Ecuador
Il caso della scimmia Estrelita – rapita e tenuta come animale domestico per 18 anni – è arrivato fino alla Corte Costituzionale.

Gli animali selvatici, ha affermato la Corte, hanno generalmente il diritto «a non essere cacciati, pescati, catturati, raccolti, estratti, tenuti, trattenuti, trafficati, commercializzati o scambiati – nel libero sviluppo del loro comportamento animale ” stabilisce la Corte, stabilendo una decisione fondamentale per la fauna selvatica quanto per il diritto ambientale, in quanto spesso la legge ambientale non presta attenzione solo agli animali in via d’estinzione o considerati “specie importanti”. Una differenziazione che non ha più senso perché togliendo anche un solo animale dal proprio ambiente naturale, si hanno ripercussioni gravissime sull’ecosistema, generando a loro volta malattia zoonotiche sugli esseri umani. Stando alla legge costituzionale, gli animali possono far valere i loro diritti in tribunale, affiancati da un tutore umano che ne difende la causa.

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Gli animali potranno difendere i loro diritti con la presenza di un tutor umano.

La corte ha anche sottolineato una differenziazione tra animali selvatici e domestici, senza escludere che anche nel secondo caso ci siano delle specifiche clausole da rispettare. Nel caso di animali “da fattoria” la Corte ha approvato l’intervento dell’uomo solo seguendo specifiche “interazioni biologiche” che vadano a beneficio dell’ecosistema.

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