Si è tenuto ieri il Bangkok Naruemit Pride, prima manifestazione per i diritti LGBTQIA+ nella città di Bangkok da almeno sedici anni: evento che ha riunito una parata di identità variopinte, che a ritmo della musica pop più iconica da Lady Gaga a Katy Perry, ha marciato per rivendicare i propri diritti. Un evento fondamentale per la città, che arriva appena in tempo con l’elezione del governatore Chadchart Sittipunt, dichiarato sostenitore della comunità LGBTQIA+: “Il Pride Month non celebra soltanto la diversità di genere, ma celebra anche le differenti idee politiche. Possiamo pensarla diversamente senza creare conflitti” ha dichiarato al Bangkok Post: “Non esistono solo persone binarie. Pride significa il riconoscimento della dignità di chiunque in una società democratica”.

Nonostante la ricca comunità LGBTQIA+, la Thailandia è tra quei paesi al mondo ancora privo di una legge a tutela delle persone queer: il matrimonio omosessuale non è ancora riconosciuto dalle istituzioni e le persone transgender ancora arrancano per affermare la propria identità di genere sui documenti. Inoltre, il sistema scolastico impone specifici codici ribadendo e sottolineando un binarismo sempre più in opposizione con le varie sfumature che cercano di affermarsi in società. All’evento, si è affiancato anche il Youth Pride, iniziativa a supporto degli adolescenti queer allontanati dalle famiglie e senza fissa dimora, o costrett* a seguire delle terapie riparative. Un cambiamento promosso anche dallo stesso governatore Sittipunt, con l’obiettivo di una maggiore sensibilizzazione sul posto di lavoro alle tematiche e le esigenze delle persone LGBTQIA+, oltre che un’adeguata assistenza sanitaria: “Si presterà più attenzione alla discriminazione di genere” riporta Sittipunt “Incrementerà la tolleranza e l’accettazione per la parità di genere e la BMA (Bangkok Medical Association) familiarizzerà sempre di più con le tematiche LGBTQIA+ e su come approcciarsi”.

Il successo del Bangkok Naruemit Pride è diventato per molt* una scintilla di speranza per il futuro del paese: “Sono molto orgogliosa che si svolga un’attività come questa” dichiara al Guardian, Kath Khangpiboon, attivista transgender dell’Università di Thammasat, ribadendo come quest’ondata di orgoglio queer renderà l’intero movimento ancora più forte e motivato di prima: “È come un ponte che ci unisce”.
