Don Ambrogio Mazzai non è un parroco “qualunque”, avendo oltre 92.000 follower Instagram e quasi 370.000 su TikTok.
32 anni, sacerdote dal 2016 e con un passato di studi in marketing e comunicazione presso l’Università Salesiana di Venezia, Mazzai ha ieri lanciato un sondaggio sui propri profili per criticare l’amministrazione comunale di centrosinistra e l’albero fucsia installato davanti la sua chiesa.
Il sondaggio omofobo di Don Ambrogio Mazzai
“Oggi pomeriggio mi ritrovo questo pistolotto fucsia davanti alla chiesa, chiedo il vostro parere“, ha scritto Don Ambrogio Mazzai allegando quattro opzioni: 1) All’amministrazione piace sperperare soldi pubblici; 2) Un’opera d’arte; 3) Inquinamento ambientale; e infine la più votata “troppa froci*ggine in comune“. Chiaro e voluto il collegamento all’insulto omofobo più volte rivolto da Papa Francesco in privato ai seminaristi gay che il pontefice vorrebbe fuori dal Vaticano.
“Ci sono alcune persone che dicono che questa chiesa qui non è poi così bella, ma c’è stato qualcuno che ha pensato di abbellire questa piazza davanti al sagrato“, ha precisato il parroco in un video presto diventato virale. “L’amministrazione comunale, che ha permesso di mettere questa fantastica opera d’arte che rende migliore questo luogo così significativo per così tante persone. Due sono le caratteristiche interessanti di questo artefatto: prima di tutto che si illumina al buio e seconda cosa che è stato realizzato con i soldi delle nostre utenze. Io consiglio sempre di realizzare un bel presepio”.
Palese la critica politica nei confronti della prima amministrazione di centrosinistra della città che da quando si è insediato il sindaco Damiano Tommaso ha lavorato per i diritti LGBTQIA+ e per cancellare le mozioni omofobe dopo quasi 30 anni d’attesa. Don Ambrogio segue le invettive di monsignor Giuseppe Zenti che nel 2022 a pochi giorni dal ballottaggio in Comune fece letteralmente campagna elettorale per Fratelli d’Italia al grido “Non votate chi sostiene l’ideologia gender”.
La risposta del PD a Don Ambrogio Mazzai
Franco Bonfante, Segretario provinciale Pd Verona, ha così replicato al prete influencer:
“Sui gusti non discutiamo, ma sul rispetto delle persone non transigiamo. Che poi il linguaggio omofobo venga dalla bocca, o meglio dalla tastiera, di un sacerdote, rende il tutto ancora più grave, inquietante e grottesco. Come Pd Verona invitiamo don Ambrogio Mazzai, parroco della Chiesa dello Spirito Santo di via Magellano a Verona, a ritirare il termine “frociaggine” scagliato contro il Comune di Verona in una storia Instagram a commento di un ornamento natalizio installato davanti alla chiesa. E a scusarsi con tutti quanti possano essersi sentiti offesi da tale linguaggio violento. Il dissenso può essere sempre espresso, ma con il dovuto rispetto. Peraltro l’installazione degli addobbi natalizi risulta curata dal gruppo Agsm-Aim e non dal Comune di Verona. Temiamo tuttavia che nel caso specifico il problema non sia di gusti personali, ma di cultura. Una cultura alla Vannacci che, a quanto pare, è riuscita a varcare pure la porta di una Chiesa”.


