Elisa piange dopo l’abbordaggio di Flotilla: l’appello a Giorgia Meloni, Rai e Mediaset “spente” – VIDEO

Elisa si lascia andare alle lacrime e chiede a Giorgia Meloni di portare personalmente gli aiuti a Gaza dopo il blocco della Global Sumud Flotilla.

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Elisa piange dopo l'abbordaggio di Flotilla: l'appello a Giorgia Meloni
Elisa piange dopo l'abbordaggio di Flotilla: l'appello a Giorgia Meloni
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Nelle ultime ore, lo scenario internazionale ha tenuto con il fiato sospeso: diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, partite con lo scopo di portare aiuti umanitari a Gaza, sono state intercettate dalla marina israeliana. Alcuni equipaggi sono stati fermati e in parte arrestati, alimentando tensioni e apprensione in tutto il mondo. È in questo contesto che la voce di Elisa, una delle artiste più amate in Italia e non solo, ha rotto il silenzio nella notte.

Seduta accanto al suo pianoforte, in lacrime, ha pubblicato una stories su Instagram in cui ha taggato direttamente la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo un’azione immediata. Con la voce spezzata dall’emozione ha dichiarato:

“Adesso che hanno bloccato la Global Sumud Flotilla, portate voi gli aiuti. In poche ore, portateli voi gli aiuti. Perché stanno morendo”.

Un appello diretto e sentito che ha subito acceso il dibattito sui social, con migliaia di utenti che hanno rilanciato il suo messaggio.

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Elisa e il sostegno alla causa palestinese

Il legame tra Elisa e la questione mediorientale non nasce oggi. Da mesi la cantante si espone pubblicamente in favore della causa palestinese, utilizzando i suoi canali social per amplificare la voce di chi chiede pace, diritti e attenzione su Gaza.

Già lo scorso agosto aveva espresso il proprio supporto alla Global Sumud Flotilla, definendo quella missione “un’operazione umanitaria e pacifica che non può essere ignorata”. In un post molto condiviso aveva scritto:

“Dobbiamo supportarli, dobbiamo cercare di dar loro attenzione mediatica e non abbandonarli: è molto importante per proteggere le loro vite che l’attenzione mediatica rimanga alta su questa missione. Stanno cercando di arrivare là dove i governi stanno fallendo, stanno cercando di ridare dignità all’umanità intera con questo gesto, una dignità che ultimamente è andata persa”.

Non solo post e dichiarazioni sui social: pochi giorni fa Elisa ha partecipato alla manifestazione nazionale di Trieste contro la guerra a Gaza. Raggiunta dalle telecamere del TG1, ha ribadito con fermezza:

“È un dovere, non si può accettare un genocidio. Non è umanamente possibile, non è possibile l’indifferenza”.

Il suo ultimo appello alla Premier Giorgia Meloni è un invito a un’azione concreta e immediata del governo italiano.

E, proprio per questo motivo, in tanti nelle ultime ore si domandano: che fine ha fatto Meloni?

Che si condivida o meno la sua posizione, Elisa ha riportato al centro della discussione un tema critico della politica internazionale, usando qualcosa che solo gli artisti sanno maneggiare bene: la propria vulnerabilità.

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Matteo Salvini interviene

E se Giorgia Meloni rimane in silenzio, Matteo Salvini ha pensato bene di dire la sua su “X” accusando la Flotilla, ed i manifestanti scesi nelle piazze italiane questa notte, di mancanza di rispetto (sì, siamo nel metaverso):

“Irrispettosa la Flotilla, che in un momento decisivo per la diplomazia internazionale sceglie la provocazione. Irresponsabili i sindacati di sinistra, che aizzano le piazze danneggiando gli italiani”.

Elisa piange e la TV resta in silenzio

E mentre Elisa piangeva sui social, la televisione generalista italiana sembrava vivere in un universo parallelo. Sui social, la vicenda era sulla bocca di tutti, ma sugli schermi di Rai1 e Canale 5 regnava l’indifferenza: programmi di intrattenimento puntualmente al loro posto, come se non stesse accadendo nulla di significativo nel mondo reale.

Il racconto dell’abbordaggio, limitato a pochi minuti nei Tg serali, ha completamente evitato qualunque approfondimento serio nei programmi di punta. Bruno Vespa si è limitato a un passaggio fugace della Flotilla prima di restituire la linea alla rassicurante routine di “Affari Tuoi”.

Canale 5, dal canto suo, ha scelto di ignorare le notizie, lasciando la scena a “La Ruota della Fortuna” come se l’attivismo internazionale fosse poco più che una nota a margine. I volti di De Martino e Scotti, pur innocenti, diventano inesorabilmente il simbolo di una tv che preferisce evitare il confronto col reale.

Si dice spesso che l’access prime time sia uno spazio intoccabile, strategicamente troppo prezioso per essere disturbato da ciò che realmente importa. Forse è così, ma forse questa rigidità è solo una scusa per non assumersi responsabilità.

Di fronte a un evento che catalizza attenzione ovunque tranne che sui canali di maggiore audience, la scelta di non modificare neppure in minima parte i palinsesti non è neutra: si tratta di sciatteria, oppure di una precisa volontà di non vedere.

In entrambi i casi, ciò che emerge è una televisione pronta a voltarsi dall’altra parte, scegliendo comodità e numeri al posto del dovere di informare.

© Riproduzione riservata.

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