La retorica anti-gender “causa danni reali”: il podcast di Agedo smonta disinformazione e paura

“E se non fosse vero?”, il podcast video in otto episodi per fare fact-checking sugli slogan anti-gender con esperti e testimonianze.

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Il podcast di Agedo che smonta la retorica anti-gender
Il podcast di Agedo che smonta la retorica anti-gender
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Agedo Nazionale lancia un nuovo progetto dedicato al debunking e al fact-checking della propaganda anti-gender. Si intitola “E se non fosse vero?” ed è un podcast video in otto episodi, curato, prodotto e condotto da Giorgio Umberto Bozzo, ricercatore storico indipendente, saggista e podcaster.

Il debutto è avvenuto il 28 giugno, giorno in cui si celebra l’Orgoglio LGBTQIA+ a livello mondiale. Agedo porta online un format pensato per rispondere, con dati, competenze e testimonianze, ad alcune delle narrazioni più ricorrenti usate negli ultimi anni contro le persone LGBTQIA+, le loro famiglie, le scuole e i percorsi di educazione alle differenze.

 

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“E se non fosse vero?”, il podcast video di Agedo contro la disinformazione anti-gender

“E se non fosse vero?” nasce come progetto di informazione e contrasto alla disinformazione ed è realizzato con il sostegno finanziario del Consiglio d’Europa. Il format prevede otto episodi, ciascuno dedicato a uno slogan o a un’affermazione ricorrente nella retorica anti-gender.

A intervenire saranno medici, psicologi, accademici, rappresentanti del terzo settore, associazioni impegnate nell’assistenza alle persone LGBTQIA+ e persone direttamente coinvolte dai temi trattati. Al centro, l’obiettivo di smontare le false narrazioni attraverso evidenze scientifiche, dati verificati e testimonianze dirette.

Il podcast arriva in un momento in cui la retorica anti-gender è ormai entrata nel linguaggio politico, mediatico e istituzionale. Parole e slogan che non restano mai neutri: finiscono per pesare sulla vita delle persone LGBTQIA+, soprattutto adolescenti e giovani, e sulle famiglie che cercano di accompagnarle con ascolto, consapevolezza e rispetto.

A chiarire il senso del progetto è Donatella Siringo, presidente di Agedo Nazionale:

“La disinformazione e la propaganda anti-gender causa danni reali alle vite delle persone LGBTQIA+, alle loro famiglie, e particolarmente alle/agli adolescenti. Incide negativamente sulle istituzioni scolastiche e sanitarie. Con ‘E se non fosse vero?’ vogliamo mettere a disposizione di chiunque uno strumento chiaro, fondato e verificabile per smontare le false narrazioni che alimentano discriminazione e paura”.

Gli otto episodi: dal binarismo di genere alle terapie di conversione

Il calendario di pubblicazione copre l’intera estate 2026, con episodi distribuiti tra fine giugno e inizio ottobre. Ogni puntata parte da una frase ricorrente nel discorso anti-gender, trasformandola in oggetto di verifica, confronto e approfondimento.

Il primo episodio, disponibile dal 28 giugno, affronta il tema: “Il binarismo di genere è l’unica opzione naturale” e parte da uno dei punti più usati dalla propaganda anti-gender, ovvero l’idea che esistano solo due generi “naturali” e che tutto ciò che riguarda identità trans, persone non binarie e modi diversi di vivere il genere sia qualcosa di artificiale, se non addirittura una minaccia.

Per parlare di identità non binarie, Bozzo ha accolto il contributo di Margherita Graglia, sessuolola, psicoterapeuta e saggista. La seconda ospite è Sonia Grasso, mamma Agedo di Genova e psicoterapeuta. Nel corso del podcast è intervenuta come mamma di Giò, giovane persona non binaria. Infine, Charlie Monfrinotti, “un simpaticissimo unicorno”, per usare le parole di Bozzo, studentǝ 22enne e che si definisce “come una persona che non rientra nel binario di genere che la società conosce, che è uomo-donna. Esistono tante sfumature in questo binario e non-binario. Io sono qualcosa di mezzo”. QUI per vedere l’episodio completo.

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Il secondo episodio, in uscita il 12 luglio, sarà dedicato allo slogan: “L’ideologia di genere mira a entrare nelle scuole per corrompere bambini e adolescenti” e riguarda il rapporto tra educazione, scuola, famiglie e prevenzione delle discriminazioni.

Il terzo episodio, previsto per il 26 luglio, affronterà invece la frase: “Il patriarcato non esiste”. A seguire, il 9 agosto, il quarto episodio si concentrerà sull’idea secondo cui “Il linguaggio “woke” limita la libertà di parola dei cittadini”.

Il quinto appuntamento, in uscita il 23 agosto, sarà dedicato a un altro grande classico della retorica conservatrice: “L’ideologia di genere cerca di distruggere la famiglia tradizionale”.

Il 6 settembre toccherà al tema delle carriere alias, spesso bersaglio di campagne politiche e mediatiche: “Le carriere alias sono il risultato del contagio sociale”.

Il settimo episodio (20 settembre), affronterà l’affermazione: “I bambini LGBT+ non esistono”. L’ultimo episodio, in uscita il 4 ottobre, sarà dedicato alle terapie di conversione: “Le terapie di conversione sono efficaci nel “curare” le persone LGBT+”.

Un percorso che, episodio dopo episodio, attraversa alcuni dei terreni su cui la retorica anti-gender insiste di più: scuola, famiglia, infanzia, linguaggio, autodeterminazione, identità di genere e salute.

Giorgio Umberto Bozzo: dalla memoria LGBTQIA+ al fact-checking

Giorgio Umberto Bozzo
Giorgio Umberto Bozzo

A curare, produrre e condurre “E se non fosse vero?” è Giorgio Umberto Bozzo, nome già legato a uno dei progetti più importanti di divulgazione storica sulla comunità LGBTQIA+ italiana: “Le Radici dell’Orgoglio”.

Bozzo ha avviato la propria ricerca sulla storia del movimento e della comunità LGBTQIA+ in Italia nel 1992, raccogliendo nel tempo circa trecento testimonianze di protagonisti e testimoni diretti, insieme a un archivio di interviste, documenti sonori, articoli di giornale e materiali d’epoca.

Il 5 aprile 2021, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita del movimento LGBTQIA+ in Italia, ha dato vita al podcast “Le Radici dell’Orgoglio”, disponibile gratuitamente sulle principali piattaforme. Un progetto nato per ripercorrere la storia del movimento e della comunità LGBTQIA+ italiana dagli anni Sessanta a oggi.

Bozzo è anche autore dei volumi “Le Radici dell’Orgoglio – La storia del movimento e della comunità LGBTQIA+ in Italia – Vol. I (1960–1972)”, pubblicato nel 2024, e “Non esistono bambini arcobaleno – Testimonianze di infanzie e adolescenze LGBTQIA+”, pubblicato nel 2025. È inoltre presidente dell’Associazione Culturale Le Radici dell’Orgoglio.

Sul nuovo progetto, Bozzo spiega:

“Portare le competenze maturate con Le Radici dell’Orgoglio in un progetto di fact-checking come questo risponde a un’urgenza reale. Le false narrazioni anti-gender non sono astratte: entrano nelle scuole, nelle famiglie, nei consultori, nelle aule parlamentari. Smontarle con rigore e chiarezza è oggi un atto necessario”.

© Riproduzione riservata.

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