Sabato 31 agosto a Lignano Sabbiadoro si è svolto il FVG Pride, il Pride del Friuli-Venezia Giulia che ha raccolto circa 6.000 partecipanti, secondo le stime dell’organizzazione.
La manifestazione, tuttavia, ha richiamato l’attenzione non solo per la partecipazione, ma anche per le polemiche.
L’Associazione Radicale Certi Diritti ha rilasciato un comunicato a sostegno di Keshet Italia, condannando qualsiasi forma di antisemitismo e ribadendo l’importanza di un Pride inclusivo e rispettoso di tutte le comunità. Claudio Uberti, presidente di Certi Diritti, e Christina Sponza, rappresentante dell’associazione in Friuli-Venezia Giulia, hanno sottolineato l’importanza di distinguere le politiche di un governo da quelle delle popolazioni che rappresenta, respingendo categoricamente ogni forma di discriminazione:
“Siamo fermamente convinti che il Pride debba essere uno spazio sicuro e inclusivo per tutte le comunità che ne fanno parte, senza eccezioni. Il linguaggio che alimenta divisioni, ostilità e pregiudizi verso la comunità ebraica, come segnalato da Keshet Italia, è inaccettabile e controproducente per il nostro movimento, che ha sempre posto al centro i valori dell’inclusività, del rispetto reciproco e della lotta contro ogni forma di discriminazione. Riteniamo fondamentale che si eviti di confondere le politiche di un governo con l’intera popolazione di un Paese, in questo caso Israele, e che si respingano fermamente tutte le forme di antisemitismo, come definito dall’IHRA, e quindi anche quelle mascherate da antisionismo”.
L’evento non è sfuggito a ulteriori momenti di tensione, come lo scontro verbale tra il segretario del Partito Democratico pordenonese, Fausto Tomasello e l’ospite d’onore, Karem Rohana, attivista italo-palestinese, durante un evento che si è tenuto al Pride Village.












