Gabriella Giammanco di Forza Italia: “DDL Zan valido e doveroso, mi auguro libertà di voto”

"La legge va calendarizzata anche per senso delle istituzioni, sono a favore del ddl Zan e ritengo che sia un provvedimento valido", ha ribadito la senatrice berlusconiana.

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Gabriella Giammanco di Forza Italia: "DDL Zan valido e doveroso, mi auguro libertà di voto" - Gabriella Giammanco cover - Gay.it

Se Silvio Berlusconi si è più volte detto contrario al DDL Zan, definendolo “inutile e liberticida”, da Forza Italia si levano sempre più voci favorevoli alla legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.

Dopo Anna Maria Bernini, Elio Vito, Mara Carfagna e Barbara Masini, anche Gabriella Giammanco ha ribadito il suo sì al DDL Zan. Vicepresidente di Forza Italia al Senato, Giammanco ne ha ribadito la necessità ai microfoni di Radio Radicale.

Quando si parla di diritti, bisogna lasciar da parte le ideologie. I diritti non sono né di destra, né di sinistra. Sinceramente il fatto che il ddl Zan sia divisivo è qualcosa che mi amareggia e che non comprendo. Pur essendo appartenente a una coalizione di centrodestra, io personalmente sono a favore del ddl Zan e ritengo che sia un provvedimento valido, che avrà sicuramente delle ripercussioni positive sulla società e sulla cultura. Dobbiamo combattere le discriminazioni e tutelare la libertà, il diritto all’uguaglianza, il diritto di amare indipendentemente dal sesso.

Parole chiare, quelle espresse da Gabriella Giammanco, che ha sottolineato come a suo dire sia “sicuramente un provvedimento perfettibile, che non risolverà definitivamente il problema dell’omotransfobia, ma dà un segnale importante di vicinanza delle istituzioni a una comunità di persone che ad oggi non si sente tutelata. Ed è un provvedimento doveroso, anche alla luce di tutte le notizie di violenze verbali e fisiche nei confronti di persone omosessuali. I toni violenti della discussione su questa legge? Scagliarsi contro una persona solo perché si esprime a favore del ddl Zan è abominevole. Non posso che amareggiarmi per notizie di questo genere. Per quanto riguarda Forza Italia, alla Camera abbiamo lavorato per migliorare il testo del provvedimento. Abbiamo introdotto un articolo che tutela la libertà di espressione e abbiamo inserito la categoria dei disabili. All’interno del nostro partito, che è liberale, ci sono diverse anime e diverse sensibilità. Io parlo a titolo personale, non so se verrà dato un indirizzo al gruppo parlamentare o se sarà lasciata la libertà di voto. Ovviamente mi auguro di sì, perché parliamo di diritti e di temi etici”.

Giammanco ha poi criticato l’ostruzionismo leghista in commissione giustizia al senato, sempre più al limite della forzatura democratica.

È certamente un errore bloccare il provvedimento, così come si sta facendo al Senato, perché diamo un alibi a chi pensa che in Parlamento non si voglia affrontare questo argomento per paura o per pregiudizio. Dobbiamo confrontarci con chi la pensa diversamente da noi e bisogna avere il senso delle istituzioni, magari calendarizzando le proposte che ci sembrano scomode. Il Parlamento serve a questo: confrontarci, dibattere e decidere sul da farsi. È inutile quindi fare melina. Affrontiamo a viso aperto la questione, che non deve essere un tabù. Miglioriamo questa legge, ma non ostacoliamola. Domani ci sarà la seduta dell’Ufficio di presidenza della Commissione Giustizia al Senato. Spero che non ci sia nessuna strumentalizzazione sul ddl Zan e che non si usi questa occasione per ottenere consenso elettorale. La legge va calendarizzata anche per senso delle istituzioni. Mi auguro che la questione venga affrontata con buon senso, con senso di responsabilità collettiva e soprattutto con serenità. Un disegno di legge di questo tipo non va assolutamente censurato, ma va lasciato al dibattito parlamentare.

Il domani a cui si riferiva Giammanco, ovviamente, è riferito ad oggi, giornata in cui l’ufficio di presidenza in commissione tornerà finalmente a riunirsi. Ciò che stride, nelle parole della senatrice berlusconiana, è l’idea che il DDL Zan si possa “migliorare”, perché cambiarne anche un articolo significherebbe farlo inevitabilmente tornare alla Camera per un nuovo voto, ed è initile girarci attorno. Il tempo per farlo, non c’è. Il DDL Zan deve entrare blindato a palazzo Madama ed uscire esattamente com’è entrato, a quasi 6 mesi dalla sua approvazione a Montecitorio. Modificarlo vorrebbe dire soltanto una cosa: affossarlo.

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Franzc Dereck 20.4.21 - 11:52

Il D.Zan mi sembra , come si dice a Roma , Sora Camilla :" Tutti la vonno ma nessuno se la pilla!" Attendiamo fatti , non parole anche se belle e nobili.

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