Nell’ambito accademico e professionale, la carriera alias rappresenta un protocollo burocratico (di semplicissima applicazione) che consente alle persone trans* e non binary di vedersi riconosciuto il diritto all’autodeterminazione della propria identità di genere e all’uso del nome di elezione, evitando così l’utilizzo del deadname e, quindi, i coming out forzati.
Ma cosa è esattamente la carriera alias? E come viene implementata e attivata nelle università italiane? Come si deve muovere lə studentə interessatə?
In questo articolo, cercheremo di fare chiarezza su questi e altri punti correlati. Inoltre, potrai scaricare il nostro PDF con l’elenco di quelle università italiane che nel 2024 hanno implementato la carriera alias.
In questo articolo
Che cos’è la carriera alias?

La carriera alias è un protocollo che consente alle persone trans* e non binary di usare nei documenti interni di enti o aziende il nome che riflette la loro identità di genere, anche se diverso da quello registrato all’anagrafe. Il cosiddetto “nome di elezione” diventa, quindi, il riferimento principale durante la loro permanenza nell’ente, che sia esso scolastico o aziendale. Tuttavia, il cambio non si estende ai documenti ufficiali poiché la carriera alias è temporanea.
Questo riconoscimento temporaneo aiuta le persone trans e non binary a evitare continui coming out forzati, che possono emergere quando il nome anagrafico appare su documenti come i badge scolastici, potendo creare situazioni di conflitto evidente per chi, ad esempio, sta affermando la propria identità di genere attraverso percorsi medicalizzati.
La necessità di coming out non desiderati in ambienti poco accoglienti può esporre a rischi di discriminazione, ostilità e violenza. Inoltre, essere chiamatə costantemente con un nome che non corrisponde alla propria identità di genere può causare stress, ansia e un forte senso di alienazione, specialmente durante il processo di transizione.
Come si attiva la carriera alias?
Il processo di implementazione delle carriere alias può variare da un’istituzione all’altra, ma generalmente segue alcune linee guida comuni. Innanzitutto, viene effettuata una richiesta formale da parte dellə studentə interessatə, spesso accompagnata da una documentazione che sostenga la necessità di tale cambio.
Nelle scuole o università che richiedono una certificazione medica, questa serve a confermare che la persona sta effettivamente attraversando un percorso di affermazione di genere. Tuttavia, molte istituzioni stanno adottando un modello basato sull’autodichiarazione, eliminando la necessità di presentare documentazione medica.
Una volta accettata la richiesta, l’istituzione procederà alla creazione di un nuovo profilo burocratico temporaneo per lə studentə. Questo profilo include un nuovo libretto universitario, un nuovo indirizzo email e una nuova tessera di identificazione. Questi nuovi documenti riporteranno il nome di elezione della persona, garantendo così che venga riconosciuta e chiamata con il nome che riflette la sua identità di genere.
Esempio pratico di questa procedura è l’Università di Milano-Bicocca. Grazie all’impegno del Comitato Unico di Garanzia (CUG) dell’Ateneo, è stato attivato un percorso di supporto alla transizione/affermazione di genere, che consente allə studentə che si identificano con un genere differente rispetto a quello anagrafico, di ottenere all’interno dell’Università i seguenti benefici:
- Un nome di elezione, diverso e temporaneo rispetto a quello anagrafico.
- Un badge universitario con indicato il nome di elezione.
- Un indirizzo e-mail personalizzato con il nome di elezione.
Per avviare la Carriera Alias, gli studenti devono inoltrare una specifica istanza all’indirizzo e-mail alias @ unimib.it, con allegato un documento di identità e partecipare a un colloquio conoscitivo e di accoglienza con il Referente della Carriera Alias di Ateneo, per la sottoscrizione di un accordo confidenziale. Non è richiesta altra documentazione a supporto.
La genesi delle carriere alias: uno sguardo al passato

Per apprezzare pienamente il significato e l’importanza di questo protocollo, è utile esaminare le sue radici e comprendere le dinamiche sociali e culturali che hanno portato alla sua nascita e implementazione.
Il concetto di identità di genere (transgender e non binary) ha iniziato ad avere visibilità e riconoscimento in Italia a partire dagli anni ’70 e ’80. Con l’aumento della visibilità delle persone trans*, è diventato evidente il bisogno di tutelare e riconoscere i loro diritti in tutti gli ambiti della società. Tuttavia, l’Italia ha affrontato, più di altri Paesi, notevoli ostacoli burocratici (e culturali) nel riconoscere e proteggere questi diritti.
Le prime iniziative di carriera alias
La necessità di proteggere la privacy e l’identità delle persone trans* è diventata sempre più pressante nel contesto accademico e professionale a partire dal 2020. Il liceo Tito Livio di Padova emerge come un punto di riferimento in questo contesto. L’istituzione, riconoscendo le sfide affrontate dalle persone trans* nel sistema educativo, ha intrapreso l’iniziativa di adottare il protocollo delle carriere alias. Questo gesto, pur essendo localizzato, ha segnato l’inizio di una nuova era di riconoscimento e inclusione.
La diffusione delle carriere alias
Dopo l’esperienza del liceo Tito Livio, l’importanza e la necessità delle carriere alias sono diventate evidenti. Molte altre scuole e università hanno iniziato a riconoscere l’importanza di creare un ambiente inclusivo per studentə trans* e non binarie. La crescente sensibilizzazione su questo argomento ha portato all’adozione del protocollo in numerose istituzioni educative.
Resistenze
Nonostante l’entusiasmo e la crescente adozione delle carriere alias, la strada verso l’implementazione della carriera alias nelle scuole non è stata priva di ostacoli. Molti detrattori, tra cui il movimento Pro Vita, spesso basandosi su preoccupazioni ideologiche o religiose, hanno espresso preoccupazioni riguardo al protocollo.
Le università che nel 2024 hanno abbracciato l’iniziativa
Se sei interessatə a sapere quali università specificamente hanno abbracciato questa iniziativa, ti consigliamo di scaricare il nostro PDF con una mappatura delle università divise per Regione. Questo documento offre un panorama dettagliato e ti permetterà di identificare rapidamente le istituzioni che supportano attivamente l’affermazione dell’identità di genere dellə loro studentə: Carriere Alias nelle Università: la guida 2024, in costante aggiornamento
Carriere alias e normativa
La legge 164 del 1982, che disciplina il cambio di identità di genere e di nome anagrafico in Italia, rappresentava un progresso significativo al momento della sua promulgazione. Tuttavia, oggi è considerata non adeguata alle esigenze attuali. La legge richiede una serie di procedure spesso percepite come invasive e onerose, tra cui la certificazione medica e processi legali complessi, che hanno accentuato la necessità di una riforma per rendere il processo più rispettoso e umano nei confronti dei diritti delle persone trans.
È importante che il quadro normativo italiano evolva per garantire in modo più completo i diritti e l’identità delle persone trans. L’obiettivo dovrebbe essere non solo il riconoscimento dell’identità di genere, ma anche la semplificazione e umanizzazione del percorso legale associato.
La normativa italiana fa riferimento a diversi strumenti giuridici che dovrebbero supportare questo obiettivo, tra cui l’articolo 3 della Costituzione Italiana, che promuove l’uguaglianza e rimuove gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà dei cittadini. Altre norme rilevanti includono la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989, che sottolinea i principi fondamentali per la tutela dei diritti dei minori, il Regolamento UE 2016/679 o GDPR per la protezione dei dati personali, e la Legge 107/2015, che nel suo articolo 1 comma 16, insieme alle Linee Guida per la tutela dei diritti umani delle persone LGBTIQ+, chiarisce l’importanza di educare al rispetto e alla parità tra i sessi.
Tuttavia, il Ministero dell’Istruzione non ha ancora emanato Linee Guida specifiche per l’attivazione della Carriera Alias per studentə trans, lasciando le scuole di ogni ordine e grado a fare i conti quotidianamente con il bisogno di garantire benessere e sicurezza a tuttə lə studentə. Le scuole dovrebbero quindi sentire il dovere di rimuovere gli ostacoli sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona e l’effettiva partecipazione all’organizzazione del Paese, come sottolineato dall’articolo 3 della Costituzione.
In questo contesto, alcune scuole, ispirate da pratiche di università italiane che hanno già attuato la carriera alias, hanno adottato procedure specifiche per rispondere a queste esigenze. Queste, come abbiamo visto precedentemente, includono l’introduzione di un nome di elezione nel registro elettronico e in tutti i documenti interni alla scuola, l’uso di spazi sicuri e altre buone pratiche che evitano ai/alle studenti/e trans il disagio di continui coming out forzati e la sofferenza legata al bullismo.
Le buone pratiche rappresentano quindi non solo un atto di rispetto e tutela della privacy, ma anche occasioni di crescita culturale per l’intera comunità scolastica, traducendo in azioni concrete le parole chiave di convivenza consapevole, parità, rispetto delle differenze, e prevenzione di tutte le forme di discriminazione. Questo si traduce in un ambiente scolastico più accogliente e inclusivo, dove ogni studentə può trovare il proprio posto nel mondo.
Risorse
- “Regolamento scolastico per la carriera alias” – versione da scaricare e stampare – Genderlens
- “Carriera alias nelle Università. Guida 2024” – PDF – Gay.it
- “Trans-formazione: l’essere e il divenire delle persone transgender” di AA.VV, a cura di Fabio Rapisarda – 2024
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