RHIVOLUTION, il nuovo hub digitale di ViiV Healthcare per l’informazione e la lotta allo stigma sull’HIV

Un punto di riferimento stabile e affidabile per chiunque voglia informarsi sull’HIV con una prospettiva a 360 gradi anche sull'innovazione.

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Oggi 1° dicembre è la Giornata Mondiale contro l’HIV/AIDS. Ricorrenza che, anno dopo anno, rappresenta un momento per misurare i progressi nella lotta all’HIV/AIDS e per riflettere su quanto resta ancora da fare. E se c’è qualcosa che questi quarant’anni di battaglia contro il virus ci hanno insegnato, è che il silenzio, lo stigma e la vergogna sono suoi alleati.

La vittoria passa attraverso la consapevolezza che ogni anno convivere con l’HIV diventa più facile, che la ricerca e la medicina hanno infranto barriere un tempo impensabili. E, soprattutto, che oggi, grazie alle terapie, il virus può diventare non rilevabile, e quindi non trasmissibile.

La consapevolezza non è però un traguardo, ma un percorso continuo. Strumento per rendersi consapevoli è RHIVOLUTION, piattaforma digitale lanciata da ViiV Healthcare – azienda farmaceutica dedicata al 100% alla ricerca di trattamenti contro l’Hiv e focalizzata sulle persone che vivono con HIV e AIDS e sulla prevenzione con strategie innovative.

Ideata con l’obiettivo di trasformare il panorama dell’informazione e del supporto sull’HIV, RHIVOLUTION sarà risorsa informativa e punto di incontro dove pazienti, medici e cittadini potranno accedere a informazioni autorevoli, strumenti pratici e storie capaci di ispirare e educare. RHIVOLUTION non parla solo di innovazione, ma di vite: di come il virus può essere gestito, di come la qualità della vita può essere migliorata e di come il dialogo aperto possa abbattere muri di ignoranza e pregiudizio.

RHIVOLUTION: una piattaforma per abbattere lo stigma sull’HIV e guardare al futuro

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Foto di Maksim Goncharenok

I dati parlano chiaro: disinformazione, limite della diffusione dell’informazione, e il timore dei pregiudizi restano tra gli ostacoli più impattanti alla diagnosi precoce e al miglioramento della qualità della vita per chi convive con il virus. Quello di ViiV è dunque un progetto con un obiettivo a lungo termine, che punta a diventare un punto di riferimento stabile e affidabile per chiunque voglia informarsi sull’HIV con una prospettiva a 360 gradi, si tratti di pazienti, medici o pubblico generalista.

L’obiettivo è ambizioso: creare un ecosistema di conoscenza e supporto migliori la consapevolezza generale sull’HIV, facilitando l’accesso a informazioni aggiornate per abbattere lo stigma, promuovere la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione ottimale del rapporto medico-paziente.

RHIVOLUTION parla quindi a tutti: a chi cerca risposte, a chi ha bisogno di sentirsi meno solo, a chi vuole capire e fare la differenza. E lo fa con un linguaggio diretto ma rigoroso, capace di unire il dato scientifico alle esperienze umane, perché l’HIV non è solo una sfida sanitaria, ma anche una questione sociale, culturale e, soprattutto, personale.

VHIVIAN, il rapporto medico-paziente al centro

Parte di RHIVOLUTION è anche VHIVIAN, la giusta luce fa la differenza, iniziativa che illumina uno degli aspetti più delicati della gestione dell’HIV: il rapporto tra chi vive con il virus e il proprio medico.

Ad oggi, in Italia, soltanto il 51% delle persone che convivono con l’HIV si dichiara pienamente soddisfatto della propria terapia. Dato che evidenzia come ci sia ancora molto da fare per migliorare il dialogo tra pazienti e professionistə della salute. Il 38% di chi vive con il virus, infatti, vorrebbe ricevere informazioni più dettagliate sui nuovi farmaci disponibili, mentre il 30% desidera un confronto più approfondito e personalizzato con lə propriə specialistə. VHIVIAN si propone di cambiare dunque la prospettiva di un sistema sanitario talvolta asettico e distante, mettendo il paziente al centro, non solo come soggetto da curare, ma come individuo da ascoltare.

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Perché, come ricorda la campagna, la “giusta luce” fa la differenza: un approccio personalizzato, basato sulla fiducia e sul dialogo, non migliora solo gli esiti clinici, ma trasforma la qualità della vita.

L’impatto di VHIVIAN risiede nell’approfondimento del dialogo tra pazienti e specialisti. L’iniziativa offrirà strumenti pratici per aiutare le persone con HIV a intraprendere conversazioni più efficaci con il propriə medicə, favorendo una maggiore condivisione delle esigenze personali e l’avvio di percorsi terapeutici sempre più su misura. A supporto di questa missione, VHIVIAN si avvale di una ricca gamma di contenuti informativi: video, articoli, infografiche, banner, post sui social media, poster e opuscoli, pensati per essere distribuiti anche all’interno degli studi medici.

Il paziente non è dunque più un numero o un caso clinico, ma una persona con esigenze, desideri e un’identità che merita di essere rispettata. Il simbolo della campagna – l’Aglaonema Pink, una pianta che necessita di cure specifiche per crescere rigogliosa – parla da sé: il supporto adeguato non solo permette di convivere con il virus, ma può migliorare radicalmente l’esperienza quotidiana di chi lo affronta.

HIV in Italia: ancora troppe le diagnosi tardive

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Diagnosi tardive: il 60% delle persone risultate positive all’HIV presenta già un livello di immunodepressione avanzata quando scopre il virus.

Con 2.349 nuove diagnosi registrate nel 2023, l’incidenza dell’HIV in Italia è di 4,0 casi ogni 100.000 abitanti, un dato inferiore alla media europea ma che mostra una preoccupante inversione di tendenza rispetto al periodo di flessione 2012-2020. L’aumento dei casi – come delineato dall’ultimo rapporto dell’ISS – è parzialmente legato a un aumento dei test post-pandemia, ma segnala anche persistenti lacune nella prevenzione, soprattutto tra gli adulti. La fascia più vulnerabile nel 2023 è quella tra i 30 e i 39 anni, e le regioni più colpite sono Lazio, Emilia-Romagna e Umbria. L’86,3% delle nuove infezioni è, ancora una volta, attribuibile a rapporti sessuali non protetti: gli uomini che fanno sesso con uomini sono il 38,6%.

Le diagnosi tardive restano uno dei talloni d’Achille più evidenti. Il 60% delle persone risultate positive all’HIV presenta già un livello di immunodepressione avanzata al momento della diagnosi. Un dato che pesa in modo particolare tra gli uomini eterosessuali, segmenti della popolazione in cui il timore dello stigma sociale sembra giocare un ruolo determinante. Qui, il test HIV è ancora visto da molti come una sentenza morale, più che come uno strumento di salute pubblica. Un ritardo che non solo aggrava le condizioni cliniche delle persone colpite, ma contribuisce anche alla diffusione silente del virus.

Nonostante tutto, ci sono spiragli di luce. Le terapie long acting e gli approcci personalizzati stanno rivoluzionando la gestione dell’HIV, permettendo a chi vive con il virus di cronicizzare l’infezione e raggiungere una carica virale non rilevabile, e quindi non trasmissibile (il principio undetectable=untransmittable).

Perché parlarne attraverso RHIVOLUTION, dunque? Da una parte, per sensibilizzare sui rischi. Dall’altra, per mostrare come oggi l’HIV sia più gestibile che mai.

© Riproduzione riservata.

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