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I monologhi del Festival di Sanremo più discussi, da Beppe Grillo a Drusilla Foer, fino a Barbara Palombelli e Roberto Benigni

Da sempre sul palco dell'Ariston si susseguono monologhi passati alla storia. Eccone alcuni.

8 min. di lettura
Monologhi Sanremo Gay.it
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Luciana Littizzetto

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Luciana Littizzetto a Sanremo 2013. Clicca sull’immagine per ascoltare il monologo

Era il 2013 e giornali e telegiornali avevano appena iniziato a coniare il termine “femminicidio”: di violenza sulle donne non se ne parlava o se ne parlava troppo poco, almeno rispetto a quanto facciamo oggi. Il tema era ancora un tabù che la televisione preferiva evitare quando poteva. E allora al Festival di Sanremo, quando Fabio Fazio passò alla conduzione e portò con sé anche la compagna di avventure a “Che tempo che fa”, sembrò giusto parlarne.

Ci ha pensato Luciana Littizzetto a portare sul palco sanremese un monologo tutto dedicato alle donne, parlando della violenza che subiscono anche in famiglia, del rischio di essere uccise, e lanciando a tutte le vittime di abusi l’apparentemente semplice messaggio di andarsene. Seguito da un “flash mob” coreografato, il monologo ha portato l’attenzione sulle donne e sul loro diritto di andarsene, quando l’amore si trasforma in violenza.

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«Un uomo che ci picchia è uno stronzo, sempre, e dobbiamo capirlo subito, al primo schiaffo, perché tanto arriverà anche un secondo, e un terzo, e un quarto.L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe le costole, non lascia lividi sulla faccia.Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti. No, ne abbiamo una sola.Non buttiamola via»

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