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I monologhi del Festival di Sanremo più discussi, da Beppe Grillo a Drusilla Foer, fino a Barbara Palombelli e Roberto Benigni

Da sempre sul palco dell'Ariston si susseguono monologhi passati alla storia. Eccone alcuni.

8 min. di lettura
Monologhi Sanremo Gay.it
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Roberto Benigni

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Roberto Benigni a Sanremo 2020. Clicca sull’immagine per ascoltare il monologo

La pandemia ha cambiato radicalmente le nostre vite e uno degli ultimi ricordi di grandi eventi prima del Covid fu il Festival di Sanremo 2020. Un’edizione entrata nella storia, se non altro per aver aperto un anno funesto, ma ha riservato comunque qualche sorpresa. Tra i super ospiti, dopo ben sette anni di lontananza dal Festival, è tornato all’Ariston Roberto Benigni. L’attore, che già nel 2009 aveva portato a Sanremo il “De Profundis” di Oscar Wilde, si è lanciato in un altro monologo letterario, celebrando l’amore e il sesso.

Ispirato al Cantico dei Cantici di San Francesco, il monologo di Roberto Benigni ha celebrato l’amore e l’erotismo in tutte le sue forme. Alla conduzione c’era già Amadeus, ma la Rai non aveva ancora svoltato verso i temi LGBTQIA+ come stiamo vedendo oggi. Perciò, quando Roberto Benigni ha celebrato anche l’amore gay e lesbico, l’attore è stato lodato anche dalla comunità. Un momento da non sottovalutare. 

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«Una coppia, lei e lui che si amano, e rappresentano e sono tutte le coppie in tutte le parti del mondo e in ogni epoca che ripetono il miracolo dell’amore. Tutte le coppie, la donna col suo uomo, la donna con la sua donna, l’uomo col suo uomo. Tutte le coppie che si amano. Non solo queste, rappresenta addirittura ogni persona umana»

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