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I monologhi del Festival di Sanremo più discussi, da Beppe Grillo a Drusilla Foer, fino a Barbara Palombelli e Roberto Benigni

Da sempre sul palco dell'Ariston si susseguono monologhi passati alla storia. Eccone alcuni.

8 min. di lettura
Monologhi Sanremo Gay.it
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Pierfrancesco Favino

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Pierfrancesco Savino a Sanremo 2018. Clicca sull’immagine per ascoltare il monologo

Non poteva mancare anche uno degli attori italiani più amati, Pierfrancesco Favino, che a Sanremo 2018 ha portato sul palco dell’Ariston un commovente e toccante monologo intitolato “La notte”, tratto dal testo teatrale di Bernard-Marie Koltès. Un pezzo accompagnato al pianoforte ed estremamente politico e attuale.

“La notte” parla dell’alienazione urbana e con la sua interpretazione Favino ha portato al Festival “lo straniero” e la sua condizione. Solo in un’altra terra sconosciuta, dove nessuno è pronto ad accoglierlo, la solitudine diventa la sua condizione, ciò che caratterizza la sua esistenza.

«Io sono stato a sentire tutto questo e mi sono detto che da tutte le parti è la stessa cosa, più mi faccio prendere a calci in culo e più sarò straniero. Loro finiscono qua e io finirò laggiù, laggiù dove tutto quello che si muove sta nascosto nelle montagne. […] Io voglio sdraiarmi, una buona volta, voglio spiegarmi, voglio l’erba l’ombra degli alberi, voglio urlare, voglio poter urlare, anche se poi mi sparano addosso»

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