La parata è prevista dalle 17:00, raduno in via Acton 77, con partenza alle 17:30. Il corteo percorrerà diverse vie della città: Via Magnaghi, Via Cugini, Arsenale, Via di Palma, Piazza Maria Immacolata, Via D’Aquino e Piazza Della Vittoria. Si concluderà in Piazza Garibaldi, con interventi, musica, balli e divertimento fino a mezzanotte.
Con Miki Formisano abbiamo parlato del collettivo, dei punti politici, delle rivendicazioni e della scelta di Cathy La Torre come “queerinǝ” di questo Pride.
Human Pride 2024 – INTERVISTA a Miki Formisano
Partiamo dal percorso che ha portato alla formazione di Human Pride Taranto. Nel manifesto vengono l’intersezionalità, la lotta contro tutte le forme di oppressione: come si riflettono nelle attività del collettivo?
Il collettivo HUMAN PRIDE nasce dall’incontro di un gruppo di attivistǝ impegnatǝ in differenti istanze sociali, dalla voglia di creare a Taranto e in tutta la provincia un “contenitore” umano. Abbiamo deciso di mettere le nostre diverse competenze al servizio della comunità, perché crediamo che unendo le varie minoranze presenti sul territorio sia possibile creare una forza politica dirompente, capace di coinvolgere e riportare all’attenzione i diritti di ciascunǝ. Alcuni di noi si occupano da tempo di tematiche LGBTIQ+, altri di violenza di genere, disabilità, sanità ambiente, promozione culturale. Ognuna di queste tematiche viene condivisa e sostenuta, così da poter essere fonte di dialogo e spunto per nuovi propositi risolutivi.
Qual è il rapporto attuale tra il vostro collettivo e le associazioni che difendono i diritti umani sul vostro territorio? Come pensate possa crescere attraverso la vostra iniziativa?
Il rapporto con le associazioni della nostra città è stato da subito significativo. Serviva una piattaforma in cui mettere in campo nuove idee da confrontare. Ad oggi, le associazioni che promuovono i nostri eventi e supportano il nostro progetto sono diverse decine e siamo statǝ coinvolti in uno scambio costruttivo costante, abbiamo così potuto ampliare il nostro raggio d’azione e portare avanti le istanze di chi ha difficoltà ad avere voce.
Recentemente ci sono state polemiche e ispezioni riguardanti l’ospedale Careggi di Firenze, focalizzate sulla cura di minori durante il loro percorso verso l’affermazione di genere. Come valutate queste azioni del Ministero della Salute e quali impatti potrebbero avere sulla comunità transgender, in particolare le persone giovani, a Taranto e nel resto dell’Italia?
Riteniamo le polemiche e l’ispezione al Careggi veri atti persecutori, una propaganda politica che non ha alcun tipo di fondamento. L’unico intento è quello di attaccare la comunità transgender, partendo daǝ minori. Questi atti hanno un grande impatto negativo sulle persone non informate, per come essi vengono descritti. Il problema principale è che sulle giovani persone transgender di Taranto, ma anche di tutto il territorio nazionale, si riversano pregiudizio e stigma, inducendole a sentirsi sbagliate, inadeguate. Da tutto ciò ne consegue abbandono scolastico e autolesionismo (nel migliore dei casi). La questione dell’identità di genere è una nota molto dolente in questo periodo storico. Abbiamo perso molti diritti. Ci hanno nuovamente patologizzato.
Considerando il vostro forte impegno per i diritti ambientali, dei lavoratori, delle persone migranti, e altre minoranze, oltre alla comunità LGBTQIA+, come prevedete che il Pride influenzerà la percezione e il trattamento di queste comunità a Taranto?
Vogliamo che la nostra città si renda conto che le differenze sono una ricchezza e che l’umanità ci rende tuttǝ meritevoli degli stessi diritti. Vogliamo che le classi dirigenti del futuro abbiano il coraggio di mettere al centro le persone, partendo dall’ascolto attivo e da una concreta osservazione della realtà.
Posso chiederti come mai questo nome Human Pride?
Il Pride è stato uno strumento rivoluzionario e noi crediamo che la musica ed i colori possano essere un’arma positiva per riportare l’umanità al centro dei dibattiti politici.
Avete messo in atto strategie per garantire che il Pride sia accessibile a tuttǝ, inclusǝ partecipanti con disabilità?
Il nostro Pride avrà delle zone di ristoro in cui sarà possibile rifocillarsi ed allontanarsi dai rumori. Gli interventi sul palco saranno tradotti in LIS ed abbiamo avuto cura di scegliere un percorso accessibile a tutte le persone. L’impegno è quello di creare eventi accessibili a tuttǝ. Speriamo in futuro di migliorare in tal senso.
Avete una madrina diversa dalle solite popstar: come mai e qual è il significato politico di una figura come Cathy LaTorre?
Preferiamo definire Cathy lǝ queerinǝ. L’abbiamo sceltǝ lei per la sua leggendaria attenzione nei confronti delle persone discriminate, delle minoranze. Il suo impegno civile in questi anni ha abbracciato le istanze delle persone LGBTQIA+, delle persone indigenti, persone con disabilità, immigrate, impegno in favore delle donne e tanto altro. Tutto ciò lǝ rendono lǝ “Queerinǝ” perfettǝ per rappresentare in modo intersezionale tuttǝ
Oltre al Pride, quali altre attività o iniziative avete organizzato o state pianificando per promuovere i vostri obiettivi?
L’evento Human Pride che si terrà il 6 luglio a Taranto è il culmine di una serie di eventi di autofinanziamento e promozione culturale. In pentola bollono diversi progetti legati alle tematiche sulla sensibilizzazione all’HIV, sulla tutela della legge 194 e l’accesso alle cure. Vi consigliamo di seguirci sulle nostre pagine social per rimanere aggiornatǝ. (Instagram – Facebook ndr)
C’è qualcosa che pensate sia importante condividere riguardo al vostro territorio e alla vostra comunità?
A proposito del nostro territorio vogliamo sottolineare l’importanza della lotta all’inquinamento. Vorremmo dire che Taranto non è solo ILVA, ma una città bellissima con un mare stupendo, una città che ha voglia di riscatto e voglia di crescere.
NDR: La questione dell’acciaieria Ilva a Taranto evidenzia da tempo gravi preoccupazioni ambientali legate all’inquinamento atmosferico e alla contaminazione del suolo e delle acque, con impatti negativi sulla salute pubblica e sull’ecosistema locale. Al contempo l’Ilva ha fornito per decenni impulso allo sviluppo locale e italiano. Le dispute tra esigenze produttive e tutela ambientale continuano a generare dibattiti intensi e controversie legali.
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