Isabella Rauti ribadisce: “Fratelli d’Italia contro il DDL Zan, in Italia non esiste un’emergenza omofobia”

"Legge-bavaglio che va a reprimere la libertà di pensiero, di espressione e di educazione", ha scritto la senatrice FDI.

Isabella Rauti ribadisce: "Fratelli d'Italia contro il DDL Zan, in Italia non esiste un'emergenza omofobia" - isabella rauti - Gay.it
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57enne figlia dell’ex Segretario del Movimento Sociale Italiano Pino Rauti, nonché ex moglie dell’ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno, Isabella Rauti è da due anni senatrice della Repubblica nonché Vicepresidente Vicario del gruppo Fratelli d’Italia e responsabile del Dipartimento pari opportunità famiglia valori non negoziabili.

Nei giorni scorsi Rauti ha ribadito il no totale del proprio partito alla legge contro l’omotransfobia e la misoginia che la prossima settimana tornerà alla Camera, rilanciando le fake news già diffuse da Giorgia Meloni. L’appello del deputato Pd Zan, relatore della legge, ad una destra ‘dignitosa’, è così caduto nel vuoto, così come l’appello lanciato dai gay liberali di GayLib, che hanno chiesto a Salvini e Meloni di mettere un punto alle menzogne nei confronti del ddl.

“Fratelli d’Italia è contro il ddl Zan, che andrà in Aula alla Camera martedì prossimo, un progetto di legge-bavaglio che non si occupa di tutela antidiscriminatoria ma di fatto introduce un reato di opinione quale quello dell’omotransfobia, finalizzato a reprimere la libertà di pensiero, di espressione e di educazione”, ha scritto Isabella Rauti, cavalcando per l’ennesima volta tutta una trafila di bugie. “Insomma, il risultato sarebbe quello di reprimere il dissenso rispetto ad un pensiero unico che si vorrebbe imporre. Noi, invece, rivendichiamo il diritto di esprimere le nostre opinioni e di difendere la libertà di pensiero”.

Il ddl Zan – continua la senatrice di FdI – non è altro che il tentativo di approvare una legge liberticida, che non definisce il perimetro del reato e le fattispecie sanzionabili lasciando così spazi enormi all’interpretazione e alla discrezionalità di chi dovrà giudicare. Ci sono già, giustamente, strumenti giuridici per condannare e punire le forme di violenza basata sull’orientamento sessuale e le forme di discriminazione e non esiste, quindi, un vuoto normativo da colmare. Nè esiste, stando agli Osservatori sul tema, in Italia una emergenza di carattere omofobico”.

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Proprio questo lo schiaffo più inaccettabile, lontano dalla cronaca quotidiana, volutamente menzognero nello sbandierare dati inattendibili. Non essendoci ancora un reato, infatti, la stragrande maggioranza degli episodi omotransfobici non vengono denunciati, e se denunciati non considerati tali.

“La verità è che questa proposta di legge non parla di diritti ma piuttosto punta ad iper tutelare alcuni soggetti discriminandone altri, appellandosi alla controversa identità di genere che comprende oltre 50 definizioni”, ha concluso Rauti. “Già sono stati previsti stanziamenti importanti, circa 4 milioni di euro, per attività di propaganda dei movimenti LGBT mentre si prevedono condanne pesanti per chi vuole difendere il diritto naturale di un bambino ad avere un padre e una madre o chi – come noi – chiede che l’utero in affitto sia dichiarato reato universale”.

Le “attività di propaganda” menzionate dalla senatrice sono in realtà centri di assistenza, case rifugio per ragazzi LGBT cacciati di casa dai propri genitori. Senza alcuna vergogna.

https://www.instagram.com/p/CGhn0HuB_Ed/

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Anonimo 22.10.20 - 16:03

Qualcuno si poteva aspettare qualcosa di diverso da una cattofascista di Fratelli d'Italia, figlia di Pino Rauti e moglie di Alemanno?! Ennesima dimostrazione che gli appelli alla destra italiana cadono tutti immancabilmente nel vuoto. Nel nostro Paese un centrodestra autenticamente liberale non esiste. Più che questa gentaglia omotransfobica, temo il fuoco "amico" degli oppositori interni di PD, Movimento 5 Stelle e Italia Viva che tenteranno di affossare la legge, specialmente con i voti segreti, o di approvarla con mediazioni a ribasso. Un bruttissimo film dell'orrore già visto con le unioni civili e che spero non si ripeta anche con il ddl Zan.