È stato il caso cinematografico dell’estate, l’addio choc di Joaquin Phoenix al nuovo film di Todd Haynes a poche ore dal via alle riprese. Una rottura inimmaginabile perché la pellicola queer, storia d’amore gay con scene di sesso esplicite, è stata ideata dallo stesso Phoenix. Fu lui a proporla ad Heynes. È sua la co-sceneggiatura. Ad oggi Joaquin non ha mai ufficialmente spiegato il perché di quell’addio, con l’arrivo al Lido dell’attore premio Oscar per Joker 2 che ha inevitabilmente portato la stampa, in conferenza, a porre la più ovvia delle domande. Dopo un lungo silenzio, Phoenix ha così risposto a chi gli ha chiesto come mai abbia lasciato il film a poche ore dal primo ciak.
“Se parlo è come se stessi semplicemente condividendo la mia opinione, il mio punto di vista. Gli altri creativi del progetto non sono qui per esprimere il loro pensiero. Sento che non sia giusto. Quindi non credo proprio che dirò nulla. Grazie”.
Gliel’hanno fatta, un collega di Screen International.
“Non dirò nulla”, la paracula replica di Phoenix, perchè “se parlo é come se stessi semplicemente condividendo la mia opinione dal mio punto di vista. Gli altri non sono qui per dire il loro. Sento che non sia giusto”#Joker2 https://t.co/u5AuzFviiy pic.twitter.com/aKJ9AzrdBH— ApocaFede (@DrApocalypse) September 4, 2024
Parole da una parte condivisibili e dall’altra indigeribili, perché l’addio a sorpresa di Phoenix ha lasciato decine e decine di professionisti senza lavoro, dall’oggi al domani. Si parla di perdite potenziali a 7 zeri per la pellicola, che di fatto era entrata in produzione. Si è cercato anche di sostituire Joaquin all’ultimissimo secondo, pensando ad esempio all’ingaggio di Pedro Pascal, ma conflitti vari di lavorazione e la centralità dello stesso Joaquin nel progetto hanno definitivamente affossato il tutto.
La pellicola avrebbe preso forma negli anni ’30. “Una storia d’amore tra due uomini, basata su uno script originale e molto audace. Questo è, credo, il suo primo ruolo gay. Sono molto entusiasta di questo progetto!”. Così parlava Todd Haynes mesi or sono, riferendosi proprio a Phoenix che l’aveva coinvolto. Poi, si mormora, Joaquin avrebbe cambiato idea, forse infastidito dalle troppe scene sessualmente esplicite da lui stesso scritte e immaginate. L’attore avrebbe dovuto girarle con Danny Ramirez, chiamato ad interpretare l’amante di Phoenix in questo “intenso” poliziesco che sarebbe dovuto ruotare attorno a due uomini, innamorati, in fuga dalla California per il Messico. Haynes, regista di di Poison, Safe, Velvet Goldmine, Lontano dal paradiso, Io non sono Qui e Carol, tra le principali voci del New Queer Cinema a stelle e strisce, aveva definito l’opera con “un contenuto sessuale esplicito“, una “storia d’amore con una forte componente sessuale”.
“Tutto è iniziato con Joaquin Phoenix che aveva semplicemente in mente alcune idee ed immagini”, aveva rivelato Todd. “Ed è venuto da me, chiedendomi se tutto questo mi emozionasse in qualche modo. Ho pensato fosse interessante, e così abbiamo parlato al telefono, per sviluppare una sceneggiatura. Aveva frammenti di idee, che ho iniziato a formulare in una vera e propria narrazione. Ho coinvolto anche il mio brillante amico John Raymond, con cui ho collaborato per Mildred Pierce. È stato un modo meraviglioso ed organico di creare una sceneggiatura. E Joaquin spingeva sempre di più verso territori pericolosi, dal punto di vista sessuale”.
Poi qualcosa deve essere successo. Ma non si capisce cosa, perché il divo premio Oscar per Joker ha deciso di non parlarne. Almeno fino ad oggi, persino in conferenza stampa al Lido. Anche Todd Heynes ha preferito il silenzio, mentre proprio a Venezia Daniel Craig parrebbe aver incrociato il ruolo di una vita in Queer di Luca Guadagnino, dove l’ex 007 non si è certo trattenuto nelle scene di sesso con Omar Apollo e Drew Starkey.
I produttori del film di Haynes “stanno valutando la possibilità di fare causa a Phoenix per coprire le spese perse“. Ma Joaquin, pagato 25 milioni di dollari per il sequel di Joker, ha deciso di fare spallucce e di non esprimere la propria versione dei fatti.
