Intervista a Laika, autrice del gigantesco murale dedicato a Michela Murgia: “Per guardare al futuro insieme a lei”

Un'opera di oltre 100 metri: "C'è una scuola davanti a quel muro. Mi piacerebbe che i ragazzi, vedendo il volto di Michela, si chiedessero chi fosse, entrando in contatto con lei e con tutti i messaggi che ha voluto lasciare".

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Intervista a Laika, autrice del gigantesco murale dedicato a Michela Murgia: "Per guardare al futuro insieme a lei" - Laika e Michela Murgia - Gay.it
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Laika MCMLIV è un’attacchina romana attiva dal 2019, il cui nome è un omaggio al primo essere vivente nello spazio. Nessuno sa chi sia, nessuno l’ha mai vista in volto. Laika usa la maschera per esprimere la propria arte senza filtri, preservando la sua vita privata. Non è importante sapere chi ci sia dietro la maschera: davanti c’è una donna che con ironia interpreta la realtà.

Proprio Laika, da molti definita “la Bansky italiana“, ha realizzato a Roma un gigantesco e straordinario murale dedicato a Michela Murgia, grande circa 100mq sulla facciata del Municipio V, progetto “Ricordatemi come vi pare” curato da Pietro Turano per Arcigay Roma, autorizzato dall’amministrazione locale e sostenuto da Einaudi, Mondadori e Rizzoli, tutte case editrici dell’indimenticata scrittrice. L’opera verrà inaugurata oggi, giovedì 11 luglio, alle ore alle 19.00 in Via di Torre Annunziata 1, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e di altre personalità delle istituzioni e della cultura.

Per l’occasione abbiamo intervistato Laika al telefono, con la voce dell’artista accuratamente modificata onde evitare possibili identificazioni.

Ma il pensiero di Laika, artistico, sociale e politico, è più chiaro e potente che mai.

laika roma pride
Laika Roma Pride

Come nasce l’idea di un murale dedicato a Michela Murgia, che ancor prima di prendere forma ha suscitato polemiche?

“Il murale nasce dall’incontro tra me e Pietro Turano di Arcigay Roma. È nato dalla sua voglia di fare qualcosa insieme. Ci siamo incontrati per capire cosa poter fare, io da tempo avevo il desiderio di realizzare qualcosa per Michela. Di base faccio poster art, arte illegale sui muri di strada. L’idea iniziale era quella di fare un poster a Cabras, in Sardegna, dove Michela è nata, per celebrarla. Poi mi sono detta “perché non farlo adesso, qui a Roma, ma in modo iconico, monumentale, più grande?”. La reazione di Pietro è stato puro choc, lui aveva un ottimo rapporto di amicizia con Michela. All’inizio avevo paura di proporgli simile idea, ma ho subito realizzato che potesse venire fuori una cosa meravigliosa. Pietro si è messo in moto, è un ragazzo fantastico, e questo è il risultato. Quando l’abbiamo terminato non ci credevamo neanche noi”.

È la prima volta che una tua opera viene non solo autorizzata dall’amministrazione locale (il Municipio V di Roma) ma anche sostenuta da privati come Einaudi, Mondadori e Rizzoli? Come si è riusciti in questa piccola impresa?

“Non è propriamente la mia prima opera autorizzata. Ho fatto un muro per Amnesty che sta a Lampedusa, ma non tanto grande come quello di Michela. L’impresa l’ha fatta Pietro. Io ho solo realizzato il bozzetto, gliel’ho proposto e lui si è mosso con le istituzioni. Chiaramente io non dialogo con le istituzioni. Sarebbe un po’ strano immaginare un assessore che parla con me. Pietro ha messo in moto l’intera macchina in tempi da record, proprio per l’amore che prova nei confronti di Michela. Voleva che questa cosa si facesse e il prima possibile, neanche io ci credevo, che potessimo fare un muro tanto grande con tutti i permessi. È stato un lavoro incredibile, da parte sua e di Arcigay Roma”.

Intervista a Laika, autrice del gigantesco murale dedicato a Michela Murgia: "Per guardare al futuro insieme a lei" - Laika murale Madonne ProVita - Gay.it

Da ProVita hanno attaccato la tua opera, perché a loro dire “abusando di beni e servizi pubblici” si starebbe “imponendo con violenza all’intera collettività il pensiero ideologico di un’autrice decisamente divisiva”. Detto da chi da anni prende multe causa affissione illegale di poster omobitransfobici e antiabortisti.

“Se non fosse che sono un’associazione strafinanziata dalla politica e dal governo, e che hanno un raggio d’azione che diventa sempre più ampio e preoccupante, riderei dalla mattina alla sera. È preoccupante che ci siano associazioni di questo tipo, di stampo medievale. Si attaccano ad argomenti che non hanno una base. Nessuno di noi vuole imporre niente a tutti loro, sono liberi di concepire la famiglia e i matrimoni secondo il loro credo e le loro tradizioni, ma sono proprio loro che cercano di imporre la loro visione al Paese intero. Sono una minoranza, noi siamo una marea che cresce e che inesorabilmente va avanti con gli occhi puntati al futuro, loro sono ancorati al passato che è sempre più mera illusione. La cosa preoccupante sono gli effetti che provocano nella vita di tutti i giorni, spesso a braccetto con il governo. Proposte di abrogazione di legge, staff di Pro Vita nei consultori, la follia di far ascoltare il battito del feto alle donne che vogliono abortire. Mi sembra una violenza inaudita, terribile”.

In una recente dichiarazione hai parlato della “famiglia che ti sei scelta”, un po’ come la famiglia queer di Michela. Perché è importante parlarne?

“È sicuramente importante per i tempi che stiamo vivendo, la propaganda di destra della famiglia tradizionale crea non pochi problemi, basti pensare alle famiglie arcobaleno e ai bambini delle coppie omogenitoriali che non hanno diritti. Io mi ritrovo molto in quella frase di Michela, mi commuove. Non posso parlare della mia vita personale ma ho una concezione di famiglia allargata, dove il legame di sangue non è prioritario. Una visione che rompe quegli schemi che cercano ancora di imporci. Questa è una delle cose più belle che guardano al futuro, che Michela ci ha lasciato in eredità. Lei non è stata solo una voce, ci ha lasciato degli strumenti per affrontare il futuro. Il nostro compito è quello di raccogliere la sua eredità e non solo di celebrarla. Questo muro non vuole essere solo celebrativo. C’è una scuola davanti a quel muro. Mi piacerebbe che i ragazzi che frequentano quella scuola, vedendo il volto di Michela, si chiedessero chi fosse, entrando in contatto con lei e con tutti i messaggi che ha voluto lasciare”.

Intervista a Laika, autrice del gigantesco murale dedicato a Michela Murgia: "Per guardare al futuro insieme a lei" - Laika murale Vaticano - Gay.it

Tu da sempre interpreti la realtà, con ironia e disincanto, sbeffeggiando chi abusa del potere per limitare le libertà altrui. Una risata seppellirà gli oppressori?

“Me lo auguro. Nasco come street artist ironica ma sono diventata sempre più arrabbiata. Sono convinta che una risata possa contribuire a seppellire, ma nella situazione in cui siamo è necessario lottare, agire in collettività, organizzarsi, scendere in piazza, alzare la voce. E il mio modo per alzare la voce sono i poster sui muri. Lo faccio con ironia ma con un’ironia che vuole far riflettere, indignare, che mette a nudo le contraddizioni e l’ipocrisia di questo Paese dettata dai molti bigotti che hanno messo le radici tra governo, istituzioni e Vaticano, che infierisce e condiziona la politica nostrana. In tal senso feci un poster di due guardie svizzere che si coccolano, mi piace prendere in giro questi fondamentalisti che vogliono imporre il loro credo facendo soffrire tantissime persone”.

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Intervista a Laika, autrice del gigantesco murale dedicato a Michela Murgia: "Per guardare al futuro insieme a lei" - Laika murale - Gay.it

Il rapporto con la censura, in tal senso, parrebbe essere paradossalmente peggiorato, anche in campo artistico. Più si va avanti e più la si usa senza pudore?

Ormai viene dichiarata. L’hanno normalizzata. Stiamo vivendo un periodo buio, per l’informazione, per l’arte, laddove c’è una parte politica, ideologica e sociale. È diventato quasi impossibile non essere censurati. Ci stanno abituando alla censura, sia come termine che come pratica. Viene descritta come se fosse una cosa normale, pensiamo solo al caso Bortone, giornalista punita solo perché ha espresso un’opinione che a detta della direzione non era “appropriata”. In democrazia. Soffriamo tantissimo anche noi artisti, noi creativi illegali, perché spesso anche la stampa non ti segue. Personalmente vado avanti, ho la libertà di dire la mia nella galleria d’arte più democratica al mondo, che è la strada. Lì nessuno mi ferma. Io cerco di fare luce su temi che ritengo importanti“.

Intervista a Laika, autrice del gigantesco murale dedicato a Michela Murgia: "Per guardare al futuro insieme a lei" - Laika murale Zaki Regeni - Gay.it

C’è un’opera, tra tutte quelle realizzate fino ad oggi, a cui sei più legata, di cui vai particolarmente orgogliosa?

“Questa su Michela è la più grande mai fatta e ancora non ci credo. Nel rivederla, guardare quel volto che sembra uscire dal muro, è stato emozionante. Sono molto affezionata a questa opera per come è nata, per il processo che c’è stato, perché è stato complicato e sofferto sia per me che per lo staff che ci ha lavorato. Non mi spendo mai per le mie cose, ma posso dire che è un murale emozionante. Sono felice di essere riuscita a realizzare questo fantastico e consapevole sorriso di Michela, che ha un’energia strabordante. Al di là del murale gigante di Murgia ce ne sono diverse. Ad alcune opere sono affezionata per l’aspetto estetico e al messaggio veicolato, ad altre per ciò che un’opera ha generato. Aspetti diversi che spesso si incastrano. Penso alla donna afgana con i tacchi rossi contro la violenza sulle donne, al poster dedicato a Ilaria Salis che mi ha dato molte emozioni, contribuendo all’immaginario sulla lotta alla sua liberazione. Penso al poster su Patrick Zaki abbracciato a Giulio Regeni, che mi ha portato molto lontano. L’idea che dei semplici pezzi di carta possano muovere le coscienze, generare reazioni, è quello che realmente mi interessa. Penso all’opera sulle due madonne, sia perché mi piace e sia perché sorridevo pensando alla reazione dei Pro Vita mentre la realizzavo sulla loro saracinesca. Mi è piaciuta proprio per le reazioni che ha suscitato, era un’opera consapevolmente divisiva, le mie opere sono spesso divisive. Proprio Michela diceva “benvenga se sono divisive per i fascisti”. La mia opera è divisiva per i bigotti e i fondamentalisti. Sono state belle le reazioni da parte della comunità queer, perché non mi sono sentita sola quando sono arrivate le minacce dei fondamentalisti. Mi sono fatta grosse risate, poverini mi fanno tenerezza, ma paradossalmente devo ringraziarli perché la loro polemica sul murale dedicato a Michela Murgia non ha fatto altro che attirare l’attenzione, rendendolo ancora più iconico. Sapevamo che quel muro avrebbe urlato ma non pensavamo così tanto. A me fa ridere ma a loro farà morire di rabbia”.

Intervista a Laika, autrice del gigantesco murale dedicato a Michela Murgia: "Per guardare al futuro insieme a lei" - Laika murale Lampedusa - Gay.it

Chissà se un giorno si renderanno conto che attaccandoti tanto sguaiatamente non fanno altro che contribuire alla diffusione dei tuoi messaggi.

“Esatto! La rabbia che provo nei loro confronti è che vengono tenuti in considerazione in questo momento storico. Le loro str0nz4te influiscono sulla nostra quotidianità, che un Paese come il nostro nel 2024 non sia ancora riuscito a raggiungere degli standard sul tema dei diritti civili è vergognoso e doloroso. Se pensiamo alle maree di persone che scendono in piazza al Pride, come fai a non garantire diritti a milioni di persone? Non si può dare spazio a questa gente, che un po’ ci fa pena e di cui noi oggi ridiamo, se solo non fossero pericolosi. E dovremmo trattarli come tali. Non basta farci una risata, bisogna lottare, io mi auguro che quella serranda della loro sede romana non venga mai pulita. Noi facemmo quel blitz la sera di Natale con degli ombrelli, per tappare le telecamere, oscurarle. Hanno rosicato tantissimo. Penso che ne farò altri, di poster a loro dedicati. Danno davvero soddisfazione quando li attacchi, quando tiri fuori il loro lato vergognoso e lo fai vedere al mondo”.

C’è il rischio che il murale dedicato a Michela Murgia possa essere vandalizzato?

“È tanto in alto, dovrebbero essere dei lanciatori di giavellotto per riuscirci. Ma anche se dovessero danneggiarlo lo restaureremo. Quel muro deve assolutamente rimanere”.

 

 

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