Pietro Turano premiato per l’impegno LGBTQIA+: “alla mancanza di diritti rispondiamo con i servizi”

Il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani ha premiato Pietro Turano durante la Giornata Mondiale per i Diritti Umani, "Non è il momento di feste e premi, ma di fare un esame di coscienza collettivo e prenderci delle responsabilità"

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In occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani, Il Il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani coordinato dalla Farnesina, durante la cerimonia di premiazione presso l’Ara Pacis mi ha conferito a Pietro Turano (portavoce di Gay Center) un premio per il suo impegno nell’ambito dei diritti delle persone LGBTQIA+.

Ringrazio il CIDU per il suo lavoro, con cui mantiene alta l’attenzione sui diritti umani all’interno delle istituzioni. Ma in tema di diritti lgbtq+ questo purtroppo non è proprio il momento dei premi o delle feste. È il momento di fare un esame di coscienza collettivo e prenderci delle responsabilità”. Ha dichiarato Turano rivolgendosi al comitato d’onore.

Presenti il sottosegretario Della Vedova, l’onorevole Boldrini, i ministri Roberto Speranza ed Elena Bonetti, l’inviato speciale della Farnesina Fabrizio Petri e la commissaria Diritti Umani del Consiglio D’Europa Diana Mijatovic e molte altre rappresentanze istituzionali.

Il parlamento ha recentemente scelto di calpestare, ancora una volta, un disegno di legge contro l’Omotransfobia e il lavoro che ogni giorno noi associazioni e voi gruppi interni alle istituzioni portiamo avanti insieme e parallelamente per tutelare tutti quei diritti che non vengono ancora riconosciuti nel nostro paese. Perciò il mio premio è soprattutto per i colleghi e le colleghe che ogni giorno rispondono alla Gay Help Line o accolgono ragazzi e ragazze presso Refuge Lgbt come in tutte le case famiglia, perché alla mancanza di diritti rispondiamo con i servizi. Ringrazio i rappresentanti e le rappresentanti di ministeri e istituzioni per aver voluto riconoscere il mio impegno a favore dei diritti Lgbtq+, a cui rispondo con la massima disponibilità invitandovi ad incontrarci e parlare concretamente di questi temi, al di là dei premi che purtroppo – di fronte al fallimento politico – stanno a zero. Che questa giornata sia la testimonianza di una volontà che verrà coronata dai fatti affinché l’Italia non sia più fra gli ultimi paesi in Europa in tema di diritti.” Ha proseguito Turano.

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L’ultimo appello del portavoce di Gay Center è stato rivolto ai giovani e le giovani in sala: “ci dicono continuamente che siamo il futuro del paese, ma è una truffa. È solo un modo per rimandare i nostri spazi e il nostro tempo. Non cediamo a questa retorica perché noi non siamo il futuro, siamo il presente. E dobbiamo riappropriarci dei nostri spazi”.

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