L’Aquila: “Gay nei forni” su un muro dell’Università, aperta indagine

Partite le indagini, eseguiti i rilievi per risalire agli autori. Condanne dal sindaco di destra e dalla ministra Bernini.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Gay nei forni l'aquila
"Gay nei forni" la scritta apparsa all'Università de L'Aquila. Aperta un'indagine di polizia.
3 min. di lettura

Sono passate soltanto poche ore dall’incontro tra Roccella e Arcigay, con la ministra che ha semplicemente “ascoltato” il report dell’associazione sulle violente aggressioni subite dalla popolazione LGBTIAQ+ in Italia nelle ultime settimane, ed ecco un nuovo episodio indicativo del clima inquietante e persecutorio che pervade il paese.

A L’Aquila, città roccaforte del potere meloniano, una scritta omofoba e violenta, Gay nei forni!!, è apparsa nel pomeriggio di lunedì 10 febbraio al Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi del capoluogo abruzzese.

Il ritrovamento e l’immediata denuncia

La frase è stata scoperta lungo le pareti del quarto piano del Dipartimento di Scienze Umane. A rendere pubblico l’episodio è stata inizialmente l’Unione degli Universitari (UdU), che ha fornito prove fotografiche e ha subito chiesto l’intervento dei tecnici universitari per rimuovere il messaggio d’odio.

L’Università ha presentato denuncia contro ignoti. “La scritta omofoba imbratta non solo le pareti del nostro Ateneo – ha dichiarato il Rettore Edoardo Alessema soprattutto la memoria delle persone omosessuali che subirono la persecuzione nazista nei campi di concentramento. È un gesto inqualificabile, ancora più odioso perché avvenuto a breve distanza dalla Giornata della Memoria”.

 

Indagini in corso

La Polizia ha avviato indagini per risalire all’autore o agli autori, raccogliendo testimonianze di docenti e studenti presenti nell’edificio. I rilievi della scientifica sono stati effettuati prima della rimozione della scritta, per consentire alle forze dell’ordine di acquisire tutti gli elementi utili all’inchiesta. “Sarà fondamentale capire se ci siano stati movimenti sospetti in un’area solitamente molto frequentata da studenti e personale universitario”, ha fatto sapere la Questura dell’Aquila.

La reazione delle istituzioni

Simona Giannangeli, consigliera comunale del gruppo “L’Aquila Coraggiosa”, ha definito l’episodio “gravissimo e inqualificabile”. Nel condannare la scritta, ha ricordato l’importanza di discutere nuovamente una legge di aggravante penale per gli atti di odio omobitransfobico (come il DDL Zan, affossato in Senato nel 2021): “Quanto accaduto rafforza l’urgenza di dotarsi di una legge volta alla punizione dei reati fondati sull’odio relativo a sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità”. Giannangeli ha inoltre illustrato il proprio ordine del giorno presentato a settembre 2024, sul quale le Commissioni consiliari si stanno confrontando: “Auspico che, dopo l’ultima seduta prevista in III Commissione, il Consiglio comunale possa approvarlo all’unanimità, per riaffermare la volontà della nostra città di non tollerare discriminazioni”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Simona Giannangeli (@simona_wolf_)

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!


Anche la ministra dell’Università Anna Maria Bernini (Forza Italia) si è detta “indignata per una frase che ferisce i valori di inclusione, rispetto e tolleranza cardini del nostro sistema universitario”. Proprio Bernini di recente si era resa autrice dell’esecuzione di un’istruttoria contro un corso di teorie queer previsto all’università di Sassari.

La posizione dell’Ateneo

Oltre al Rettore Alesse, si sono espressi la Referente di Ateneo per l’uguaglianza e le pari opportunità, Francesca Caroccia, e la presidente del Comitato Unico di Garanzia (Cug), Silvia Nanni. “La scritta – hanno dichiarato congiuntamente – si richiama a uno dei momenti più bui della nostra storia e offende l’intera comunità accademica. Non può essere derubricata a bravata: viola i principi di non discriminazione fondativi del nostro Ateneo”.

Il ruolo delle associazioni studentesche

UdU – Unione degli Universitari ha sottolineato come l’episodio si collochi in “un generale clima di odio crescente nel nostro Paese, che non possiamo e non dobbiamo tollerare”. La sigla studentesca ha anche ricordato di aver organizzato, in passato, seminari e incontri sull’educazione di genere e la tutela dei diritti della comunità LGBTQ+, ribadendo la volontà di “proseguire la lotta contro ogni forma di discriminazione con l’istituzione di uno sportello antiviolenza all’interno dell’Università”.

L’Unione Giovani di Sinistra (UGS) Abruzzo, per voce della responsabile Giuliana Ciccarella, ha espresso “profondo disgusto” per la scritta, definendola “espressione di una cultura dell’odio che continua a proliferare in maniera subdola anche nei luoghi preposti alla formazione e all’istruzione”.

Le reazioni della società civile

La comunità LGBTQ+ locale, rappresentata da varie associazioni e gruppi tra cui Arci Gay, ha preso le distanze con fermezza da quanto accaduto, evidenziando come episodi di questo genere, pur se isolati, abbiano un peso enorme sulla percezione di sicurezza e inclusività.

È un’offesa a tutti, non solo alle persone omosessuali. Tali gesti feriscono la collettività e non devono trovare alcuno spazio in un contesto di libertà e rispetto reciproco

è il commento riportato in una nota congiunta di alcune associazioni del territorio.

La condanna del sindaco Pierluigi Biondi (destra)

Questo atto spregevoleha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi, ex Fronte della Gioventù, oggi Fratelli d’Italiacontrasta con l’inclusività e l’accoglienza che da sempre contraddistinguono la nostra città e le sue istituzioni pubbliche.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.