Laura Pausini compie 50 anni: tutte le volte che la “Divina” ha dato voce alla causa queer

Festeggiamo la cantante italiana più amata nel mondo ricordando tutte le volte in cui ha usato la propria voce per sostenere la comunità LGBTQIA+.

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Laura Pausini compie 50 anni
Laura Pausini è da sempre tra le icone gay della musica italiana
3 min. di lettura

50 sono le candeline che oggi campeggiano sulla torta di compleanno di Laura Pausini. La ragazzina di Solarolo – che con tanta timidezza vinceva la categoria ‘Novità’ di Sanremo ’93 sfoderando una voce da star navigata con La solitudineoggi è una donna con 31 anni di carriera alle spalle. Un viaggio in musica che l’ha portata da subito a essere regina delle classifiche non solo in Italia, ma anche all’estero, specialmente nei paesi latini.

Noi di Gay.it vogliamo festeggiare la cantante italiana più amata nel mondo ricordando tutte le volte in cui ha usato la propria voce per sostenere la comunità LGBTQIA+: un legame profondo dato anche dall’evidenza che una buona fetta del suo pubblico è queer.

Tanti gli episodi che l’hanno vista schierarsi dalla parte dell’amore universale, arrivando persino a rimproverare un ammiratore che aveva scritto frasi omofobe e razziste sul fan club ufficiale. Nel 2013, infatti, durante l’annuale raduno con i propri seguaci, si era così rivolta al diretto interessato: “Ma a te cosa frega se uno ciula col pisello o con la patata?!? Alooora. È inutile che neghi, quelle cose le ho lette anche io, non farmi passare per scema”. Pausini gli aveva quindi intimato di non scrivere più commenti di quel genere, altrimenti lo avrebbe cacciato lei stessa dal fan club.

Nel 2014 la popstar era rimasta profondamente colpita dalla tragedia di João Antônio Donati, giovanissimo brasiliano massacrato perché omosessuale, il cui corpo venne ritrovato con un inquietante biglietto in bocca sul quale era scritto: “Fermiamo la piaga dei gay”. Sui social Laura, molto amata anche in Brasile, aveva scritto: “È una vergogna, basta basta basta! Stop omofobia, stop violenza! Non possiamo continuare a vivere in un mondo senza rispetto per la vita altrui. Una preghiera per chi soffre e per lui, bellissimi occhi volati in cielo”.

Se tra le tante canzoni del suo repertorio Vivimi continua a essere tra le più amate da un pubblico trasversale anche per versi come: “Vivimi senza paura […] Vivimi senza vergogna anche se hai tutto il mondo contro”, Simili è una di quelle che più esplicitamente affrontano l’argomento, tanto da essere stata scelta come inno ufficiale del Roma Pride 2016. Nel presentare alla stampa l’omonimo album, Laura, rispondendo a una domanda sul proprio privato, aveva spiegato:

Non mi sposo finché non potrà farlo la mia amica lesbica […] Mi dispiace perché sono nata in quella chiesa, ma più vado avanti e più mi rendo conto che siamo troppo bloccati. Dio ci ha insegnato che siamo simili e invece mi rendo conto che non siamo trattati tutti nella stessa maniera, come esseri umani.

Un concetto ribadito anche sul palco di Sanremo 2016: “Se siamo simili siamo tutti uguali. Dobbiamo proteggerci, non dividerci” e nei concerti, durante i quali non di rado la si vede sventolare la bandiera arcobaleno.

Soprannominata “Divina” dal popolo pausiniano, alla nostra Laura nazionale è stato conferito anche il potere di unire due persone in matrimonio. Solo simbolicamente, s’intende, come successo sempre nel 2016 durante un concerto in Messico, quando sulle note de Il nostro amore quotidiano (canzone nel cui videoclip compaiono anche una coppia gay e una coppia lesbica) ha celebrato l’amore di due suoi fans omosessuali. “Con questa canzone io vi sposo” sono state le sue parole.

Anche in tempi più recenti Pausini, che tra i tanti riconoscimenti può vantare anche una candidatura agli Oscar, ha continuato a sostenere la causa queer. In occasione del Pride 2020 si è così espressa su Instagram: “Siamo ancora qua a dover discutere se un essere umano può amare un altro essere umano… è inumano! Amiamoci e basta. Amiamo chi vogliamo. Usiamo la voce per far sentire più forte l’amore”, mentre nel 2021 ha commentato con queste parole la nota diffusa dal Vaticano che ribadiva il divieto assoluto di benedizione per le coppie LGBT: “Le persone omosessuali hanno diritto di essere una famiglia, sono figli di Dio come tutti gli esseri umani che vogliono amarsi. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo”.

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