La nomination agli Oscar come miglior attrice di Karla Sofía Gascón ha rapidamente fatto il giro del mondo, perché mai nella storia Academy un’attrice trans era arrivata all’agognata candidatura. Grazie ad Emilia Perez, candidato a 13 premi Oscar, l’attrice spagnola è riuscita ad entrare nella cinquina dei sogni, con Laverne Cox che ha voluto complimentarsi con lei.
D’altronde chi se non lei, che ha riscritto le regole della visibilità e della rappresentazione trans sul piccolo schermo grazie ad Orange is the New Black? Laverne Cox è stata la prima storica donna transgender candidata agli Emmy in un ruolo recitativo, nonché la prima storica persona transgender ad apparire sulla copertina della rivista Time e a ricevere nel 2015 una statua di cera al museo Madame Tussauds. Via social Cox si è voluta complimentare con Gascón, mettendo però in guardia tutti noi dai facili entusiasmi.
Laverne Cox, Karla Sofía Gascón e Donald Trump
“Congratulazioni a tutti i miei colleghi artisti nominati agli Academy Awards. Ma devo fare un ringraziamento speciale a Karla Sofia Gascon per aver fatto la storia. Credo davvero che l’arte della narrazione e il mestiere dell’attore abbiano la capacità di cambiare molecole, coscienza, consapevolezza, cuori e menti”, ha scritto Laverne. Per poi ricordare a tutti noi il drammatico momento vissuto dalla comunità trans internazionale:
“Questo è un momento da festeggiare. Ma ho imparato dalle stagioni dei premi che ho vissuto nella mia carriera, i bei momenti in cui altre brillanti attrici trans hanno ricevuto le loro nomination e alcune vittorie (un saluto a Mya Taylor per la sua conquista dell’Independent Spirit per Tangerine e a MJ Rodriguez per la sua vittoria al Golden Globe per Pose) che questi momenti sono belli e potenti ma non cambiano la realtà materiale delle persone trans che tutti i giorni sono là fuori, che sentono l’effetto della disumanizzante propaganda, della disinformazione trasformata in politica pubblica. La discriminazione sancita dallo Stato incoraggia coloro che non vogliono che le persone trans esistano ad essere ancora più sfacciati. Nel documentario Disclosure, disponibile su Netflix, ricordiamo come la visibilità da sola non basti. Affermiamo come dopo alcune grandi vittorie per un gruppo emarginato, spesso si verifica una reazione negativa. Questo attuale ambiente politico anti-trans è quella sfortunata reazione negativa. È implacabile. Le storie ben raccontate possono incoraggiare un pubblico eterogeneo a vedere la nostra umanità. Vedere l’umanità nei nostri concittadini e negli esseri umani è fondamentale. Ma di fronte a un governo deciso a “sradicare le persone trans dalla vita pubblica”, abbiamo bisogno l’uno dell’altro, della comunità. Dobbiamo attingere alla resilienza e alla forza d’animo dei nostri antenati e delle persone transgender. Questo è un lavoro spirituale. E a lungo termine deve essere un movimento dal basso di lavoratori che si uniscono superando tutte le nostre differenze con un approccio intersezionale. Questi attacchi alle persone trans, ai migranti, ai diritti riproduttivi, alla giustizia razziale sono tutti collegati all’attacco ai poveri e ai lavoratori. Scrivo questo per celebrare Karla e tutti i miei brillanti colleghi artisti, ma anche per invitare, forse ispirare un giovane leader là fuori che possa unirci tutti per combattere la plutocrazia. Amore, empatia, riumanizzazione“.
C’è stato un prima e un dopo Laverne Cox, in riferimento alla rappresentazione trans in tv. La sua Sophia Burset ha riscritto le regole del gioco, dando finalmente visibilità ad una comunità fino a quel momento volutamente nascosta, taciuta, cancellata. L’attrice sarà a breve di nuovo su Prime Video con Clean State, serie comedy da lei stessa ideata. Al centro della trama troviamo Harry Slate, lo schietto proprietario di un autolavaggio (il comico George Wallace) emozionato dal poter accogliere il figliə dopo due decenni di lontananza. Ma davanti a lui si presenta “una donna trans determinata e orgogliosa di nome Desiree (Cox)” che dovrà confrontarsi con le sue convinzioni più profonde e con il suo modo di fare le cose.
Su Instagram Karla Sofia Gascon ha celebrato la candidatura con un “grazie mille Academy” accompagnato da cuori, diamanti e quadrifogli a forma di emoticon, più la scritta Nam-myoho-renge-kyo, legge buddista che vuole il microcosmo della nostra vita entrare in armonia con il macrocosmo della vita universale, portando le funzioni positive della vita ad operare per sostenerci e proteggerci.

