Prosegue il caso del pompiere a rischio licenziamento per aver partecipato in “divisa” al Roma Pride. L’uomo si trova sotto procedimento disciplinare per non aver richiesto l’autorizzazione ad indossarla fuori dal contesto operativo.

I vigili del fuoco dell’Unione Sindacale di Base, con cui Saporito ha partecipato alla parata di Roma, stanno raccogliendo le manifestazioni di sostegno sui social media con gli hashtag #licenziatepureme e #iostoconcostantino.

#Licenziatepureme: la campagna in difesa del pompiere al Pride di Roma - IMG 20170712 WA0001 - Gay.it

Una mobilitazione che sta coinvolgendo diversi colleghi, dato che ad accompagnare in uniforme Saporito c’erano altri sessanta vigili del fuoco, che però non sono stati oggetto di richiamo disciplinare. Per l’USB si tratterebbe di una rappresaglia antisindacale per le loro denunce, ma il Dipartimento ha naturalmente smentito.

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#Licenziatepureme: la campagna in difesa del pompiere al Pride di Roma - IMG 20170712 WA0043 - Gay.it

Tra i pompieri c’è anche chi ha contestato la partecipazione dei vigili del fuoco dell’USB al Pride romano: “Abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di vigili del fuoco indignati – ha dichiarato Antonio Brizzi del Conapo, altra sigla sindacale dei VVFF – se volevano portare solidarietà al Pride lo potevano fare benissimo in abiti civili e con gli striscioni, non era necessario utilizzare l’uniforme a mo’ di carnevale”.

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