Chi è un daddy oggi e cos’è Mister Daddy Italia? Ce lo spiega Lorenzo Amatulli – Intervista

"C’è ancora da abbattere l’idea di un certo machismo presente nella comunità gay", Lorenzo Amatulli ci parla di Mister daddy Italia.

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Lorenzo Amatulli parla di Mister Daddy Italia, l’intervista di gay.it
Lorenzo Amatulli parla di Mister Daddy Italia, l’intervista di gay.it
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Continua il viaggio di Gay.it nella mascolinità contemporanea. Dal candidato italiano come Mr Gay World Julio Spatola alla brillante risposta del fiorettista azzurro Tommaso Marini a chi indagava sulle sue unghie laccate,  dalle retoriche militariste di questi tempi alle recenti dichiarazioni del nuotatore britannico Tom Daley e del calciatore Jude Bellingham fino alla nomina, per la prima volta, dell’attore apertamente gay Jonathan Bailey a uomo più sexy del mondo da parte di People.

A proposito della definizione di “Daddy” nel mondo gay, e su come questa parola sia molto più di una categoria di Onlyfans et similia, abbiamo intervistato uno degli ideatori e conduttore di Mister Daddy Italia, Lorenzo Amatulli. A colpi di sorriso e sensibilità, Lamatulli (sui social) è riuscito a costruire qualcosa di più di un semplice concorso di bellezza.

Sotto le luci di Torre del Lago, Lorenzo accompagna i concorrenti come un fratello maggiore, alternando risate e commozione, leggerezza, intensità e storie di coraggio. È lì che si vede la sua cifra: saper creare connessioni, non solo spettacolo. 

Mister Daddy Italia, con lui, diventa un racconto corale di bellezza adulta, inclusione e voglia di raccontarsi. In questa intervista, Lorenzo ci porta dietro le quinte del concorso e dentro la sua visione: quella di un palco che parla sì di estetica, ma soprattutto di verità, emozioni, libertà e sensibilità d’animo.

Lorenzo Amatulli racconta Mister Daddy Italia: la nostra intervista

Lorenzo Lamatulli parla di Mister Daddy Italia, l’intervista di gay.it
Lorenzo Amatulli parla di Mister Daddy Italia, l’intervista di gay.it

Lorenzo, partiamo da te: chi è davvero Lamatulli quando non conduce un evento?

“Eh! Penso di non saperlo nemmeno io pur essendo un 41enne che ha vissuto tanto. Posso dire cosa faccio quando non conduco un evento (non parlo in terza persona altrimenti sento la presenza di Selvaggia Lucarelli). Amo stare molto in solitaria o con i miei amici fidati e leali. Amo viaggiare soprattutto in Spagna, terra per me di libertà e terapeutica. E poi penso sempre a nuovi format, nuovi eventi. Ecco, diciamo che quando non conduco un evento sono sul divano ad accrescere la mia fame di fare e creare”.

Mister Daddy Italia ha saputo rivoluzionare l’idea stessa di concorso di bellezza, mettendo al centro non solo il corpo, ma anche l’anima dei partecipanti. Da dove nasce questa visione così diversa e necessaria?

“Quando insieme a Salvo Bontore e Simone Sartirani abbiamo pensato a come poter strutturare questo nuovo concorso ci siamo detti che bisognava cambiare qualcosa di importante. Regalare al pubblico, alla comunità,  a Torre Del Lago e alla squadra del circuito MamaMia, che ha sempre creduto nelle novità e nei cambiamenti evolutivi, un concorso differente che mettesse al centro non la fisicità fine alla sessualizzazione, ma la storia, la vita, l’amarcord. 

Era necessario far abbandonare al pubblico l’idea di daddy uguale onlyfans e di far abbracciare, invece, l’idea di daddy come persona che ha creato ponti, storie, lotte e abbattuto porte per le nuove generazioni”.

Sul palco di Torre del Lago si è respirata un’atmosfera unica, fatta di emozione e umanità. C’è stato un momento, durante la finale, in cui hai pensato: “Ecco, questo è il vero spirito di Mister Daddy Italia”?

“Non è retorica e nemmeno umiltà, ma io in primis non avevo idea del risultato seppure abbia lavorato fino alle 3 di notte per creare uno show che potesse stupire. Nessuno sapeva quello che avevo preparato perché volevo fosse un regalo di riconoscimento. Ed i regali si scartano al momento. 

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Però il momento in cui ho capito che stava funzionando e che l’obiettivo era stato centrato, è quando ho potuto guardare i volti del pubblico emozionanti e divertiti, quando ho percepito dallo sguardo il GRAZIE dello staff della Marina di Torre del Lago. Ammetto di aver pianto, alla fine, perché è stato troppo emozionante e appagante”.

Mister Daddy Italia 2025: chi è Paolo Incerti
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Una delle cose più belle è la rappresentazione dei Daddy non come stereotipo, ma come uomini autentici, con fragilità e sfumature. Quanto è importante, secondo te, restituire questa complessità alla comunità LGBTQIA+?

“È importantissimo. C’è ancora da abbattere l’idea di un certo machismo presente nella comunità gay. I nostri 10 DADDY in gara lo hanno fatto. Tutti. Dal vincitore Paolo Incerti che ha portato un monologo toccante a Graziano Senesi, Papi Popular, che ha raccontato come nasce, e per chi, l’uso del mascara.

Ecco, Graziano potrebbe rappresentare a livello visivo quel machismo da cui prendere le distanze, eppure lui con la sua umanità e sensibilità e con il suo fisico non inosservato, ha spazzato via gli stereotipi. Sono troppo orgoglioso dei miei Daddy, sì LORO sono proprio i DADDY ossia persone intelligenti, protettive, UMANE”. 

Il pubblico ha risposto con entusiasmo, la stampa pure. Cosa pensi manchi ancora per far sì che Mister Daddy Italia diventi un punto di riferimento stabile nel panorama nazionale?

“Noi siamo partiti da zero. Abbiamo costruito il concorso in poco tempo. La risonanza è stata tantissima anche a livello nazionale. Ma per renderlo più nazionale e più inclusivo bisogna che anche tutte le realtà lgbtqia+ si uniscano per creare questa nuova linea ferroviaria con ultima fermata Torre del Lago. 

Lato nostro come staff, rimetteremo mani al regolamento, allo show. La prima edizione sarà quella da cui attingere per migliorare e mantenere. Sicuro, ridurremo di qualche minuto la durata così il nostro giudice, la Drag Queen Paul Lestat potrà andare a letto prima (ride, ndr)”.

E guardando avanti: che futuro immagini per Mister Daddy Italia? Nuove tappe, nuovi format, o magari un’espansione internazionale?

“Ci leggi nel pensiero? THE MENTALIST. Avevamo pensato di espanderci a livello europeo. Del resto, posso non immaginarmi a presentare l’evento anche in Spagna?  Ma per ora preferiamo concentrarci sulla seconda possibilità in Versilia. Perché si, ci sarà una nuova e seconda edizione del nostro concorso con nuove vite e nuove storie da raccontare e da conoscere.

E anche con nuovi aneddoti Amarcord da far conoscere ai giovani, dalle canzoni della gioventù dei daddy ad oggetti ormai usciti dal commercio. Tutta la squadra è già in moto per la seconda edizione. 

Permettimi di poter dire GRAZIE pubblicamente a SALVO BONTORE ed al MAMA MIA di Torre del Lago che, oltre ad aver creduto in me, hanno realizzato anche il mo sogno, quello di dimostrare e mettere in scena quello che so fare e che con la gavetta ed il rispetto ho imparato in almeno 10 anni di spettacolo”. 

 

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Stella cometa 16.11.25 - 13:29

Che boni i daddies!