Da oggi le donne trans non potranno più competere in gare di ciclismo internazionale. L’annuncio UCI

russa “Era necessario prendere questa misura per proteggere la categoria femminile e garantire pari opportunità”.

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L’Union Cycliste Internationale (UCI) ha ufficialmente vietato alle donne trans di competere negli eventi femminili internazionali.

L’organo di governo mondiale del ciclismo ne ha dato notizia venerdì 14 luglio, con le nuove regole in vigore da oggi, lunedì 17 luglio 2023.

“D‘ora in poi, alle atlete transgender sarà vietato partecipare agli eventi femminili del calendario internazionale UCI – in tutte le categorie – nelle varie discipline“, ha fatto sapere l’UCI in una nota. Inclusi i Campionati del mondo UCI che si terranno tra un mese a Glasgow. Negli eventi internazionali Masters, ha proseguito UCI, la categoria maschile diventerà la categoria maschile/open. “Qualsiasi atleta che non soddisfi le condizioni per la partecipazione alle gare femminili sarà ammesso senza restrizioni”.

Per giustificare la propria decisione, l’UCI ha affermato che la scienza attuale “non conferma che almeno due anni di terapia ormonale di riaffermazione del genere con una concentrazione di testosterone di 2,5 nmol/L siano sufficienti per eliminare completamente i benefici del testosterone durante la pubertà negli uomini”. “UCI rispetta e sostiene pienamente il diritto degli individui di scegliere il sesso che corrisponde alla loro identità di genere”

L’UCI ha inoltre indicato una “notevole variabilità interindividuale” nella terapia ormonale. A detta dell’Union Cycliste International, “è impossibile escludere” l’impatto di fattori biomeccanici come la dimensione e la disposizione delle ossa.

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“Era necessario prendere questa misura per proteggere la categoria femminile e garantire pari opportunità”, ha aggiunto UCI, che ha inoltre osservato come potrebbero verificarsi ulteriori cambiamenti man mano che “la conoscenza scientifica si evolve”.

Il presidente dell’UCI David Lappartient ha affermato che il ciclismo è uno sport accogliente. “Vorrei anche ribadire che l’UCI rispetta e sostiene pienamente il diritto degli individui di scegliere il sesso che corrisponde alla loro identità di genere, qualunque sia il sesso loro assegnato alla nascita. Tuttavia, ha il dovere di garantire, soprattutto, pari opportunità a tutti i concorrenti nelle competizioni ciclistiche”.

Nel maggio 2022, British Cycling aveva annunciato un divieto simile per le donne transgender nelle gare femminili competitive. Ora è arrivato il divieto internazionale.

© Riproduzione riservata.

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