E venne il giorno di Luca Guadagnino all’81esima Mostra del Cinema di Venezia. Proprio oggi verrà presentato in anteprima mondiale Queer, nuovo attesissimo film del regista di Chiamami col tuo nome, in corsa per il Leone d’Oro. Tratto dall’omonimo romanzo cult di William S. Burroughs e scritto da Justin Kuritzkes, già sceneggiatore di Challengers, Queer è interpretato da Daniel Craig, Drew Starkey, Lesley Manville, Jason Schwartzman, Henrique Zaga, Omar Apollo, Andra Ursuta, Andres Duprat, Ariel Shulman, Drew Droege, Michael Borremans, David Lowery, Lisandro Alonso e Colin Bates.
Acclamato da Alberto Barbera, direttore della Mostra che lo ha definito “il miglior film di Guadagnino”, Queer è ambientato nel 1950. William Lee è un americano sulla soglia dei quaranta espatriato a Città del Messico. Passa le sue giornate quasi del tutto da solo, se si escludono le poche relazioni con gli altri membri della piccola comunità americana. L’incontro con Eugene Allerton, un giovane studente appena arrivato in città, lo illude per la prima volta della possibilità di stabilire finalmente una connessione intima con qualcuno.
Intervistato da Variety alla vigilia della premiere mondiale, Guadagnino ha spiegato come sia rimasto colpito dal libro di Burroughs all’età di 17 anni. “A 17 anni, conoscevo la mia identità sessuale ma la stavo anche scoprendo. Leggere un libro così schietto sull’amore omoerotico ha avuto un ruolo importante. Ma oltre a questo, sono stati il linguaggio e l’immaginazione di Burroughs. Descrive, ad esempio, questa idea del corpo traslucido che si proietta fuori dal corpo fisico alla ricerca del corpo della persona amata. Questa è un’immagine che ha avuto un impatto enorme su di me, ed è nel film”.
La pellicola è andata incontro a dei tagli, con un’ora piena fatta fuori dalla versione finale che oggi approda al Lido. Adattare il romanzo breve di Burroughs è stato tutt’altro che semplice per Guadagnino e Kuritzkes, perché di fatto incompleto.
“Nel processo ci siamo imbattuti nel meraviglioso Oliver Harris, che è il più grande studioso di William Burroughs, ed è stato così utile. Ciò che abbiamo scoperto è che William Burroughs, che ha creato questa immagine che è asciutta, spiritosa, sarcastica e perversa, questo gentiluomo della decostruzione, del cinismo e dell’apocalisse, in realtà era un uomo molto tenero, un uomo molto timido. E questo aspetto ha in un certo senso coltivato l’idea di amore che abbiamo intravisto in tutto il romanzo. Per noi il romanzo non è mai stato un romanzo su un amore non corrisposto, o su un signore anziano che cerca di convincere un uomo più giovane, etero, a ricambiare il suo amore. Abbiamo pensato che ci fosse qualcosa in questo libro che riguardasse di più l’idea di connessione e disconnessione e, cosa più importante, repressione e compressione. Penso che sia io che Justin condividiamo la passione per la seduzione, nel senso che ci piace l’idea di far sì che le persone si colleghino con ciò che vedono e che siano anche intrattenute da ciò che vedono. Quindi per noi, l’idea che questa potesse diventare non solo una grande storia d’amore, ma forse la storia d’amore definitiva, e molto universale, era irresistibile. Ciò che è irresistibile è l’idea di prendere Burroughs e renderlo universale”.
Protagonista indiscusso di Queer è Daniel Craig, indimenticato 007 che si sarebbe concesso la prova recitativa della vita. Ma come è riuscito Guadagnino a convincerlo?
“Dopo che Justin ha scritto la sceneggiatura, ho parlato con il mio agente, il grande Bryan Lourd, e gliel’ho data. E Bryan, che conosceva il libro a memoria, è stato davvero molto acuto nel capire cosa volessimo fare. Stavamo chiacchierando su chi avrebbe potuto essere l’incarnazione [di Burroughs] e ho detto, “Non lo so. Penso che dovrebbe essere qualcuno di iconico.” E lui ha risposto, “E Daniel Craig?”. Ho detto, “Beh, ci ho pensato, ma non lo so. Non oserei mai chiederglielo.” Lui fa, “Perché? Gli piacerebbe.” E io ho detto “Wow! Glielo daresti?”. Lui ha detto, “Certo.” Ha dato la sceneggiatura a Daniel, e Daniel e io eravamo al telefono una settimana dopo. Poi è passata un’altra settimana ed era nel film. Daniel è questa incredibile icona che ha attirato il pubblico in tutto il mondo e lo farà per sempre attraverso James Bond. Ma naturalmente, per me, Daniel è stato anche George Dyer in “Love Is the Devil” di [John Maybury], dove interpreta Francis Bacon. E naturalmente è, onestamente, uno dei grandi attori della sua generazione: così sottile, così profondo e tuttavia così meravigliosamente universale. Quindi quando ha detto, “Sì, ci sto, e sono pronto a tutto ciò che è richiesto per me in questo film”, mi sono sentito davvero come: “Sai cosa? Sono un uomo fortunato”.
Decisamente diversa la decisione presa nei confronti di Drew Starkey, semi-sconosciuto pronto ad esplodere sul grande schermo grazie a Queer.
“Drew Starkey è un altro grande momento della mia carriera. Ero a Londra per “Bones and All” e il mio amico Peter Spears, con cui ho prodotto “Call Me by Your Name”, mi ha detto: “Ehi, sto cercando attori per un film e mi sono imbattuto in questo self-tape di questo ragazzo. Vuoi vederlo perché penso che sia qualcuno che dovresti prendere in considerazione per Allerton?”. Mi ha mostrato questo nastro, che non ha nulla a che fare con “Queer”, ho visto questo ragazzo. Ho detto: “Wow. Straordinario, recitazione incredibile”. Poi abbiamo fatto il processo di casting e abbiamo visto 300 persone e ogni 50 dicevo a Daniel: “Penso che sia ancora il migliore. Sì, ma continuiamo”. Così abbiamo continuato. E dopo il 300esimo, ho detto: “Penso che sia ancora il migliore”, e lui ha detto: “Sì, non c’è nessuno meglio di lui”. In “Queer”, Drew è diventato un giovane uomo degli anni ’50. Il modo in cui muove gli arti, la posa, tutto, i suoi gesti sono così incredibilmente profondamente anni ’50. E vedere un giovane uomo del presente diventare un giovane uomo di quell’epoca, con tutta l’articolazione di quel tempo è fantastico”.
A differenza di Chiamami col tuo Nome, in Queer ci sarà il sesso. “Cosa è cambiato?”, ha chiesto Variety a Guadagnino.
“Non ho mai veramente ascoltato i commenti negativi sulla mancanza di sesso in “Chiamami col tuo nome”. Pensavo che fossero commenti salaci da parte di persone superficiali. E mi addolora che alcuni di questi commenti provengano da persone che adoro (James Ivory, ndr). Questa idea che ci fosse una sorta di negazione del sesso gay nel film, è ridicola. Quando fai un film, l’unica cosa che governa il film è il film stesso. E chiunque voglia mettere un programma in cima al film stesso è stupido. In “Chiamami col tuo nome” ho dovuto lasciare il sipario chiuso per permettere agli amanti di esplorare il loro idillio. Nel caso di “Queer”, questo è un film sul sogno febbrile di connessione e disconnessione. E l’unico modo in cui possiamo davvero comunicare la profondità della loro connessione e la negazione drammatica che li abita è che devi vedere la loro interazione. Dal modo in cui viaggiano insieme; il modo in cui bevono insieme; il modo in cui scopano insieme; al modo in cui sono separati. È parte integrante di questa idea di connessione e disconnessione, o come direbbe Burroughs, disincarnazione”.
Queer è un film di Fremantle, prodotto da The Apartment, una società del gruppo Fremantle e Frenesy Film Company, e da Fremantle North America, in collaborazione con Cinecitta’ spa e Frame by Frame. I produttori del film sono Lorenzo Mieli per The Apartment, una società del gruppo Fremantle, e Luca Guadagnino per Frenesy Film Company. I produttori esecutivi sono, tra gli altri, Justin Kuritzkes, Christian Vesper, James Grauerholz, Peter Spears, Elena Recchia ed Emanuela Matranga.
Lo scenografo è Stefano Baisi, il costumista è Jonathan Anderson, il direttore della fotografia è Sayombhu Mukdeeprom, la musica sarà di Trent Reznor e Atticus Ross, e il direttore del casting è Jessica Ronane in associazione con Luis Rosales, Maurilio Mangano e Valentina Materiale.
Queer arriverà nei cinema d’Italia con Lucky Red.




Buongiorno io sono nuovissima , ma ho già letto tante volte dei vostri articoli. Sono eterosessuale da sempre , sposata , 55 anni , un figlio, vivo a Parma , lavoro come OSS all'ospedale pubblico . Ho avuto un amico infanzia che ha dovuto nascondere la propria omosessualità per quasi 50 anni alla propria madre. La mia di mamme classe 1933 , era al corrente , ma non capiva relazioni omosessuali per lei "bisogna che lo fate di nascosto' . Non vi dico le liti mie con mamma , ma lei non ha mai capito il mio amico. Muore la mamma del mio amico e lui è libero. Solo che il destino del cazzo vuole che lui neanche un paio d'anni dopo muore all'improvviso. Mamma dispiaciuta , ma riguardo al mio pensiero " ha fatto una vita di merda e poi guarda" lei ;"era giusto così , non doveva sapere la mamma" . Una sera a casa sua mi guardo "CMBYN " e dico a mamma " non fa per te , guarda la TV in cucina. Mamma invece guarda il film , io rossa dalla vergogna. Lei neanche una piega. Non fa commenti b, niente. Mamma era anziana ma lucidissima e autonoma Alla fine me la ritrovo dispiaciuta per il mio amico, a chiedersi perché Oliver si sposa e con le lacrime per non potere chiedere scusa al mio amico. Un miracolo. E voleva il seguito per vederli felici . Mamma è morta il 18 aprile 2024 a 91 anni ancora lucida. E diceva che erano matti a non fare il seguito per lo scandalo di Hammer. Vorrei sapere il vostro parere sincero. Hammer non è un Santo , ha fatto errori, drogato , tradito moglie ecc ecc. Ma un cannibale? Uno stupratore? Non è stato neanche processato, ci sono prove che molti probabilmente è stata anche una vendetta da parte della ex moglie. SMS falsi (alcuni) , foto di un morso falso nel documentario ritirata, la principale accusatrice mollata dall'avvocato perché non voleva firmare la dichiarazione (per non incorrere in falsa testimonianza) , la ex moglie molto ambigua,. Eppure solo Guadagnino e Rosenmann hanno speso una parola per lui. Gli altri spariti Brian Swardstrom, il suo compagno, Chalamet. Anzi Chalamet è passato dalla grande amicizia a niente . Quest' uomo è libero. Cadute accuse eppure viene chiamato cannibale e stupratore . E nessuno che dica " ehi un attimo ha 2 bimbi , perché non ci fermiamo un attimo?" Anche Chalamet mi pare si sia venduto molto bene a Hollywood, e non ha aperto bocca. (È talmente bravo, che anche se avesse speso una parola non sarebbe stato compromessa la sua carriera) È la gallina dalle uova d'oro avrebbe vinto Oscar comunque . Vorrei sapere il vostro pensiero. Io molto delusa . Anche perché è inutile predicare tolleranza, inclusione ecc ecc (valori condivisibili) e poi mollare un collega in difficoltà. Allora valgono a GG alterni questi valori? Ma se domani morisse Hammer? Allora tutti dispiaciuti. Hollywood è ipocrita da morire , cancella, non perdona chi vuole lei. Loro ne combinano di tutti i colori e poi fanno la morale. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Mi spiace per Hammer molto, e per il seguito che non si farà mai. E per tutti noi spettatori, che ci avevamo creduto nell'amicizia tra Chalamet e Hammer. E ora dirò una cosa politicamente scorretta ma vi assicuro che non sempre tutte le donne dicono la verità . Bisogna aspettare a giudicare . Lo dico da donna. Ci sono un sacco di persone disposte a tutto per soldi e fama. Ci sono medici che non vogliono più visitare soli pazienti per paura di denunce . Bisogna stare molto attenti alla caccia alle streghe. Vorrei sapere il vostro parere. Su Hammer poi mi spiace particolarmente perché viene attaccato "si merita il peggio. È bianco, bello e viene da una famiglia ricca ebrea' . Scusate ma non è discriminazione anche questa? Di Guadagnino e Rosenmann ho ancora stima .Degli altri no Specie Chalamet , buona vita. Buon oscar buon tutto ma delusione totale. Capisco il silenzio fino alla fine indagine, ma dopo . Puoi dire che sei disorientato? Ma di cosa di essere mangiato? Non si può sentire . Non so se risponderete . Comunque un saluto affettuoso . Peccato , il film con mamma aveva fatto un miracolo, mi sarebbe piaciuto vedere il seguito . Anche se lei non c'è più Grazie Un saluto