Marta Donà, la manager che ha vinto Sanremo con Marco Mengoni e i Maneskin

"All’estero ci sono donne in cima alle classifiche come Taylor Swift o Miley Cyrus. Però sono fiduciosa, con la rinomata lentezza italiana ci stiamo arrivando anche noi a una affermazione al femminile".

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Da ufficio stampa a manager quasi per puro caso grazie a Marco Mengoni. Negli ultimi 10 anni Marta Donà ha vinto per 3 volte il Festival di Sanremo, grazie ai due successi di Mengoni (2013 e 2023) e a quello dei Maneskin, che l’hanno abbandonata subito dopo il trionfo del 2021. Nessuna come lei. Nel mezzo anche un 2° posto con Francesca Michielin nel 2016 e un altro secondo posto con Fedez nel 2021.

Oggi, 8 marzo, Donà ha parlato del ruolo delle donne all’interno della discografia nazionale dalle pagine de Il Fatto Quotidiano, intervistata da Andrea Conti. Lo stesso Mengoni, dinanzi all’ultimo podio allargato del Festival che ha visto 5 uomini su 5 nei primi 5 posti, ha sottolineato la pesante mancanza di un’artista femminile. Concetto così affrontato dalla sua manager.

Credo che abbia avuto questo pensiero subito dopo la vittoria perché ha sempre avuto alle spalle un team di donne. Quindi è giusto porre attenzione alle artiste donne, al di là del genere. Musicalmente è accaduta questa cosa importante e personalmente ritengo che non c’erano brani che non meritassero la cinquina. All’estero ci sono donne in cima alle classifiche come Taylor Swift o Miley Cyrus. Però sono fiduciosa, con la rinomata lentezza italiana ci stiamo arrivando anche noi a una affermazione al femminile. Questo accade già in alcune piattaforme digitali come Spotify con Spotify Equal che promuove l’equità di genere nella musica“.

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Donà è anche un’imprenditrice grazie alla Latarma srl, società che offre servizi di ideazione, gestione e sviluppo per il mondo dell’entertainment, cultura e eventi, con tre divisioni all’interno di una struttura tutta al femminile, under 40. “Nel mio team ho Carlo Lenotti che ha una sua società, la Comunicarlo, ed è il mio braccio destro, sinistro, il mio fianco, la mia spalla e tutto“, ha precisato Donà. “Sto facendo dei colloqui perché stiamo allargando la divisione Records e Entertainment. Casualmente le donne, per competenza e attitudine, sono in pole position. Io mi baso solo su quei requisiti”.

Il trionfo di Mengoni all’ultimo Festival non era stato inizialmente preventivato, perché nessuno aveva pensato a Sanremo 2023. Se non Marco.

“Stavamo lavorando al disco e su ‘Due Vite’ Marco si è soffermato e ha alzato la mano: ‘forse questa canzone meriterebbe di essere presentato al Festival’. Ho sposato il suo spirito con quello che faccio sempre: andare a rafforzare la missione dell’artista”, ha confessato Donà, con Mengoni spinto a partecipare anche dalla presenza di altri artisti di peso, come Giorgia. “‘Se c’è anche lei non posso non esserci anche io‘, ha detto Marco, esprimendo una grande stima nei suoi confronti”, ha precisato la sua manager, convinta a cambiare lavoro dallo stesso Mengoni, nel 2011.

Marco ha voluto me perché lui sostiene che io non mi soffermo a guardare quello che c’è oggi, domani o dopodomani. Ma mi spingo su una visione da costruire e realizzare, lunga anche cinque anni“.

All’epoca Donà era l’ufficio stampa Sony di Marco, che un bel giorno le chiese: “perché non cambi la tua vita e fai la mia manager?”. Da lì è cambiato tutto. L’iniziale tentennamento si è presto trasformato in fiducia. Marta ha abbandonato la Sony e ha accettato la sfida Mengoni. Il resto è storia.

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