Un gruppo di 40 atlete professioniste, olimpiche e paralimpiche ha preso carta e penna e firmato una lettera di protesta contro i sempre più frequenti e recenti divieti sportivi alle atlete trans.
Tra le firmatarie la diva del calcio Megan Rapinoe, la star del basket Sue Bird e la calciatrice Becky Sauerbrunn. Ma a sostegno della lettera, pensata dal gruppo di difesa LGBTQ Athlete Ally e indirizzata alla Camera dei Rappresentanti, ci sono sportive in arrivo anche varie realtà.
La lettera richiama il “Protection of Girls and Women in Sports Act” proposto dai repubblicani d’America, l’HR 734, che vieterebbe alle ragazze e alle donne transgender e intersessuali di competere negli sport in tutto il Paese. Se il disegno di legge dovesse passare, diventerebbe parte della legislazione del titolo IX, che impedisce la discriminazione basata sul genere. L’amministrazione Biden proprio la scorsa settimana ha proposto nuove linee guida che impedirebbero divieti generalizzati e a titolo definitivo alla partecipazione delle atlete transgender, ma consentirebbero comunque di escludere le donne trans in alcuni scenari specifici.
Le 40 atlete firmatarie hanno sottolineato come il disegno di legge proposto “non proteggerebbe le donne nello sport“, in quanto escluderebbe donne e ragazze dall’ottenere i necessari “benefici per la salute mentale e fisica“.
“Noi crediamo che ogni bambino meriti di vedere la propria vita cambiata in meglio, potendo partecipare allo sport che ama“, si legge nella lettera.
“Come atlete professionistiche, olimpiche e paralimpiche, abbiamo dedicato la nostra vita allo sport. Lo sport ci ha dato i nostri più grandi amici, ci ha insegnato incredibili lezioni di vita e ci ha dato la fiducia e la spinta per avere successo nel mondo. Quelle di noi che amano lo sport sanno che il suo valore va ben oltre il campo di gioco, per sviluppare un senso di sé e identità e riflettere ciò che apprezziamo come comunità. Lo sport è un formidabile sfogo per la salute fisica e mentale, insegna preziose lezioni sul lavoro di squadra e sulla disciplina e ci ha portato in una comunità che durarà per tutta la vita. Ogni singolo bambino dovrebbe avere accesso al potere salvavita dello sport”. “Se questo disegno di legge dovesse passare, le ragazze e le donne transgender e intersessuali di tutto il paese saranno costrette a sedersi in disparte, lontane dai loro coetanei e dalle loro comunità. Inoltre, il controllo di chi potrà e non potrà praticare sport a scuola porterà molto probabilmente al controllo dei corpi di tutte le ragazze, comprese quelle cisgender. Ciò scoraggerà le ragazze dal praticare sport e creerà ulteriori barriere. Negare ai bambini l’accesso a un luogo in cui possono ottenere significativi benefici per la salute mentale e fisica e imparare lezioni per tutta la vita che derivano dall’essere parte di una squadra e dal lavorare sodo per i propri obiettivi non protegge le donne nello sport”.
“Crediamo che l’uguaglianza di genere nello sport sia fondamentale, motivo per cui esortiamo i responsabili politici a rivolgere la loro attenzione e i loro sforzi alle cause che le atlete combattono da decenni, tra cui la parità di retribuzione, la fine di abusi e maltrattamenti, l’applicazione irregolare del Titolo IX e una mancanza di accesso ed equità per le ragazze di colore e le ragazze con disabilità, solo per citarne alcune“, prosegue la lettera. “La nostra speranza più profonda è che i bambini transgender e intersessuali non debbano mai sentire l’isolamento, l’esclusione e tutto quello che la HR 734 sta cercando di sancire nella legge“.
Venti Stati d’America hanno già approvato divieti alla partecipazione delle atlete transgender negli sport tra scuole pubbliche e college. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono stati Kansas, Carolina del Sud, Tennessee, Georgia e Oklahoma. Nelle ultime settimane anche World Athletics ha sancito il divieto di partecipazione delle donne trans alle gare di atletica, come già accaduto con nuoto, rugby e ciclismo.
Donald Trump, primo ex presidente della storia incriminato ma ugualmente ricandidato alla Casa Bianca, ha promesso che se dovesse vincere le elezioni del 2024 vieterà la partecipazione sportiva delle atlete trans a livello nazionale.
Firmatari Lettera
Abby Dunkin, giocatrice di basket paralimpica, medaglia d’oro, Team USA
Alison Desir, autrice, attivista e runner
Angela Hucles, dirigente sportiva americana ed ex calciatrice professionista
Becky Sauerbrunn, calciatrice, medaglia d’oro olimpica, Team USA
Bella Bixby, calciatrice
Brad Stuver, calciatrice
Caitlin Cosme, calciatrice
Carly Nelson, calciatrice
Carrie Sheinberg, ex sciatrice alpina, Team USA
CeCe Telfer, prima persona apertamente transgender a vincere un titolo NCAA
Celia Jiménez, calciatrice
Chris Mosier, triatleta
Devin Ibanez, rugbista
Emily Menges, calciatrice
Erika Lawler, ex hockeista su ghiaccio, Team USA
Esther Lofgren, canottiera, Team USA
Grete Eliassen, ex sciatrice freestyle
Gwen Berry, martellista statunitense
Imani Dorsey, calciatrice
JayCee Cooper, Powerlifter
Jessica Mendoza, giocatrice di Softball
Johnny Stanton, calciatrice
Kaiya McCullough, calciatrice
Kaylie Collins, calciatrice
Kendall Chase, canottiera
Layshia Clarendon, giocatrice di basket
Lori Lindsey, calciatrice
Madison Packer, giocatrice di hockey
Meaghan Nally, calciatrice
Megan Rapinoe, calciatrice
Meghan Duggan, giocatrice di hockey
Meghan Klingenberg, calciatrice
Meghan O’Leary, vogatrice olimpica
Mikey Lopez, calciatrice
Naya Tapper, rugbista
Pam Boteler, canoista
Patricio Manuel, Boxer
Sophia Herzog-Gibb, nuotatrice paralimpica
Sue Bird, giocatrice basket
Tziarra King, calciatrice
