Anche per il 2024, come facciamo dal 2022, abbiamo selezionato il meglio del videogioco LGBTQIA+ per fare un bilancio dell’anno trascorso. Nel 2024, abbiamo scelto il miglior videogioco LGBTQIA+ non commerciale (distribuito gratuitamente e senza possibilità di fare acquisti al suo interno), il miglior videogioo LGBTQIA+ commerciale, il miglior evento incentrato su videogiochi e comunità LGBTQIA+ e infine la notizia più importante che riguarda come il videogioco mainstream e l’industria in generale trattano le tematiche LGBTQIA+.

Migliore videogioco LGBTQIA+ non commerciale del 2024: Sudden Death

I migliori videogiochi LGBTQIA+ del 2024: Migliore videogioco LGBTQIA+ non commerciale del 2024 Sudden Death

Una squadra di football australiano della (immaginaria) Unlimited Football League, gli East Glenvale Pikers, non ha alcuna speranza di vincere il campionato della sua lega e decide allora di fare ricorso a sostanze di dubbia legalità. Intanto, seguiamo la relazione omosessuale tra due dei suoi giocatori. Sudden Death è un racconto completamente lineare, senza scelte o bivi, ma usa gli strumenti digitali per arricchire la sua narrazione con suoni, immagini e interfacce, muovendosi tra diversi punti di vista e diversi registri narrativi. A volte leggiamo una discussione in chat o un articolo online con la sua sezione di commenti, altre volte assistiamo a una partita che ci viene descritta attraverso grafici animati e sceneggiature cinematografiche. È il punto di arrivo di una ormai lunga tradizione che ha molto a che vedere con il rapporto tra galassia LGBTQIA+ e videogioco. Negli ultimi 15 anni, le comunità LGBTQIA+ hanno usato i racconti interattivi come strumento principale per raccontarsi con il medium videoludico. Anche perché queste opere sono più facili da programmare e da distribuire online, e permettono quindi di evitare quelle barriere (anche ma non solo economiche) che escludono dall’industria videoludica le persone più marginalizzate. Non bisogna conoscere il football australiano per godersi i 45 minuti di durata di Sudden Death: qua lo sport diventa una lente queer per parlare del rapporto con i corpi e con la società che questi corpi plasma con la sua devozione alla performance.

Sudden Death di Cecile Richard e nat_pussy (con la collaborazione di isyourguy) è stato realizzato per la jam di sviluppo videogiochi a tema “Bodies in Motion” (“Corpi in movimento”) organizzata dal collettivo Domino Club. Potete giocarlo dirattemente (e gratuitamente) online attraverso il vostro browser internet, senza bisogno di scaricarlo e installarlo, e ha testi in inglese, con parecchio gergo sportivo australiano.

https://dominoclub.itch.io/sudden-death

Migliore videogioco LGBTQIA+ commerciale del 2024: Sorry We’re Closed

I migliori videogiochi LGBTQIA+ del 2024: Migliore videogioco LGBTQIA+ commerciale del 2024: Sorry We're Closed

Dopo tre anni Michelle non riesce ancora a dimenticare la sua ex, anche perché è diventata l’attrice protagonista di una soap opera di successo. Ma non è l’unica persona con il cuore spezzato. Una notte, viene visitata da La Duchessa, unǝ demone che rapisce persone e le porta nell’hotel che gestisce perché in cerca di qualcunǝ che lǝ ami. La Duchessa impone su Michelle una maledizione, che le dà però la facoltà di vedere oltre il mondo umano, in quello di demoni e angeli. E con questo potere e qualche arma demoniaca Michelle inizia la lotta per riprendere il controllo della sua vita. Ogni giorno, dopo lavoro, la protagonista esplora il quartiere londinese dove vive per aiutare la sua popolazione umana, demoniaca e angelica. E poi si inoltra dentro pericolosi labirinti alla ricerca di altre persone maledette come lei, perché solo uccidendole e rubandone i poteri potrà diventare abbastanza forte da sfuggire a La Duchessa. Sorry We’re Closed recupera gli aspetti più ostici di quella tradizione “survival horror” di cui fanno parte serie come Resident Evil e Silent Hill: una grafica sintetica, dove molto è lasciato all’immaginazione, inquadrature fisse o comunque predeterminate nelle fasi esplorative, l’impossibilità di muoversi mentre si mira ai nemici, poche risorse da sfruttare con oculatezza per sopravvivere. Ma arricchisce la formula con colori fluo e ne dà una lettura queer. Queer non solo perché piena di personaggi che fanno parte della galassia LGBTQIA+, ma soprattutto perché racconta un mondo ostile verso una comunità fatta di entità (non solo umane) fuori dalla norma. Personaggi sbagliati e storti e imperfetti quanto lo è questo videogioco, che è alla fine una storia su come l’amore possa (anzi, debba) travolgere argini e squassare paesaggi.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Sorry We’re Closed del duo à la mode games, pubblicato da Akupara Games è disponibile per PC e dovrebbe arrivare in seguito anche su console. Il videogioco ha testi in inglese.

https://alamode.games/

Miglior evento videoludico LGBTQIA+ del 2024: IN/VISIBILЗ

I migliori videogiochi LGBTQIA+ del 2024: Miglior evento videoludico LGBTQIA+ del 2024: IN/VISIBILЗ
Immagine per gentile concessione di IN/VISIBILЗ

Per il secondo anno di seguito premiamo come miglior evento LGBTQIA+ il festival IN/VISIBILЗ – elaborazioni intersezionali per il mondo ludico, dedicato al rapporto tra gioco e identità marginalizzate e organizzato da Daniele Bonaiuti, Mario Di Bernardo, Stefano Di Bernardo, Marco Spelgatti, Mattia Belletti, Letizia Vaccarella e Maura Saccà. Nella prima edizione, quella del 2023, il festival si era incentrato su questioni di genere, orientamento sessuale e identità di genere. Stavolta ha spinto ulteriormente il suo approccio intersezionale, in cui cioè lotte diverse e diverse discipline si incrociano e si supportano, e ha scelto come tema le “contaminazioni”, con incontri e assemblee plenarie che hanno fatto dialogare queerness, rapporti inter-specie nell’epoca del cambiamento climatico, femminismi e disabilità. Nel panel di apertura era presente tra l’altro Natascia Maesi, presidente nazionale di Arcigay, che ha fatto una serie di importanti interventi sul gioco come luogo di sperimentazione (anche queer) per la trasformazione della realtà e come “spazio di resistenza” per le identità LGBTQIA+. IN/VISIBILЗ si sta insomma affermando come uno dei pochi eventi italiani capaci di trattare gioco e videogioco dal punto di vista culturale e non meramente come merci da vendere e consumare. A questo festival si gioca (abbiamo tra l’altro avuto l’occasione di provare in anteprima il promettente In Their Shoes di We Are Muesli) ma soprattutto ci si riunisce e si discute.

La prossima edizione di IN/VISIBILЗ si terrà a Firenze il 26 e 27 aprile 2025.

https://www.invisibil3.it/

Miglior notizia videoludica LGBTQIA+ del 2024: Dragon Age: The Veilguard permette di interpretare personaggi non-binari e trans

I migliori videogiochi LGBTQIA+ del 2024: Miglior notizia videoludica LGBTQIA+ del 2024: Dragon Age: The Veilguard permette di interpretare personaggi non-binari e trans

Le serie di videogiochi degli studi Bioware di Electronic Arts, la fantasy Dragon Age e la fantascientifica Mass Effect, sono state sempre piuttosto apprezzate nel mondo LGBTQIA+ perché danno la possibilità di interpretare e incontrare personaggi diversi con diversi orientamenti sessuali. Electronic Arts sta anche mostrando una certa attenzione verso le identità non-binarie, e il suo videogioco Wild Hearts è stato persino la prima opera audiovisiva mainstream a essere interamente doppiata usando lo schwa. Il nuovo Dragon Age: The Veilguard compie un ulteriore passo in questa direzione, ed è il primo videogioco ad alto budget a permettere di interpretare personaggi non-binari e trans dando loro opzioni uniche e specifiche nei dialoghi quando il discorso riguarda tematiche affini a quella dell’identità di genere. Dragon Age: The Veilguard tratta non-binarismo di genere e transgenderness, insomma, non come mere opzione di personalizzazione estetica, ma come parte integrante dell’identità del personaggio e quindi come qualcosa che modifica la sua interazione con il mondo di gioco. È molto dibattuto, al momento soprattutto da parte di uomini etero e cisgenere, se sia stato fatto bene. Dragon Age: The Veilguard ha inoltre un personaggio secondario non-binario scritto da Trick Weeks, scrittorǝ non-binariǝ che da tempo lavora con Bioware, doppiato dallǝ attorǝ non-binaria Jin Maley e con una sottotrama incentrata proprio sull’esplorazione della sua identità di genere. E, ed è rarissimo nella grande industria videoludica, Dragon Age: The Veilguard è diretto da una donna trans, Corinne Busche.

Dragon Age: The Veilguard di Electronic Arts è disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series S e X. Il videogioco ha parlato in inglese ma sottotitoli e menù anche in italiano.

https://www.ea.com/it-it/games/dragon-age/dragon-age-the-veilguard

immagine di copertina da Sorry We’re Closed di à la mode games e da Akupara Games.

© Riproduzione riservata.