Il videogioco Wild Hearts sceglie di usare lo schwa. Pure nel doppiaggio

Un videogioco, Wild Hearts di Koei Tecmo e Electronic Arts, è forse la prima opera audiovisiva a usare lo schwa nel suo doppiaggio italiano.

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Il videogioco Wild Hearts è il primo a usare lo schwa anche nel suo doppiaggio
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Finalmente un’opera audiovisiva usa lo schwa, nel suo doppiaggio italiano, per riferirsi ai personaggi di genere non binario. Si tratta del videogioco di “caccia ai mostri” Wild Hearts, sviluppato dallo studio Omega Force di Koei Tecmo per il grande editore Electronic Arts, solitamente abbreviato come EA. Per intenderci, è l’editore di The Sims e FIFA. E l’esperimento è un successo.

Schwa e persone non binarie

Le persone di genere non binario sono persone che non si riconoscono, per un motivo o per un altro, nella netta opposizione binaria tra uomo e donna. Non si sentono uomo o donna, non si presentano come uomo o donna e non vogliono definirsi uomo o donna, e possono esprimere questa loro identità di genere non binaria in una varietà di modi, tra cui chiedendo che non siano usate espressioni maschili o femminili per rivolgersi loro. È facile in inglese, dove da secoli esiste un pronome gender neutral, il they singolare. È più difficile in italiano, dove però negli ultimi anni si è fatto largo lo schwa, un suono rappresentato da una e rovesciata (ǝ) e presente già in molti dialetti italiani. È il suono della seconda e terza vocale del napoletano “mammeta” per esempio, ed è diffusissimo in altre lingue come inglese e tedesco. Lo schwa viene usato in italiano al posto delle desinenze maschili o femminili in fondo alle parole sia per evitare i cosiddetti “maschili sovrestesi” (i maschili plurali usati per indicare insiemi di persone, cose e concetti di generi grammaticali diversi) sia per parlare, appunto, delle persone di genere non binario.

La scelta del "pronome" nel videogioco Wild Hearts, dove si può scegliere di interpretare un personaggio non binario

Come Wild Hearts è stato tradotto con lo schwa

Electronic Arts ha già introdotto diversi personaggi non binari nelle opere della compagnia, come Bloodhound nel videogioco “in stile Fortnite” Apex Legends, ma finora questi elementi erano rimasti piuttosto in secondo piano e si erano un po’ persi nella traduzione. Nel doppiaggio italiano, per esempio, Bloodhound si riferisce a se stessǝ al feminile. Così, c’erano già stati adattamenti di videogiochi che avevano usato lo schwa nella loro traduzione italiana, come Neo Cab di Chance Agency e Fellow Traveller e Chicory: A Colorful Tale di Greg Lobanov, Alexis Dean-Jones, Lena Raine, Madeline Berger, A Shell in the Pit e Finji. E di recente anche Wo Long: Fallen Dynasty, altro videogioco sviluppato da uno studio di Koei Tecmo, ha utilizzato lo schwa nella sua versione italiana, sollevando tra l’altro un po’ di polemiche tra i gamer anche per un’implementazione confusa e caotica di questa soluzione. Non abbiamo potuto approfondire molto la questione, perché le persone che hanno tradotto Wo Long: Fallen Dynasty non sono state accreditate e Koei Tecmo ha rifiutato di rilasciarci dichiarazioni su questa localizzazione o di indicarci da chi è stata realizzata. Ma in tutti questi casi i videogiochi o non erano doppiati o non erano doppiati in italiano: Wild Hearts è il primo caso di cui siamo a conoscenza di videogioco doppiato in italiano con lo schwa, e uno dei primi casi in assoluto, in italiano, di uso dello schwa in un’opera audiovisiva. All’inizio del videogioco è possibile creare un nostro avatar personalizzato, e se scegliamo che il personaggio sia di genere non binario il gioco e gli altri personaggi si rivolgeranno a lǝi, anche nel parlato, usando lo schwa.

“I primi personaggi non binari iniziarono a comparire nei nostri videogiochi già qualche anno fa e qui alla divisione Localizzazione di EA cominciammo subito a pensare a come rappresentarli correttamente, considerando i vari limiti imposti dagli standard grammaticali e dalla nostra mancanza di conoscenza dell’argomento” ci spiega via email Amanda Hawthorne, Inclusive Language Specialist di Electronic Arts, che è una delle prime grandi compagnie videoludiche ad avere una figura specifica per curare il linguaggio inclusivo delle sue opere. La squadra italiana che si occupa di localizzazione ci ha ragionato su, ha controllato siti, forum, articoli accademici e materiali scritti da linguistǝ e anche se non ha trovato un consenso generale su come le persone non binarie esprimano linguisticamente la loro identità di genere ha notato che lo schwa fosse ormai la soluzione più popolare. “Ci è particolarmente piaciuto, perché era qualcosa di nuovo, ed è efficace anche visivamente.” A quel punto, EA ha realizzato delle linee guida, seguendo il sito “Italiano inclusivo” (https://italianoinclusivo.it/) come riferimento principale. La guida, che EA intende usare per tutti i personaggi non binari, è stata in seguito condivisa e discussa con chi si occupa di traduzione (nei riconoscimenti di Wild Hearts riconosciamo il nome di almeno una traduttrice verso l’italiano, Carmen Simio) ed è stata revisionata da una persona italiana e di genere non binario che si occupa di linguaggi inclusivi.

Come Wild Hearts è stato doppiato con lo schwa

“Il doppiaggio è stato un’interessante sfida per noi, perché non riuscivamo a trovare traccia dell’uso dello schwa in alcun film, videogioco o serie televisiva” ha continuato Hawthorne. “Abbiamo dovuto spiegare allǝ doppiatorǝ cosa volevamo fare, come si usasse lo schwa e che scopo avesse. La maggior parte non era familiare con questo suono, quindi hanno speso un po’ di tempo a imparare a pronunciarlo.” Quando abbiamo chiesto se ha aiutato la presenza del suono dello schwa in diversi dialetti italiani, come appunto il napoletano, Hawthorne ha risposto che “siccome ci troviamo a Milano, e simili suoni sono presenti soprattutto nei dialetti meridionali, non è stato molto utile.” Doppiatorǝ napoletanǝ, andate a salvare Milano dal cisetero patriarcato!

Immagine dal videogioco Wild Hearts di Koei Tecmo e Electronic Arts, che usa lo schwa nella sua versione italiana

Comunque, non sembra che lǝ doppiatorǝ abbiano avuto particolari difficoltà ad abituarsi all’uso dello schwa. Wild Hearts dimostra non solo che i videogiochi, e in generale le opere audiovisive, possono essere realizzate e localizzate con lo schwa, ma che alla fine pronunciarlo non è così difficile. E se avete bisogno di ripetizioni ora potete ripassare come si pronunci mentre combattete contro i mostri giganti di Wild Hearts.

Wild Hearts di Koei Tecmo e Electronic Arts è disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X e Series S e PC.

Immagine di copertina: Wild Hearts di Koei Tecmo e Electronic Arts (immagine da Steam)

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