No Kings Day, il 28 marzo a Roma la manifestazione contro guerra e deriva autoritaria: in piazza anche la comunità LGBTQIA+

Corteo nazionale a Roma il 28 marzo per il No Kings Day: protesta contro riarmo, autoritarismi e politiche del governo. Presenti anche associazioni e realtà LGBTQIA+.

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Roma, 28 marzo: No Kings Day, la piazza contro guerra, autoritarismi e attacchi ai diritti LGBTQIA+
Roma, 28 marzo: No Kings Day, la piazza contro guerra, autoritarismi e attacchi ai diritti LGBTQIA+
5 min. di lettura

Il 28 marzo 2026 Roma diventa il centro di una mobilitazione nazionale e internazionale che intreccia diritti civili, pace e democrazia. Si chiama No Kings Day ed è una manifestazione che nasce da un percorso politico e sociale iniziato mesi fa e che ora approda nella Capitale con il chiaro obiettivo di opporsi a quella che viene definita una deriva autoritaria globale e nazionale.

L’appuntamento è fissato per le ore 14:00 a Piazza della Repubblica (Piazza Esedra), con corteo nazionale a partire dalle 15. Ma la giornata inizierà già prima, con la “marcia degli invisibili”, prevista alle 12:00 al Colosseo, contro le politiche migratorie e le morti nel Mediterraneo.

 

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No Kings Day: cos’è e come nasce la mobilitazione

No Kings, la manifestazione a Bologna
No Kings, la manifestazione a Bologna

Il No Kings Day non è una protesta improvvisata, ma il risultato di un percorso iniziato il 15 novembre 2025 a Roma e proseguito con l’assemblea nazionale di Bologna del 24 e 25 gennaio 2026. In questi mesi, movimenti, associazioni, reti e realtà politiche hanno costruito una convergenza che oggi si traduce in una mobilitazione diffusa.

Gli organizzatori parlano di una “nuova alleanza ribelle che viene dalle città e dai territori”, nata per contrastare quello che definiscono il ritorno di logiche autoritarie e oligarchiche. Nel manifesto si legge chiaramente:

“La pace che promettono è solo dominio: ogni accordo smantella autonomia, diritti, resistenze. Il loro regime è la guerra permanente”.

Il 28 marzo sono previste mobilitazioni parallele anche negli Stati Uniti, a Londra, ad Atene e in altre città europee. L’obiettivo è costruire una rete globale contro guerra, riarmo e restringimento delle libertà.

Il messaggio politico: “Contro i re e le loro guerre”

Al centro della manifestazione c’è uno slogan forte: “Contro i re e le loro guerre”. I “re” non sono solo figure politiche, ma simboli di un sistema di potere che, secondo i promotori, attraversa governi, economia e tecnologia.

Il testo di convocazione del corteo parla esplicitamente di un progetto politico più ampio:

“I decreti sicurezza, la svolta autoritaria, il premierato, l’attacco alla giustizia […] non sono provvedimenti separati: sono un progetto di società”.

E ancora:

“Hanno scommesso sull’Europa delle nazioni contro l’Europa dei diritti. Hanno accelerato ovunque: nelle leggi, nel linguaggio, nella repressione”.

La critica si estende anche alla politica internazionale e alla gestione dei conflitti, con un riferimento diretto a una narrazione che normalizza la guerra come orizzonte permanente:

“Un progetto comune che lega il governo Meloni alla traiettoria globale dell’autocrazia e del potere oligarchico, da Trump in poi”.

 

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Le realtà LGBTQIA+ in piazza: carro e spezzone contro il governo e le sue politiche

Alla manifestazione del 28 marzo a Roma sarà presente anche uno spezzone LGBTQIA+ organizzato, con un proprio carro e una piattaforma politica condivisa. A promuoverlo sono Agedo Roma, Famiglie Arcobaleno, Gaynet e Ygrò, con il sostegno di Agapanto e di numerose associazioni e realtà della comunità.

Tra le adesioni già annunciate figurano anche Agedo Nazionale, Arcigay Roma, Arcigay Nazionale, CEST, Di’Gay Project, Libellula, Circolo Mario Mieli, NELFA (Rete Europea Famiglie Arcobaleno), NUDI, Polis Aperta, Plus Roma, Rete Genitori Rainbow e Tgenus, in un fronte ampio e trasversale che porterà in piazza rivendicazioni condivise. Lo slogan scelto è esplicito: “Don’t be a King, just be a Queer”. Il concentramento è sempre alle ore 14:00, in Piazza Esedra.

La partecipazione delle realtà LGBTQIA+ si inserisce dentro una critica più ampia alle politiche del governo. Nel testo congiunto diffuso dalle associazioni si legge:

“Sin dal suo insediamento, questo governo ha portato avanti politiche molto chiare, attraverso la criminalizzazione della genitorialità arcobaleno, l’attacco alla salute delle persone trans, il sostegno malcelato ai movimenti antiabortisti e l’ossessione per il gender nelle scuole”.

Una linea politica che viene descritta come parte di un disegno più ampio:

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“Un disegno degno dei peggiori ‘re’, machisti e patriarcali, che in questo momento minacciano il pianeta, da Trump a Putin passando per Orban”.

Nel documento si richiama anche il contesto internazionale e la dimensione globale della mobilitazione:

“Il No Kings Italy è parte di una grande mobilitazione internazionale che nello stesso giorno unirà diverse città del mondo contro guerre, autoritarismi e attacchi allo stato di diritto”.

Le associazioni rivendicano inoltre una presenza politica chiara e continuativa:

“Saremo in piazza con la stessa determinazione di tutti i giorni, contro un governo che colpisce la nostra comunità, i nostri figli e figlie, e promuove un’idea patriarcale di società e di famiglia fuori dalla storia”.

Tra le richieste principali, torna quella già avanzata nei mesi scorsi:

“Portiamo in questa piazza la richiesta di ritiro immediato dei disegni di legge attualmente in discussione che minacciano i diritti e le libertà di tutt3, dal ddl Valditara sull’educazione sessuo-affettiva al ddl Schillaci-Roccella contro i minori con varianza di genere”.

Accanto alla critica politica, lo spezzone LGBTQIA+ porterà in piazza anche le proprie rivendicazioni storiche, dal riconoscimento di tutte le famiglie e delle diverse forme di genitorialità al diritto all’identità di genere e all’autodeterminazione, fino al contrasto ai crimini d’odio e alle pratiche di conversione.

La giornata del 28 marzo: programma e appuntamenti

Il programma della giornata prevede diversi momenti. Nel dettaglio:

  • Ore 12:00 – Marcia degli invisibili, Colosseo (Metro B), contro le politiche migratorie e le morti nel Mediterraneo
  • Ore 14:00 – Concentramento a Piazza della Repubblica
  • Ore 15:00 – Partenza del corteo nazionale No Kings

La sera precedente, il 27 marzo, è previsto anche un concertone gratuito alla Città dell’Altra Economia, pensato come momento di aggregazione e apertura della mobilitazione.

Gli organizzatori parlano di una giornata che deve andare oltre la semplice protesta:

“Il 28 Marzo deve essere qualcosa di più di una data: un passaggio di una forza collettiva ampia che attraversa tutto il paese”.

 

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Una mobilitazione globale: “Together, il tempo della libertà”

Uno degli elementi più evidenti del No Kings Day è la sua dimensione internazionale. Lo slogan scelto, “Together, battiamo il tempo della libertà”, restituisce l’idea di una mobilitazione che non si ferma ai confini nazionali, ma prova a costruire un fronte comune tra Paesi diversi.

Nel testo di lancio si sottolinea infatti come il 28 marzo non sarà una giornata isolata: “Il 28 marzo questo succederà non solo in Italia ma anche in Inghilterra, in altre parti d’Europa e negli Stati Uniti”.

Un messaggio che insiste sulla dimensione collettiva e condivisa della protesta: “Insieme, contro i re e le loro guerre. Il tempo del Together è appena iniziato”.

L’obiettivo, dichiarato senza mezzi termini, è quello di segnare un cambio di fase: “È finita l’era dei Re, comincia quella della libertà”.

Diritti LGBTQIA+, pace e democrazia: perché questa piazza riguarda tuttə

La manifestazione del 28 marzo mette insieme temi diversi ma profondamente intrecciati: diritti LGBTQIA+, politiche migratorie, guerra, democrazia, economia. Per le realtà queer, la piazza rappresenta anche uno spazio di resistenza politica: “Adesso sta a noi gridare forte e chiaro […] le parole d’ordine della riscossa: pace, libertà e autodeterminazione per tutt3!”.

Una mobilitazione che intreccia diritti e visione del futuro, non solo una protesta ma un tentativo di costruire un’alternativa politica e culturale.

Il 28 marzo, dunque, è un passaggio che punta a ridefinire alleanze, linguaggi e priorità. E che, almeno nelle intenzioni di chi lo organizza, vuole segnare un punto di svolta.

Roma sarà il punto di incontro. Ma la sfida, come ricordano gli organizzatori, è molto più ampia.

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