Oriana Fallaci era omofoba? “Lobby gay”, matrimoni e Pride: il risvolto inedito di una scrittrice controversa

Una donna che ha diviso il mondo con il suo pensiero. Il lato inedito di Oriana Fallaci, tra critiche feroci e gesti inaspettati verso la comunità LGBTQIA+.

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Oriana Fallaci
Oriana Fallaci era omofoba? Le sue controverse dichiarazioni.
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Oriana Fallaci, una delle giornaliste più celebri e controverse del Novecento, continua a far discutere anche dopo la sua scomparsa. Amata, osannata, odiata, criticata: il suo pensiero non conosceva mezze misure. Se da un lato era una figura rivoluzionaria e promotrice di temi sociali come l’aborto, dall’altro le sue posizioni sulla comunità LGBTQIA+ erano decisamente meno progressiste.

Ma cosa pensava realmente dell’omosessualità?

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Oriana Fallaci era omofoba? Il primo confronto con l’omosessualità

Nel 1962 Oriana Fallaci pubblicò il romanzo Penelope alla guerra, che segnò il suo primo confronto letterario con il tema dell’omosessualità. 

La protagonista Giovanna, una giovane italiana a New York, si ritrova immersa in una società che sfida le sue certezze e che include anche relazioni omosessuali. 

Tuttavia, sebbene l’argomento sia presente, non assume un ruolo centrale nel romanzo e non viene trattato in maniera esplicitamente problematica.

Il vero scontro: “Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse”

Le opinioni più controverse su omosessualità, matrimoni e adozioni gay emergono nel libro Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse (2004). Nel libro la scrittrice critica aspramente l’allora primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, colpevole di aver legalizzato il matrimonio egualitario.

Ecco alcuni passaggi delle sue dichiarazioni: “La bravata del senor Zapatero che imitando il sindaco di San Francisco, buttava alle ortiche il concetto biologico di famiglia e autorizzava il matrimonio gay”, scrive Fallaci, definendo la decisione una “provocazione legata alla pretesa di adottare i bambini e sovvertire il concetto biologico di famiglia”.

“Il matrimonio è l’unione di un uomo e di una donna. Non capisco, invece, perché in una società dove tutti possono convivere liberamente, gli omosessuali sentano l’improvviso e acuto bisogno di sposarsi”, aggiunse.

Parole che, oggi più che mai, appaiono come un rifiuto totale della lotta per i diritti civili. Ma era davvero omofoba Oriana Fallaci?

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Fallaci contro la “lobby gay” e il Pride

L’autrice non si limitò ad attaccare i diritti civili della comunità LGBTQIA+, ma criticò anche il concetto stesso di “movimento”. Nelle sue parole emerge un discreto fastidio nei confronti della cosiddetta “lobby gay”: “Mi dà fastidio quando, come il femminismo, si trasforma in ideologia. Quindi in categoria, in partito, in lobby economico-cultural-sessuale”.

Non mancarono nemmeno le critiche al Pride: “Mi dà fastidio anche quando, attraverso le loro lobby, a discriminare il prossimo sono proprio gli omosessuali. E ancor più quando offendono con le becere Gay Parades alle quali si presentano seminudi o travestiti e truccati da baldracche”.

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Parole forti che oggi, in una società più attenta all’inclusività, suonano come un attacco gratuito a chi ha sempre lottato per il riconoscimento dei propri diritti.

I suoi racconti personali

Nonostante le sue dichiarazioni, Oriana Fallaci si difendeva dall’accusa di omofobia. In un passaggio del suo libro, racconta di aver aiutato due giovani omosessuali cacciati di casa dal proprietario per il loro orientamento sessuale: “Guai a chi fa del male a un omosessuale in quanto omosessuale. Anni fa, nel mio villaggio in Toscana, il postino mi raccontò che due omosessuali erano rimasti senza casa perché il padrone li aveva cacciati. Io non li conoscevo, ma udire una cosa simile mi mandò il sangue al cervello. Per principio”.

Dunque, se da un lato affermava di rispettare gli individui, dall’altro negava loro quei diritti fondamentali che oggi consideriamo inalienabili. 

Un altro episodio significativo è la sua amicizia con Pier Paolo Pasolini, uno dei più importanti intellettuali e poeti italiani, apertamente gay. 

Fallaci ricorda con affetto un pranzo insieme, durante il quale i due discussero della sua omosessualità: “Eravamo in un ristorante lungo la via Appia, ricordo, e seduti al tavolo aspettavamo Alekos che era molto in ritardo a causa d’uno sciopero aereo. D’un tratto Pier Paolo mi accarezzò una mano e riferendosi al mio libro Lettera a un bambino mai nato (libro che odiava) mormorò: «Quanto a infelicità, anche tu non scherzi». Credendo che si riferisse al mio libro gli chiesi da dove venisse quell’ anche, il discorso scivolò immediatamente sulla sua incontrollabile omosessualità”.

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Oriana Fallaci oggi: un pensiero superato?

Oriana Fallaci rimane una figura complessa, difficile da incasellare. Le sue posizioni contro il matrimonio gay e le adozioni omogenitoriali hanno suscitato critiche feroci, ma i suoi gesti di solidarietà verso singoli individui mostrano un lato più umano e inclusivo. 

La storia ci insegna che la libertà di pensiero è sacrosanta, ma che i diritti non sono opinabili: sono il frutto di battaglie reali per il riconoscimento della dignità di ogni individuo. 

Forse, il vero insegnamento che ci lascia è che anche le persone più controverse possono riservare sorprese inaspettate.

© Riproduzione riservata.

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aldo federici 19.2.25 - 16:11

In merito a :-(Le sue posizioni contro il matrimonio gay e le adozioni omogenitoriali hanno suscitato critiche feroci, ma i suoi gesti di solidarietà verso singoli individui mostrano un lato più umano e inclusivo.)- Anche ideologie politiche varie e religiose e altro sono solidali verso singoli individui ma omofobi socio/culturalmente etc. Su 100 per lavarsi la coscienza sporca contro 99 fanno atto di pietà per 1. In proporzione come quantità non disturba i loro privilegi (etero in questo caso) o le loro idee in merito. Mi fermo qui, ma hai voglia a dirne ......