Orville Peck parla dell’omofobia nel mondo della musica country

L'artista mascherato ha condiviso la sua esperienza come uomo gay nell'industria musicale.

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orville peck
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Se odiate la musica country, forse dovreste ascoltare Orville Peck.

Esordendo nel 2020 con l’ep Show Pony, il cantautore 35enne – all’anagrafe Daniel Pitout – è un ‘eroe mascherato’ dell’industria musicale.

Occhi azzurri, viso coperto, e apertamente gay, Peck si sottrae agli stereotipi eteronormativi del genere: l’immagine del lone ranger che non deve chiedere mai si fonde a quella di un animo romantico e sensibile, che spezza il cuore di ogni cowboy.

Nel nuovo documentario My Kind Of Country (in onda su Apple TV+), insieme ai talent scout Jimmie Allen e Mickey Guyton, Peck dichiara che nonostante le tante icone LGBTQIA+ (da Dolly Parton al più recente Lil Nas X), il mondo country rimane tempio dei valori più conversatori e retrogradi.

 

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Parecchie persone mi hanno riso in faccia, dicendo che un uomo apertamente gay non avrebbe mai funzionato nel country!” racconta l’artista, parlando di un percorso molto più complicato del previsto, che l’ha portato a ‘tanti momenti di sconforto’.

Ma Peck spiega di aver tenuto la testa alta, rifiutandosi di permettere a chiunque di dirgli ‘cosa avrebbe potuto o non potuto fare’, sottolineando: “Se qualcuno mi dice che non posso fare qualcosa, mi viene voglia di farla ancora di più“.

La docuserie, prodotta da Kacey Musgraves e Reese Witherspoon, vuole essere un tentativo di passare la parola a chi ‘viene lasciato sempre indietro’, diventando un angolo di supporto per tutt*: “Avere un mentore o qualcuno che abbia cominciato prima di te e ti dica ‘guarda, fai così, vai da questa parte’. Noi (ndr. riferendosi anche a Guyton e Allen) non l’abbiamo mai avuto. Abbiamo dovuto tracciare il nostro sentiero da soil. E nonostante tutto – perché non cambierei nulla di quello che ho fatto – sarebbe stato bello e d’aiuto” spiega Peck.

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Peck ha dichiarato di sentire molta affinità con Shania Twain (con cui ha duettato nel 2020 con il brano Legends Never Die) definendola ‘icona gay e della moda, oltre che grandissima alleata’.

Quando arrivò per la prima volta a Nashville, ha avuto un sacco di problemi per venire accettata” spiega l’artista “All’epoca non piaceva come si vestiva e di cosa cantava. Ma si rifiutò di essere tutto tranne una donna forte mai sottomessa agli uomini, e guardatela ora. È icona globale”.

In un’intervista per People, Peck si è anche esposto riguardo la sessualità dell’amico e produttore Diplo, diventata oggetto di dibattito pubblico dopo aver dichiarato al podcast di Emily Ratajkowski, High Low, di  alcune esperienze con altri uomini ma rifiutandosi di etichettare o definire il proprio orientamento.

Peck ha risposto in difesa dell’amico, dichiarando: “È un ragazzo davvero dolce e aperto mentalmente, e penso che lui – come ognuno di noi – dovrebbe avere la libertà di esplorare sé stesso o chi vuole essere o sarà. Nessuno dovrebbe sindacare a riguardo o preoccuparsene”.

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