Nel 1990 l’Italia approvava una legge necessaria, e all’epoca all’avanguardia: la 135/90, dal nome “Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS“. Una legge che garantiva la prevenzione, l’assistenza e la tutela dei diritti delle persone colpite dall’hiv, abbattendo lo stigma all’epoca enormemente elevato.
Passati 35 anni molto è cambiato sul fronte del contrasto all’hiv, ma non quella legge, che ora si chiede ufficialmente di abrogare per lasciare spazio ad un adeguamento legislativo di prevenzione, diagnosi, terapia e assistenza che riguardi non solo l’hiv, ma anche il papillomavirus e tutte le infezioni sessualmente trasmissibili.
La legge D’Attis che coinvolge maggioranza e opposizioni
Pochi giorni fa in Senato c’è stato un incontro organizzato dall’associazione culturale Dossetti: i Valori tra altre associazioni ed esponenti politici di maggioranza e opposizione, perché da anni è ferma in Parlamento una proposta di legge presentata alla Camera nell’ottobre del 2022 da Mauro D’Attis, deputato di Forza Italia, sostenuta anche dai leghisti Simona Loizzo, Simonetta Matone e Massimiliano Panizzut e dalla senatrice Pd Ylenia Zambito.
Maggioranza e opposizione sulla stessa barca, per sostenere e approvare il prima possibile una proposta di legge già presentata e discussa nel corso della scorsa legislatura, finita in anticipo, con tanto di emendamenti approvati dalla XII Commissione al termine di un lavoro approfondito.
D’Attis ha lavorato a stretto contatto con le associazioni per dare forma ad un testo che adegui il sistema italiano alle norme europee e alle raccomandazioni ONU (UNAIDS, OMS), che riconoscono il ruolo attivo della cittadinanza nelle strategie di prevenzione HIV, HPV e altre IST, chiedendo l’abrogazione della Legge 135/90 perché ancora legata a una visione obsoleta dell’hiv e inadeguata ai criteri di prevenzione e gestione della terapia, mantenendo vive le forme di pregiudizio ed emarginazione, nonché gli stereotipi degli anni ’80.
Diagnosi Precoce
- Con questa nuova legge si vuole promuovere l’accesso diffuso al test HIV, essenziale per diagnosi tempestive, l’emersione del sommerso e l’accesso ai trattamenti efficaci, oggi altamente tollerabili e con effetti collaterali minimi, anche a lungo termine con il riconoscimento del ruolo che svolgono gli ETS (associazioni, enti no profit ecc.) nei contesti extra-ospedalieri.
- Sensibilizzare la popolazione eterosessuale, oggi maggiormente colpita da diagnosi tardive, attraverso campagne di informazione mirate.
- Abolire l’obbligo di firma del consenso informato per effettuare test HIV in contesti specifici.
Accesso alla Prevenzione
- Facilitare l’accesso alla PrEP (profilassi pre-esposizione) contro l’HIV, scarsamente utilizzata in Italia rispetto ad altri Paesi europei anche attraverso formulazioni innovative, mentre l’iter approvativo può tardare oltre due anni dopo quello EMA, causando inequità per quelle popolazioni che non ne possono beneficiare in modo tempestivo.
- Sostenere la vaccinazione contro l’HPV, utile in fase preventiva, secondo le evidenze cliniche attuali e quella per altre patologie prevedibili, adottando semplici criteri di sostenibilità.
Campagne di Comunicazione
- Investire in campagne di educazione sulla Salute che trascendono il beneficio di quella individuale e si rivolgono all’aspetto della Salute Globale.
- Elaborare con l’aiuto degli operatori di Organizzazioni HIV campagne informative su prevenzione e diagnosi con dati scientifici aggiornati, come il concetto inderogabile della non trasmissibilità del virus non quantificabile in presenza di terapia, per ridurre stigma e disinformazione.
- Promuovere l’uso di canali digitali e media per raggiungere con efficacia le fasce più fragili, vulnerabili e meno informate.
L’appello al Movimento di CheckPoint Plus Roma
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Nei giorni scorsi CheckPoint Plus Roma ha fatto appello al movimento e alla comunità, affinché si chieda al Parlamento di legiferare con urgenza il testo, prima in Commissione XII per la sua discussione e a seguire in aula per la sua approvazione.
Il tempo stringe, perché entro fine 2025 la proposta di legge andrebbe approvata, auspicando un ampio consenso trasversale fino ad oggi raramente visto, con maggioranza e opposizioni unite dinanzi alla salute pubblica, perché il contenimento delle infezioni non è solo una questione sanitaria individuale, ma una priorità di salute nazionale.
Filippo Leserri di CheckPoint Plus Roma, da noi intercettato, si è detto sorpreso per la mancata attenzione rivolta dalle associazioni LGBTQIA+ a questa legge:
“Mi dispiace che dopo quasi 3 anni la proposta di legge sia ancora in stallo. L’onorevole Mauro D’Attis ha collaborato con i rappresentanti di queste associazioni che stanno nel CTS. È una legge a cui tutti noi abbiamo partecipato. Parlo di Arcigay, Mario Mieli, Milano CheckPoint, CheckPoint Plus Roma, Plus e altri. Abbiamo contribuito alla sua stesura, dovremmo fare di tutto affinché venga approvata. Intendiamoci, la legge del 1990 è un fiore all’occhiello, ma è vecchia di 35 anni. Venne fatta quando le persone morivano di AIDS. Oggi abbiamo un’epidemia ancora reale, che ha appena compiuto 44 anni, con una forte incidenza nella popolazione gay, soprattutto tra maschi che fanno sesso con maschi. È un’istanza che ci riguarda direttamente, tutto quello che è stato fatto sull’hiv, dal lontano 1981, fa parte del patrimonio culturale del nostro Movimento. Quella legge è talmente datata che va ora abrogata, perché non contiene le innovazioni di questi ultimi 35 anni. Non c’erano le terapie antiretrovirali, non c’era la PrEP. C’era l’emergenza del momento“.
Leserri ha sottolineato come questa proposta di legge, ferma da quasi 3 anni, avrebbe teoricamente il sostegno di governo e opposizioni, ma andrebbe approvata entro fine 2025. “La data limite è il 1 dicembre. Il rischio è che non venga approvata. La senatrice Ylenia Zambito ci ha assicurato che superata la Camera sicuramente non ci saranno problemi in Senato, lei si è pubblicamente assunta questo impegno. Ma in questo momento storico il Parlamento potrebbe non approvarla“.
Eppure i soldi necessari, pari a 5 milioni di euro l’anno per 5 anni, sono già stati trovati in bilancio, per una legge che coinvolgerebbe il terzo settore, portando la prevenzione fuori dagli ospedali, tra i checkpoint che tanto bene hanno fatto in grandi città come Milano, Roma e Bologna.
“Abbiamo la responsabilità di far sentire la nostra voce”, ha ribadito Leserri. “L’hiv è un tema che ci appartiene, il tema del diritto alla salute è parte integrante del movimento dei diritti civili. Poi c’è il tema che riguarda l’inclusività, della medicina di genere. Una sanità pubblica non è pubblica se non è inclusiva. Noi di Plus Roma abbiamo deciso di riportare il tema all’interno delle istanze del Movimento. Coinvolgerlo significa anche sensibilizzare la sinistra, che potrebbe avere un pregiudizio nel lavorare con la destra di governo. Ma sul tema della prevenzione e sulla salute c’è convergenza. È necessario che accada. Bisogna sostenere questa legge, ci vuole il sostegno di tuttə“.
Firmatari appello alle istituzioni per l’adeguamento legislativo di Prevenzione, Diagnosi, Terapia e Assistenza HIV, HPV, IST
NADIR ETS, Filippo Schlösser
CheckPoint Plus Roma, Filippo Leserri
LILA onlus, Giusi Giupponi
ASA onlus, Massimo Cernuschi
Milano CheckPoint, Nicoletta Frattini
ANLAIDS onlus, Luca Butini
Circolo Mario Mieli APS, Massimo Farinella
Comune di Roma Dip. Politiche Sociali e Salute, Elio Pittiglio
Fondazione Sapienza, Prof. Chiara Simonelli
Università Tor Vergata, Stefano Vella
Movimento Omosessuale Sardo, Simone Sanna Venerdini
PLUS Aps, Sandro Mattioli
Arcigay, Gabriele Piazzoni
CICA ETS Maria Deghi
Legge A.C. 218 promossa dall’onorevole Mauro D’Attis











