Paul Newman: amori bisessuali, scandali e quel silenzio di Hollywood

La biografia 'The Man Behind the Baby Blues' di Darwin Porter ha infranto l’aura di impeccabilità che circondava Paul Newman, rivelando un intreccio di amanti e segreti.

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Tra Jamese Dean e Paul Newman ci fu amore, ma Newman preferì ritirarsi dalla relazione con quel ragazzo così ombroso e misterioso.
Tra Jamese Dean e Paul Newman ci fu amore, ma Newman preferì ritirarsi dalla relazione con quel ragazzo così ombroso e misterioso.
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Potrebbe camminare con la patta slacciata, diceva Rod Steiger. Pronto per l’uso, come se il desiderio fosse una fiamma perenne sotto la pelle. Paul Newman, il giovane Apollo, era arrivato a New York dall’Ohio, un reduce con gli occhi azzurri, un sorriso sghembo, la voglia di divorare il mondo. E il mondo, in quegli anni Cinquanta incandescenti, si lasciava divorare. Non faceva distinzione tra uomini e donne: il suo appetito sessuale era una danza ininterrotta, un assolo spregiudicato che percorreva ogni anfratto dello spettacolo.

Hollywood taceva. Gli attori erano dèi, e gli dèi non hanno debolezze. Così, mentre le voci sul desiderio fluido di Marlon Brando, James Dean e Montgomery Clift si infiltravano nelle pagine dei primi rotocalchi scandalistici, Newman restava l’eroe inviolato. La biografia di Darwin Porter, The Man Behind the Baby Blues, ha squarciato nel 2009 quell’aura di impeccabilità, inchiodando Paul a un palcoscenico di amanti e segreti.

Jamese Dean Paul Newman
Paul Newman e James Dean – immagine creata con AI

Marlon Brando e James Dean

Marlon Brando fu la prima fiamma. Newman lo attese fuori dal teatro, Un tram che si chiama Desiderio infiammava Broadway. “Per riuscirci devi recitare col cazzo e le palle“, gli disse Brando. Quella notte, nell’aria densa di Manhattan, nacque una passione: Brando rideva di Paul, della sua tenerezza, della sua inclinazione a innamorarsi. Lo stesso fece James Dean. Si trovarono tra le lenzuola e poi si sfuggirono. Paul, dopo la prima notte con il ribelle dagli occhi tristi, si precipitò tra le braccia di una donna, terrorizzato dall’essere risucchiato nel vortice del desiderio proibito. Ma quando Dean morì, Newman si trovò con un’eredità imprevista: il giovane Sal Mineo, sedici anni, fragile, bellissimo, già amante di Dean. Tra loro sbocciò qualcosa di indefinibile, un rapporto teso, ossessivo.

Le più amate donne di Hollywood

Newman intanto collezionava conquiste femminili con la stessa disinvoltura con cui infilava i ruoli cinematografici. Joan Crawford, Judy Garland, Lana Turner, Rita Hayworth: donne che brillavano di una luce sfuggente, irraggiungibile, le più amate di Hollywood, attratte dal suo carisma, dai suoi occhi in cui si rifletteva il desiderio di sbranare il mondo. E Paul il mondo lo mangiava tutto d’un fiato. Anche Steve McQueen si aggiunse alla lista. Il loro era un rapporto fatto di sfide, motori ruggenti, sguardi ardenti e notti sfrenate: un campo d’amore e di battaglia. Quando McQueen morì, Paul perse un’altra parte di sé.

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Sua moglie Joanne Woodward e il suicidio del figlio Scott, amante di Sal Mineo

Negli anni Sessanta, la sua furia si placò. Amò Robert Wagner, si concesse a John Derek. Solo con Robert Redford e Tom Cruise mantenne distanze castigate, un rispetto che conteneva il fuoco. La rispettabilità era salva. Joanne Woodward, sua moglie, sapeva e taceva. Sapevano tutti, in fondo, ma nessuno osava spezzare l’illusione.

Poi ci fu la tragedia. Sal Mineo, incapace di accettare il rifiuto, ferì Paul nel punto più vulnerabile: il figlio Scott. Lo chiamò nel cuore della notte. “Sto scopando tuo figlio“, disse con crudeltà. Scott, tossicodipendente, ribelle, distrutto dall’ombra ingombrante del padre, lo affrontò in una stanza d’albergo. Cercò di sfidarlo, di piegarlo, ma gli occhi di ghiaccio di Paul lo disarmarono. “Non sei nemmeno abbastanza uomo per finire lo schifo che hai cominciato“, gli sibilò Scott prima di sparire nell’ombra. Quando il ragazzo si suicidò, nel 1978, Newman non fu più lo stesso.

Steve McQueen lo trovò una sera sulla spiaggia, lo sguardo fisso sull’oceano, il corpo immobile. Meditava di lasciarsi andare. “Dopo aver parlato per ore col mare, mi alzai, salii in macchina e misi in moto“, confidò in seguito. Non era pronto per la scena finale. Aveva ancora trent’anni da vivere. Un’altra vita, forse.

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