Matteo Salvini

Il 2022 del leader leghista, oggi vicepremier nonché ministro delle infrastrutture, ha semplicemente dato seguito al 2021. Matteo Salvini ha continuato a picconare il DDL Zan, a suo dire ‘liberticida e inutile‘, accogliendo con il sorriso Victor Orbán in visita a Roma per poi abbracciare le contestatissime leggi omotransfobiche d’Ungheria, a suo dire da esportare “anche in Italia”. In piena estate, nel cuore della campagna elettorale, l’ex ministro dell’Interno ha straparlato di fantomatici appelli scolastici “senza nome per non discriminare i bambini fluidi” e di “bimbi che non si comprano su Amazon“, per poi attaccare il tribunale di Roma che ha giustamente definito illegittimo il suo decreto sulle carte d’identità dei minori. “Padre e Madre sui documenti sono illegali? Non ho parole”.
