Giorgia Meloni

Prima donna premier d’Italia, per quanto abbia chiesto la denominazione al maschile, Giorgia Meloni ha cavalcato un anno a tinte omotransfobiche. Lo scorso marzo le critiche alla nuotatrice americana Lia Thomas (“Assurdo che una persona con la forza e la stazza di un uomo competa tra le donne”), per poi specificare che no, “non sono omofoba ma l’adozione va riservata alle coppie etero”. Dopo aver chiesto di trasformare la gestazione per altri, già illegale in Italia, in “reato universale“, Meloni ha schiumato rabbia dalla Spagna ad un convegno dell’ultradestra, gridando “Sì alla famiglia naturale, no alla lobby LGBT e al gender”. In estate ha promesso la difesa delle famiglie dalle fantomatiche teorie gender nelle scuole, per poi precisare di voler “combattere le devianze, crescere uomini italiani sani e determinati”. Lo scorso settembre, per concludere in bellezza, la leader di FDI ha ribadito il suo “no alle adozioni per le persone LGBT. Ci vuole padre, madre e stabilità della coppia”.
