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Questa sono io, essere una donna trans in Polonia

Esce nei Cinema d'Italia il film di Małgorzata Szumowska e Michał Englert, struggente storia di identità e affermazione oggi più attuale che mai.

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Ci sono voluti quasi due anni ma finalmente ci siamo. Uscirà il 29 maggio nei cinema d’Italia con I Wonder Pictures Questa sono io, presentato in Concorso nel 2023 all’80esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Diretto da Małgorzata Szumowska e Michał Englert, “Woman of… / Kobieta Z …” narra un’epopea lunga 45 anni alla ricerca della libertà di essere se stessi, nella Polonia attraversata da trasformazioni storiche tra comunismo e capitalismo.

Questa sono io di Małgorzata Szumowska e Michał Englert, la trama e il cast

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Questa sono io, diretto da Małgorzata Szumowska e Michał Englert

Protagonista di questo lungo e complesso percorso è Aniela, che fin dalla prima infanzia si riconosce come donna, nonostante sia stata assegnata maschio alla nascita. Da giovane Aniela si innamora di Izabela, la sposa e con lei ha due figli. Ma, anno dopo anno, capisce che la vita che sta vivendo non riflette la sua identità autentica. Il bisogno di vivere apertamente come la donna che è sempre stata diventa sempre più profondo, portandola a intraprendere un percorso di affermazione di genere. Da qui ha inizio un cammino difficoltoso, lungo il quale Aniela incontrerà l’ostilità di molti, soprattutto del governo polacco, che non vuole regolamentare il riconoscimento di genere e ostacola le persone transgender attraverso una ostinata burocrazia, ma anche delle persone a lei più vicine – i genitori, la moglie, i figli e il fratello, tutti rigorosamente cisgender.

Negli abiti di Aniela troviamo Mateusz Więcławek, da giovane, e Malgorzata Hajewska, da adulta, con Joanna Kulig nei panni di Iza, sua moglie.

Questa sono io, parlano i registi Małgorzata Szumowska e Michał Englert

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Questa sono io, diretto da Małgorzata Szumowska e Michał Englert

Si tratta di un film davvero importante per noi” – hanno commentato Małgorzata Szumowska e Michał Englert – “frutto di tanti anni di lavoro e infiniti incontri con persone transgender di tutte le età, che vivono in Polonia da molti anni e che gentilmente si sono fidate di noi e hanno condiviso le loro storie. Aniela – che nel suo faticoso percorso verso la libertà ha vissuto come uomo per quasi metà della sua vita in una cittadina di provincia – ci è sembrata un simbolo, una metafora della transizione della Polonia, riflesso di una società che in passato si era unita per far crollare il regime comunista. Quella stessa società oggi favorisce la polarizzazione delle opinioni, ed è riluttante ad accettare convinzioni che in altre parti del mondo sono ormai da tempo diventate norme sociali. Speriamo che il film aiuti a comprendere cosa significhi essere trans, ma anche che dia coraggio a centinaia di giovani che si identificano come trans ma hanno paura di condividerlo pubblicamente. Prima di tutto speriamo che sia da supporto in modo più ampio a modifiche della legge che garantiranno una vita senza minacce. Il film non vuole giudicare nessuna delle posizioni presentate; il suo elemento più significativo è l’umanità che traspare dalla commovente storia dei protagonisti, seguiti con rispetto dalla nostra macchina da presa”.

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Questa sono io, diretto da Małgorzata Szumowska e Michał Englert

Questa sono io ha visto la partecipazione di persone transgender, che interpretano sia personaggi trans che cis. Non si era mai visto nulla di simile in un film polacco. Anche il team di produzione era composto da molte persone della comunità LGBTQIA+, consulenti, assistenti e membri della troupe. Per i due registi era importante che questo film desse visibilità alla comunità LGBTQIA+ polacca. I ruoli episodici sono stati quindi interpretati da più di 100 persone che si identificano come queer. Ma per interpretare Aniela sono stati scelti un attore e un’attrice cisgender.

Questa sono io, essere una donna trans in Polonia - IWP QUESTASONOIO 1 ©No Mad Films - Gay.it
Questa sono io, diretto da Małgorzata Szumowska e Michał Englert

La formazione recitativa in Polonia non è ancora pienamente accessibile alle persone trans e non binarie“, hanno ricordato i due registi, nel 2013 Teddy Award alla Berlinale per “In the Name Of”. “Pertanto, in accordo con i consulenti trans del film, abbiamo scelto un’eccezionale attrice cis, Małgorzata Hajewska-Krzysztofik, per il ruolo di Aniela, che speriamo riesca a trasmettere efficacemente la verità della storia del personaggio: l’esclusione e le barriere che le persone trans devono affrontare nella loro esistenza quotidiana. In Polonia era impossibile trovare un attore o un’attrice trans che avesse una formazione di base in recitazione e che fosse in grado di recitare in un lungometraggio, di interpretare un percorso emotivo così intenso e vulnerabile e di assumersi il rischio di stigmatizzazione che ne sarebbe potuto derivare“.

I diritti LGBTQIA+ in Polonia

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Questa sono io, diretto da Małgorzata Szumowska e Michał Englert

Secondo ILGA-Europe e l’ultima Rainbow Map 2025, la Polonia è il Paese più omofobo e transfobico dell’Unione Europea. Ad oggi si trova al 39esimo posto, dietro persino l’Ungheria di Viktor Orban, ed è l’unico Stato membro dell’UE che non ha ancora approvato leggi sull’identità di genere. Recentemente la Corte Suprema ha reso più facile il processo di cambio di genere, che ti obbligava a denunciare i tuoi genitori per aver sbagliato l’attribuzione del sesso alla nascita, ma la situazione rimane complessa e per le persone trans drammatica.

Nell’ultimo anno e mezzo qualcosa si è mosso, con le cosiddette “Free LGBT Zone” finalmente smantellate, una legge per tutelare la comunità LGBTQIA+ dalle discriminazioni recentemente approvata e una bozza di unioni civili attualmente in discussione.

© Riproduzione riservata.

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